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Il Colorado, si sa, è un luogo incantevole, nonché stato americano, sito nella regione delle Rocky Mountains (o Montagne Rocciose), catena montuosa tra le più lunghe al mondo con i suoi 4.800 km di estensione. Vi basti dare un’occhiata su un motore di ricerca qualsiasi per godere della bellezza incontaminata che questo staterello offre in ogni stagione, anche grazie alle proprie floride foreste e ai suoi fiumi, tra i quali naturalmente spicca il fiume Colorado stesso.
Ebbene, direte voi, questa lezione di geografia approssimativa che cosa ci rappresenta? Domanda più che calzante! Difatti da queste zone dalle temperature rigide arriva il gruppo di blackened death metal Ob Nixilis e il paragone con un’altra zona geografica attinente, perlomeno a livello di bellezze naturali e predilezione per i generi duri, è stato immediato. Parliamo ovviamente della regione della Scandinavia, culla del black metal e anche di un certo modo di intendere il death metal.
I quattro Statunitensi arrivano tutti da esperienze nell’underground locale ed oltre, e nascono durante l’inverno del 2020, giungendo l’anno successivo alla pubblicazione di un EP d’esordio intitolato Grimoire Of The Dead. Giusto il tempo di valutare il riscontro di pubblico di tale opera e finalmente, a fine gennaio 2023, il gruppo pubblica Abhorred, il primo album.
Ipoteticamente è possibile considerare ed analizzare Abhorred come se fosse dotato di un lato A ed un lato B, non dichiarati ma intuiti dalla sensibilità del vostro redattore. Difatti durante le due tracce inaugurali, “Prolific Destitution” e “ Discordian Epitaph” (quest’ultima rilasciata in precedenza come singolo), possiamo avvertire una veemenza sonora che riesce a unire con efficacia caratteristiche derivanti dai due generi di riferimento e a fonderli in maniera organica e convincente. Se la prima presenta subito un agghiacciante riff in tremolo, senza dimenticarsi qualche spunto dissonante qua e là, il quale si sviluppa creando una struttura in tre parti condita da dinamiche degli strumenti a corda sempre più aggressiva, la seconda menzionata ne sbatte subito in faccia uno mastodontico e brutale, che mai però dimentica una certa qual sensazione groove, caratteristica apprezzabile che spezza la possibile monotonia.
Con “Bloodletting” si iniziano a ravvisare alcuni cambiamenti generali, giacché l’atmosfera che si condensa nel brano riporta ai fasti di un certo tipo di composizione death, con l’inserimento di melodie e giri taglienti per tutto il suo evolversi. L’ideale lato B si apre subito dopo “Interludium II” pregevole pezzo strumentale acustico e si presenta all’ascoltatore con “War Of The Burning Sands”, primo appuntamento con un deciso rallentamento generale e rafforzamento degli elementi epici (quasi vichinghi) presentati rigorosamente in tremolo. Si avverte un certo tipo di ispirazione progressiva nella cattiva “Deathrite Shaman” che coinvolge grazie alla sua sezione centrale più quieta e arricchita da arpeggi che rimandano ad echi di blackgaze. Elemento, quest’ultimo, che ritorna alla percezione del sottoscritto anche nella conclusiva “Fated Ascendance”, aperta da un delicato e suggestivo arpeggio che esplode in quella che è tra le migliori canzoni del disco; persino malinconica e commovente nella sua seconda metà, grazie alle belle melodie presentate e ad un’interpretazione di alto livello da parte di tutti i membri del collettivo.
La prova di questi musicisti è riuscita e mostra un gusto non banale negli arrangiamenti e nella scrittura complessiva. Spicca la capacità del cantante Jeremy Cuchiara (incredibilmente, anche batterista) di variare le proprie tonalità ed impostazioni tecniche per conferire ai pezzi credibilità sia sul versante del cantato sporco del black che quello maggiormente aggressivo tipico del death.
Abhorred è un buon primo album per gli Ob Nixilis e prevedo che consentirà loro di ritagliarsi spazio anche al di fuori dalla cerchia degli ascoltatori di questo sottogenere un po’ di nicchia.



