Visualizzazioni post:3524
EVENTO: BOLOGNA METAL FESTIVAL # 1 – Danger Zone / Saints Trade / Pandorea
LUOGO: Ex Bocciofila Pontelungo – Bologna
DATA: 20/01/2023
Bella kermesse invernale e per scaldarci dal freddo intenso, cosa c’è di meglio di un bel concerto rock? L’ex bocciofila offre una sala molto ampia e un buon servizio ristoro, nonostante una resa acustica non proprio tra le migliori.
Ad aprire questo piccolo,ma agguerrito festival ci pensano le Pandorea, un gruppo di sole ragazze nato nel 2015 e proveniente dal Modenese, anche se in realtà la batterista questa sera deve lasciare il posto a una ragazza con la barba, probabilmente un maschietto. Scherzi a parte, la formazione propone alcuni brani tratti dall’EP XX, uscito nel 2020 e qualche inedito, più due cover: quella di “Halo” di Beyoncé, nella quale si sottolinea la buona prova della cantante Ambra Pincelli, e “Acida” dei Prozac +, posta in chiusura e meno convincente in quanto anche un po’ fuori contesto. Il gruppo suona un rock alternativo con sprazzi di modern-metal non lontano dalla proposta degli Evanescence (tanto per citare un nome noto) e lo fa con buoni mezzi tecnici e una brava cantante, soprattutto sulle tonalità acute. Un buon antipasto, non c’è che dire!
Scaletta
01 – Nebula
02 – Halo
03 – J.O.D.I.E.
04 – Sangue
05 – Hydra
06 – Physical
07 – Play With Thunder
08 – Acida
La prima volta che incrociai i Saints Trade dal vivo accadde diversi anni fa in un pub della periferia felsinea, in occasione di un concerto degli hardrocker Jettblack: ad aprire per la formazione britannica c’erano appunto questi quattro ceffi che, nonostante un suono ancora acerbo e pezzi non proprio straordinari, m’impressionarono per il genere proposto, un hard-rock cromato d’ispirazione statunitense. Oggi, dopo un EP e tre album in studio, il gruppo è decisamente maturato e con l’ultimo The Golden Cage, uscito nel 2022, ha partorito la sua prova più convincente.
Non stupisce che la maggior parte della scaletta attinga dal loro album più recente, e il pubblico apprezza le varie “Casino Royale”, “Neverland”, “Lockdown Blues” e “Mirror Of Myself”, tutti pezzi dotati di un buono stile compositivo e del giusto tiro. Il chitarrista Claus appare in forma smagliante, dispensando un ottimo lavoro sia a livello ritmico che solista, il rodato cantante Santi è un animale da palco e un buon esecutore, mentre la sezione ritmica – soprattutto il bassista Andrea Sangermano – sostiene il tutto in maniera esemplare. Il gruppo propone anche pezzi dagli album precedenti, tra i quali “Inside”, “The Rose” (con tanto di dedica a tutte le compagne di vita) e “Like A Woman”, con la quale si congeda dal palco tra applausi e gridi di approvazione. Una formazione in ascesa!
Scaletta
01 – Neverland
02 – Break The Chain
03 – Livin’ To Rock
04 – That’s What I Know
05 – Once And For All
06 – Inside
07 – Mirror Of Myself
08 – The Rose
09 – Casino Royale
10 – Lockdown Blues
11 – Like A Woman
Quando parlo o scrivo qualcosa riguardante i Danger Zone rischio sempre di essere imparziale, per via della mia adorazione personale. Quello che ora è un sestetto, per quanto mi riguarda è la migliore espressione italiana dell’hard-rock statunitense d’ispirazione ottantiana. Un eccellente chitarrista (e produttore), un cantante ispirato, ottimi arrangiamenti e, soprattutto, delle canzoni con la C maiuscola: quando si hanno tutte queste qualità, beh, è difficile fallire. Quindi, anche in questa serata la formazione appare in grande spolvero, festeggiando i quaranta anni di carriera nel migliore dei modi possibile: sul palco e di fronte al pubblico di casa. Dalla travolgente “Turn It Up” sino alla metallica “T’Night” non c’è un attimo di tregua. Il batterista Paolo Palmieri pesta come un dannato il suo strumento, supportato splendidamente dalla chitarra ritmica di Danilo Faggiolino e dal basso di Matteo Minghetti, mentre il tastierista Pier Mazzini colora il tutto con i suoi sintetizzatori. Gli assoli del leader Roberto Priori sono funambolici – veloci, precisi e dotati di un gusto melodico incredibile – però, come già detto, sono i pezzi a fare il concerto e d’altronde, quando si hanno in repertorio perle come “Demon Or Saint”, “Undying”, la fulminante accoppiata “Line Of Fire” / “Hardline” e “Go!”, il risultato è garantito. Il gruppo una volta ha perso il treno della vita ma oggi si ritrova su di un carro armato, pronto a rivendicare il suo talento in giro per il mondo. Lunga vita ai Danger Zone, lunga vita al rock!
Scaletta
01 – Turn It Up
02 – I Love Crazy
03 – Half A Chance
04 – Demon Or Saint
05 – All For You
06 – Line Of Fire
07 – Hardline
08 – Here Where I Belong
09 – Undying
10 – I’m All In
11 – Go! (Closer To Heaven)
12 – Faster Than Love
13 – Breakaway
14 – T’Night
Report di Luca Driol
Foto di Daniela Mascagna
Danger Zone
Saints Trade
Pandorea

















