The Metal Fortress – Domine – White Skull – Trick Or Treat – Eternal Silence – Draconicon


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The Metal Fortress – Gradara 03.09.2022 –

Ammetto che nelle ultime due settimane fino a 48 ore dall’evento ho avuto momenti di sconforto, crisi mistiche e una serie di ansie che mai ho provato nella vita per cercare di capire come avremmo fatto a far andare tutto per il meglio, visto che era prevista pioggia proprio per sabato 3 settembre. Questo era solo uno delle problematiche e dei dubbi sulla riuscita di questo evento chiamato The Metal Fortress. Inoltre si parlava di una data zero e di un luogo dove l’heavy metal non ha mai toccato suolo. La mattina il palco era lì e le due gocce di pioggia si sono dissipate in fretta nel primo pomeriggio lasciando un tempo limpido, proprio mentre, organizzando tutto, nemmeno mi sono reso conto che ci stavamo avvicinando all’inizio dello spettacolo. Con l’arrivo dei primi avventori, ho cominciato a scorgere un sacco di volti locali conosciuti, ma soprattutto tanti nuovi di persone arrivate da vari luoghi di tutta Italia. Facce contente di poter varcare le porte di un luogo particolare, speciale, dove un evento del genere non è affatto scontato. Tra abbracci e saluti di tante persone, mi sono reso conto che quei sei mesi sono stati necessari per servire al nostro desco medievale cinque portate molto speciali. E dei gruppi ne abbiamo già parlato. Una professionalità unica, un’umiltà preziosa e la felicità di tornare sul palco dopo due anni abbondanti troppo duri. E’ stato bello essere partecipi ed aver contribuito a portare su palco un pacchetto completo di gruppi nuovi, navigati e storici; tutti hanno combattuto per il folto pubblico accorso ad acclamarli. In una serata del genere chi c’era sa bene di cosa parlo. Sento la necessità di ringraziare tutti quelli che hanno creduto in questo evento, le persone venute da lontano, gli amici vicini che hanno aiutato anche nelle piccole, grandi cose, chi è venuto anche solo ad assistere e partecipare per dare il suo contributo. Ecco com’è andata! (Ivan Gaudenzi)

DRACONICON – (Daniel Fleba)

Mentre la rocca di Gradara inizia a popolarsi di fan spetta ai Draconicon iniziare l’assedio del castello. La band suona un power metal piuttosto granitico in cui si mescolano armonie ariose e melodie guidate dal violino di Simon Borgen, vero tratto distintivo della band, il tutto condito da un’atmosfera cupa, a richiamare i testi intrisi di decadenza epica dove è il male a regnare.
I brani sono veloci e pestati, il cantante Arkanfel intrattiene bene i primi presenti sotto al palco, mentre la band presente il disco di debutto “Dark Side Of Magic”. Ottima prova del batterista Manuel D.Ascendent sebbene il resto della band sia, nei pochi brani a disposizione, un pelo penalizzato da suoni non ancora del tutto a posto, soprattutto per la sezione ritmica che nei primi due brano sovrastava un po’ le parti di violino e chitarra. Il pubblico inizia ad affluire sotto palco ed accoglie bene i pezzi rapidi con tappeti i doppia cassa come “Fiery Rage” e le cavalcate power come “Monsters’ Breakaway”.
Il passo è segnato e visti le numerose apparizioni live che stanno facendo si confermano come una nuova promessa del panorama metal melodico tricolore prima di lasciare il passo ai lombardi Eternal Silence.

 

 

ETERNAL SILENCE – (Gianluca Avalon Moraschi)

Siamo ormai all’imbrunire quando i lombardi Eternal Silence, seconda band chiamata ad esibirsi al The Metal Fortress, prendono possesso del piccolo palco allestito ai piedi del castello: all’interno delle mura sono aumentate le presenze così che la band di Varese arriva ad esibirsi di fronte ad una platea piuttosto corposa.
E’ una intro d’atmosfera a segnalarci il via alle operazioni sonore, che ho atteso con una certa curiosità: il power metal sinfonico dal sapore attuale proposto dai Nostri – alla Epica/Nightwish tanto per capirci – non rientra nei miei ascolti, ma devo ammettere che la bella recensione di “Timegate Anathema” apparsa sulle nostre pagine (scritta a suo tempo dalla nostra Chiara Mascetti) unita alla mia ferma volontà di dedicare alla musica degli Eternal Silence la doverosa attenzione hanno fatto in modo che mi potessi gustare appieno la prova sfoderata dal gruppo.
E meno male, dato che Gli Eternal Silence sono stati davvero molto bravi rivelandosi, per il sottoscritto, una piacevolissima sorpresa: forti di suoni piuttosto buoni, hanno riversato sui presenti tutta la potenza e la melodia di cui è intrisa la loro musica, con una scaletta che è andata a pescare a piene mani proprio dall’ultimo album “Timegate Anathema”. Si parte con la veloce “The Way Of Time” a cui fa seguito una trascinante “Ancient Spirit”, doppietta che mi ha permesso di apprezzare rapidamente le doti vocali di Marika, molto efficaci nell’alternanza con il cantato – anch’esso pulito – di Alberto.
Con “Edge Of The Dream” siamo già arrivati alla metà di un concerto che prende il suo slancio finale con l’energica “Glide In The Air” e si conclude sulle note della poderosa “Hell On Earth”, unico brano proveniente dal passato della band ed estratto da “Chasing Chimera” del 2015. Che dire, in conclusione? Gli Eternal Silence ci hanno regalato un’esibizione complessiva di valore, travolgendoci con un concerto potente e compatto! Grandi!

