TANKARD – Pavlov’s Dawgs

Titolo: Pavlov's Dawgs
Autore: Tankard
Nazione: Germania
Genere: Thrash Metal
Anno: 2022
Etichetta: Reaper Entertainment

Formazione:

Geremia “Gerre” : voce
Frank Thorwarth: basso
Olaf Zissel: batteria
Andy Gutjahr: chitarra


Tracce:

1. Pavlov’s Dawg 5:31
2. Ex-Fluencer 4:59
3. Beerbarians 5:21
4. Diary Of A Nihilist 4:50
5. Veins Of Terra 5:54
6. Memento 5:16
7. Metal Cash Machine 6:29
8. Dark Self Intruder 5:56
9. Lockdown Forever 4:07
10. On The Day I Die 6:46


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 10.0/10
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Pavlov’s Dawgs è l’ultima fatica firmata Tankard. Il diciottesimo disco per la precisione. All’alba dei quarant’anni di carriera, il quartetto di Francoforte si trova a fare i conti con l’età, il post pandemia e un periodo dove l’heavy metal è ancora un genere di discreto richiamo. Le produzioni degli ultimi lavori del quartetto hanno segnato una nuova era musicale che ha visto negli anni 2000 con titoli come Beast Of Bourbon o A Girl Called Cerveza, giusto per citarne un paio. One Foot In The Grave ha segnato l’ultimo lavoro ed era il 2017.

Le dieci tracce che compongono Pavlov’s Dawgs non sono purtroppo tra le migliori degli ultimi anni. E a mio parere, forse colpevole l’età, c’è stato un rallentamento generale nei ritmi e nella velocità del gruppo e soprattutto, ma anche ovviamente, un affaticamento evidente nella voce di Gerre che non urla più come un tempo. Ebbene sì, questo è quanto ho sentito in questo disco. Escluso qualche fortunato pezzo come “Memento” e forse “Lockdown Forever”, il resto suona un po’ leggerino per quanto stavano dando i Tankard negli ultimi lavori.

Chiarisco subito che non si tratta di un punto basso di carriera bensì un mezzo passo falso, dove i brani non sono da buttare ma manca quel groove in più e quella velocità extra che avrebbero fatto di questo l’ennesimo ottimo lavoro della formazione thrash metal teutonica. Le composizioni sono infatti perfettamente in linea con lo stile del gruppo e così anche i testi, molto attuali e sociali. Pochi gli inni alla birra e i ritmi punk, e assente la cover: cose a cui i Tankard ci avevano abituati.

Non voglio certo dissuadère nessuno dall’ascolto o sputare su uno dei gruppi che mi hanno da sempre fatto battere il cuore. Il thrash metal di Gerre e compagni è sempre vivo e forte, ma gli anni passano per tutti e dobbiamo rendercene conto.

Insomma non me ne vogliate se resto particolarmente fedele ai dischi precedenti e ai grandi classici. Posso dirvi che comprerò anche questo Pavlov’s Dawgs, anche se dubito entrerà tra i miei preferiti dei thrasher birrosi!

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