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Con questo enunciato, di ardua confutazione e disarmante semplicità, i khost pongono la nostra attenzione su due punti-cardine della società moderna. L’uno ora esasperato dall’altro, ora posto in antitesi all’altro. Il primo è l’inconsolabile afflizione che permea l’anima di coloro che si prendano il disturbo di porsi domande sul senso delle cose, sulla vita e sulla morte; sulla vittoria schiacciante del cosmo. Il secondo è il bisogno, artificiale ed eterno, maliziosamente generato da quei luminari della truffa che partorirono “consumismo” e, gemella sovrintendente, “pubblicità”: due parole oggi talmente comuni che suonano già scariche di significato, svuotate della tensione velenifera originaria.
Sono ossi duri i khost, parte oscura della scena sperimentale a largo spettro – particolarmente, quello rumorista/industriale – che infetta l’Oltremanica da quattro decenni. Andy Swan fu solamente parte dei primi Final, attivi in minor parte con la spoglia di Atrocity Exhibition e di Smear Campaign, e condivide la sala prove degli Iroha con Diarmuid Dalton (Jesu e Cable Regime, tra gli altri). Da par suo, Damian Bennett porta in seno l’antica militanza nelle mezze leggende 16–17 e con i Deathless, mentre è attualmente impegnato sul fronte Carthage.
È un’onda magmatica. Estraneazione. Stupore. Il folk semi-apocalittico di “Define The Edge Of Someone” che gratta come certi sentieri di Cave Dweller; l’ossessione per arco di “The Fifth Book Of Agrippa”; i Pitch Shifter, pre-univerbazione, di “Death Threat”, adorati anche, coi loro mentori Godflesh, su “Incinerator”; la marcetta basso-e-chitarra di “TVSB”; i Ministry richiamati su “Many Things Afflict Us Few Things Console Us” – di nuovo, con il duo Broadrick/Green – e su “Apotropaic”.
Many Things Afflict Us Few Things Console Us. Ritmi rari ed ostinati; chitarre e bassi grevi, trascinati come slitte di morte e stordimento; sporadiche intrusioni vocali. L’ambientazione è grigia. Una scala di grigi che vira al buio, giù verso il sottosuolo; negli ossidi crepuscolari.
Lasciatevi consumare.