TRICK OR TREAT – (Vittorio Manzone)

Ohibò, nella notte ormai fattasi si ergono fantasmi! Che siano per caso le emanazioni spiritiche di qualche avo dei Malatesta, abitatori della fortezza per alcuni secoli durante l’epoca medioevale? O forse qualche defunto Sforza o magari un potente parente dei Borgia?
Nulla di tutto questo! Stiamo parlando delle mascotte degli irresistibili Trick Or Treat, carichi a pallettoni e in procinto di iniziare quello che in ordine temporale è il terzo concerto di serata. Non ce ne vogliano gli ottimi Draconicon né tantomeno gli Eternal Silence, ma è con il gruppo modenese che avvertiamo il primo salto di qualità rispetto all’esibizione; è normale, anche considerata la maggiore esperienza in fase di spettacolo dal vivo che i 5 musicisti possono vantare grazie ad una carriera ormai ventennale.
La durata del set per l’occasione si protrae leggermente rispetto ai due precedenti, al netto di un leggero ritardo che costringerà la band a rimuovere un brano dalla scaletta per consentire allo spettacolo di rimanere nei tempi consentiti. Poco male, poiché i Trick Or Treat riescono comunque ad animare il cortile del castello con un’accurata selezione dei loro brani più rappresentativi estratti da pressochè ciascun episodio discografico. La partenza è affidata alla combo “Creeping Symphonies/Hungarian Hangover” dall’ultimo album “Creeping Symphonies” edito quest’anno, seguite dalla coinvolgente “Acquarius” da “The Legend Of The XII Saints”.
I ragazzi sul palco brillano in termini di performance e coinvolgimento del pubblico, sempre richiamato alla partecipazione da un mai pago Alessandro Conti il quale si improvvisa anche chitarrista ad aria compressa durante alcune sezioni di “Loser Song” e “The Great Escape” grazie all’immancabile chitarra-palloncino. Gli strumenti veri vengono suonati con grande perizia dal resto della band, sugli scudi e precisa nell’esecuzione.
Prima della conclusione affidata a “Like Donald Duck”, grande classico risalente agli albori della carriera dei power metaller italiani, assistiamo all’episodio più direttamente influenzato dagli Helloween ovvero “Crazy”con il suo ritornello così allegro ed esplosivo da rendere impossibile la permanenza sul posto!
Ed ora è il momento di un altro grande complesso italiano…

WHITE SKULL – (Fabio Perf)

Quando salgono sul palco i White Skull basta davvero poco per infiammare l’audience, giusto una sistematina ai suoni, inizialmente non coi giusti livelli e…via, si parte!

La band propone una setlist tipicamente da festival, suonando, uno dietro l’altro, gli innumerevoli classici del loro repertorio: “Tales From The North” e “Public Glory, Secret Agony” gli album più saccheggiati.
Probabilmente a causa di un ritardo nella tabella di marcia, i nostri partono a razzo con una tripletta niente male: “The Killing Queen”, “Tales From The North” (dall’omonimo album) e “Cleopatra”. Si nota fin da subito come la band sia affiatatissima e abbia voglia di divertirsi (e di far divertire). In particolar modo il “Capitano” Tony Mad, alla chitarra, non si risparmia di certo: tra cori, schitarrate e incitamenti è lui l’assoluto mattatore! Non sono da meno gli altri ragazzi della band, in particolare lo scatenato Valentino Francavilla, che sciorina note su note nei suoi vorticosi solo di chitarra!
E la Sister? La Sister è sempre lei, la Regina, “our Queen”! Grinta e energia da vendere, una delle frontwoman più cazzute e complete nell’attuale panorama metal. Ottima prestazione che fa scatenare tutti i fan presenti all’evento.
Sarà la splendida cornice del Castello, la fresca e limpida notte (con tanto di mezza luna nel cielo), la grinta e la passione della band a far sì che lo show sia uno di quelli da ricordare! Un concerto metal come deve essere: sudore, energia, fomento… In tal senso, l’apice è raggiunto con l’esecuzione di “Red Devil”, song che sembra fatta apposta per essere proposta dal vivo e a da cantare a squarciagola (sono rimasto praticamente senza voce!).
I White Skull non si fermano, nemmeno qualche piccolo problema di chitarra può arrestare la forza dirompente del combo vicentino. L’esibizione prosegue all’insegna degli inni metallici dei nostri e termina con due super classici, vale a dire “The Roman Empire”, che trascina tutto il pubblico grazie ai suoi cori da stadio (sarebbe meglio dire da antica arena!) e l’arcinota “Asgard”, aspettata con impazienza dall’audience.
La band saluta, il pubblico la inneggia e io mi chiedo “ma non sarebbe ora di un bell’album dal vivo?”. Intanto il prossimo ottobre uscirà il nuovissimo “Metal Never Rusts”, con 10 nuove gemme metalliche. Avrei scommesso in un’anteprima questa sera ma… poco male… Arrivederci alla prossima, White Skull!

