SHINEDOWN – Planet Zero

Titolo: Planet Zero
Autore: Shinedown
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Rock Alternativo
Anno: 2022
Etichetta: Atlantic Records

Formazione:

Brent Smith – voce

Zach Myers – chitarra, cori

Barry Kerch – batteria

Eric Bass – basso, pianoforte


Tracce:

01. 2184
02. No Sleep Tonight
03. Planet Zero
04. Welcome
05. Dysfunctional You
06. Dead Don’t Die
07. Standardized Experiences
08. America Burning
09. Do Not Panic
10. A Symptom Of Being Human
11. Hope
12. A More Utopian Future
13. Clueless And Dramatic
14. Sure Is Fun
15. Daylight
16. This Is A Warning
17. The Saints Of Violence And Innuendo
18. Army Of The Underappreciated
19. Delete
20. What You Wanted


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Planet Zero è «una dimensione controversa », come definito dagli Shinedown descrivendo il loro ultimo e omonimo album. Uno spazio di critica all’impoverimento culturale, agli effetti negativi dei social media, all’assenza di empatia e compassione, alla ricerca di un futuro utopico in cui riscoprire il sintomo dell’essere umani.

Inizialmente mi sono spaventata alla vista di un numero così corposo di canzoni. In realtà, molte di esse sono intermezzi dall’indole futuristica e dal suono che strizza l’occhio agli anni ’80. L’album si apre subito con le sonorità aggressive di “No Sleep Tonight” e quelle accattivanti e corali di “Planet Zero”, per poi inoltrarsi in lenti significativi come “Dysfunctional You” e, la mia preferita, la malinconica “A Symptom Of Being Human”.

Il momento di riflessione è interrotto dal rock classico di “Dead Don’t Die” e dall’incalzare di sonorità punk-grunge in “America Burning”, “Clueless And Dramatic”  e “Army Of The Underappreciated”. Un suono più elettronico e che strizza l’occhio al pop caratterizza “Sure Is fun”, brano che si distanzia dal resto della scaletta così come la successiva e soul “Daylight”. “The Saints Of Violence And Innuendo” cavalca lo stile predominante del gruppo mentre, sul finire, l’acerba “What You Wanted” non convince totalmente.

In conclusione, Planet Zero a livello di produzione risulta ben costruito e consolidato dalle doti canore di Brent Smith e i brani risultano orecchiabili e piacevolmente fruibili, tuttavia queste caratteristiche distolgono l’attenzione sulle tematiche sociali importanti che il gruppo vuole affrontare ma che allo stesso tempo potrebbero sollecitare l’ascoltatore ad approfondire i testi.

 

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