Setlist:
The Killing Queen
Tales From The North
Cleopatra
I’m Your Queen
Red Devil
High Treason
Kriemhild Story
The Roman Empire
Asgard

DOMINE – (Alessio Torluccio)

Quando tocca ai Domine salire sul palco si raggiunge il culmine di questa edizione del The Metal Fortress di Gradara. Quei piccoli passi che la band toscana compie per presentarsi davanti ad un pubblico festante sono importanti e simbolici. Non si tratterà di un grande passo per l’umanità come quello degli astronauti sulla Luna, ma alcune considerazioni sono da fare: i Domine fecero il loro ultimo concerto a novembre 2019, al festival dei nostri amici e colleghi di Loud & Proud. Da allora il mondo non è più stato lo stesso. E’ arrivato il Covid, sono stati due anni pesanti, con tanti lutti e restrizioni mai viste prima a memoria d’uomo. Oltre al fattore umano anche il settore dei concerti ha pagato tantissimo questa situazione e poter essere qui a riaccogliere i Domine è stato emozionante, sia per noi fan che per loro, che hanno subito gridato la loro gioia, felici di poter riabbracciare i loro supporter dopo quasi tre anni. Con i Domine sul palco anche il nostro caporedattore Ivan Gaudenzi, mente e braccio di questo primo festival presentato da HeavyMetalWebzine, ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ecco quindi che quei pochi passi e quell’inno che apre tutti i loro concerti sono stati davvero importanti e sentiti, questa volta più di altre.

E la musica? Eccola qui, pronta e servita con un entusiasmo da ventenni, nonostante i Domine siano leggermente più grandi d’età. Con una formazione immutata dal 1999, la band toscana fila liscia come se avesse fatto concerti fino al giorno prima. “Thunderstorm” apre le danze e ogni volta è un piacere: power metal epico in grado di colpire fin dal primo ascolto, con una sezione ritmica collaudata da anni (Riccardo Paoli al basso e Stefano Bonini alla batteria) a far tremare le mura del castello. Sopra di esse la tastiera di Riccardo Iacono, da sempre uno degli elementi che contraddistinguono il sound della band con il suo tocco perfetto per smorzare il terremoto ritmico e rendere i brani più immediati. Proprio a fianco, a cesellare trame chitarristiche epiche come non mai, l’inossidabile Enrico Paoli, mente della band, autore di testi che denotano una cultura immensa e che innalzano i Domine di una spanna sopra il classico panorama power metal. Ma cosa sarebbe questa meravigliosa band senza il cantante, l’intrattenitore, il leader carismatico Morby? Un giovanotto, un ragazzo di 56 anni che ha dimostrato ancora una volta una tenuta vocale perfetta e una maestria sul palco da veterano, nonostante (dice lui, ma nessuno l’ha notato) fosse giù di voce.

La setlist viaggia spedita tra i primi quattro dischi della band, mentre l’ultimo “Ancient Spirit Rising” non è stato toccato (un peccato, a dire la verità). Nel complesso si è preferita l’immediatezza ma anche l’epicità, con “The Mass Of Chaos” dal debutto e la lunga “The Eternal Champion”, sempre tratta da quel disco quasi omonimo (“Champion Eternal” del 1997). Ascoltandoli dal vivo ci si rende conto che questi brani invecchiano alla grande, come il vino buono, che anno dopo anno migliora. Il mito di Elric di Melnibonè, da sempre a fianco della band, si manifesta in “Arioch, The Chaos Star” e subito dopo tocca ad un altro grande mito, Conan il barbaro, omaggiato con la splendida e lunga “The Aquilonia Suite”, epica all’inverosimile.

La location indubbiamente aiuta a farci immergere nei testi dei Domine, ecco quindi che girando la testa e osservando la splendida rocca di Gradara non viene difficile immaginarla immersa in una grande battaglia, con guerrieri armati di spade che fronteggiano draghi e demoni mostruosi. Questi luoghi suggestivi, un tempo abitati da Paolo e Francesca, ora hanno la possibilità di sentire “The Prince In Scarlet Robe”, uno dei brani più intensi dei Domine, sempre apprezzato dal vivo.

Ma non è ancora finita: nonostante la serata mite, quasi fresca, i Domine fanno salire la temperatura con “The Hurricane Master” prima della già citata “The Eternal Champion”. A completare la scaletta, prima di un fugace saluto al quale nessuno crede, ecco “Dragonlord”, uno degli inni di questa storica heavy metal band.

Il tempo è tiranno, i Domine risalgono velocemente sul palco ma l’ora è tarda, non c’è tempo per tutte e due le song proposte in chiusura. Morby chiede al pubblico se preferiscono sentire “Ride Of The Valkyries” o “Defenders”. Nonostante la mia opinione fosse per la meravigliosa cavalcata, non avrebbe senso un concerto dei Domine senza la sua classica chiusura. Ecco quindi che le note di “Defenders” risuonano nell’aria di Gradara, mentre sia sul palco che sotto l’espressione di tutti è quella della felicità. Il ritorno alla normalità che tutti ci meritiamo parte da questi volti, da questi sorrisi stampati, dall’emozione sulla faccia di Enrico Paoli prima di salire sul palco, dagli acuti inarrivabili di Morby, dall’atmosfera di grande fratellanza e dagli abbracci che si notano tra il pubblico, dove tante persone che non si incontravano da almeno un paio d’anni si sono ritrovate. Grandissimo concerto dei Domine, grandissimo evento, contraddistinto da una location fantastica e magica che vi invitiamo a visitare se non siete della zona. Passeggiando per i vicoli e per le mura merlate di Gradara, tra un negozio tipico e una piadina, potreste ancora sentire risuonare la voce di Morby, rimasta qui come quella di un fantasma, finchè impavidi metallari non verranno a liberarla!

Setlist:

Thunderstorm
The Mass Of Chaos
Arioch, The Chaos Star
The Aquilonia Suite
The Prince In The Scarlet Robe
The Hurricane Master
The Eternal Champion
Dragonlord
Defenders

Spetta al caporedattore parlare per ultimo. E le parole sarebbero tante. Ci vorrebbe un editoriale solo per parlare di questi ultimi sei mesi. Organizzare un concerto del genere non è una cosa facile e per chi avesse dei dubbi può contattarmi e parlarne con il sottoscritto (a patto che abbia almeno tre settimane di tempo a disposizione). Senza andare nei dettagli vorrei tornare a quel 24 febbraio, era l’1:14 del mattino e dopo assidue richieste di redazione di organizzare un concerto, ho pensato di scrivere a Saverio di Cerberus, per capire quanto poteva essere possibile questa cosa e come potevamo fare, dato che avevo intenzione di farlo vicino casa per avere la certezza di vedere almeno la prima volta, tanti volti noti e amici di gioventù e anche per contare sul loro supporto e appoggio, oltre che naturalmente, quelli di redazione.  Uno dei ricordi più belli è aver visto la Piazza D’armi di Gradara vuota; di fianco, oltre il fossato e il ponte levatoio, il mitico Castello. Lo avevo visto moltissime volte, ma mai lo guardai con la sua imponenza e austerità. Dal 1150 è rimasto lì, testimone di tante battaglie, storie e passaggio di persone più o meno importanti tra le quali oggi, oltre ai celeberrimi Paolo e Francesca, spiccano i protagonisti del The Metal Fortress! Voglio infine ringraziare mia moglie Olga per avermi sopportato in tutto questo, Saverio di Cerberus, il sindaco di Gradara Filippo Gasperi e il consigliere Matteo Buscaglia che sono stati partner in tutto; ringrazio Gradara Innova per la promozione; i gruppi naturalmente per la loro professionalità e umiltà. Inoltre tutti i redattori di Heavy Metal Webzine e i nostri amici per aver dato il loro sostegno in ogni modo al successo della serata. Potrei aver dimenticato qualcuno nel marasma di questi giorni. Non me ne vogliate. Avrò modo di parlare e ringraziare tutti di persona appena vi rivedrò. Non ci è dato sapere ad oggi se ci sarà una seconda edizione di questa bellissima serata che potrebbe anche essere unica, però, se mi è concesso parlare così… Grazie ancora a tutti. E’ stato epico! Ci vediamo là fuori! (Ivan Gaudenzi)

Draconicon:

 

Eternal Silence:

 

Trick Or Treat:

 

White Skull:

    

Domine:

 

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