Copenhell 2025 – Giorno 2 – The Prodigy, Exodus, Syl x Eyes, Syracusæ, The Cult, GloryHammer, Wiegedood


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Prologo

6.30 di mattina, sveglio con troppo poche ore di sonno alle spalle. Stasera ci sono i Prodigy e voglio essere in forma, farò un breve riposino.  Vengo svegliato da un *Pling – “Dove ca**o stai?”. È l’una passata. Nel panico butto la menzogna per eccellenza: “Cinque minuti!”.
Raccolgo quattro cose dalla pigna, salto in bici e percorro come un forsennato per i 10 km che mi separano da Refshaløen. Per la strada i messaggi mi inseguono: “Syracusæ stanno suonando! Sono bravissimi, muoviti!” …

 

Copenhell 2025 – Giorno 2 – Cani Sciolti

 

SYRACUSÆ

Quando Bogotá incontra Copenhell (di Davide)

Se pensate che essere metallari in Italia sia dura perché sommersi dal reggaeton e dal Festival dei Fiori… pensate cosa vuol dire essere metallari a Bogotá! Ma a volte i sogni si avverano, anche a 2600 metri di altitudine nelle Ande colombiane.

Ho capito che questo era uno spettacolo da vedere quando ho visto un messaggio postato dal cantante sul gruppo Facebook “The Copenhell Family”. Con garbo ed entusiasmo invitava i membri a venire a vedere il loro concerto sul fantastico palco Gehenna. In quel momento ho capito subito che questa band, che ha fatto da opener per il tour sudamericano dei Lamb of God, era da vedere assolutamente.

Perché? Perché avrebbero portato un entusiasmo puro, vivendo Copenhell come un sogno. E la metal community danese non si è fatta pregare: ha dato loro una calda accoglienza che loro hanno contraccambiato con una performance davvero viva.

I Syracusæ sono esplosi sul palco Gehenna alle 14:30 con una forza che ha fatto tremare la terra danese. Sì, c’è stato qualche problema tecnico all’inizio – ma chi se ne frega! Dalla prima battuta hanno dimostrato perché meritavano di essere lì. 

Syracusæ

Quattro ragazzi sul palco che suonavano come se fossero in otto. Tomas Pérez, il frontman, aveva tutto: clean vocals cristalline che potevano scendere in growl devastanti, mentre suo fratello Alejandro Pérez Schuster dietro le pelli ha letteralmente distrutto tutto con un drumming che mescolava salsa, latin e black core in una fusione che ti lasciava senza fiato.

Il suono della cassa era crudo, sporco, perfetto – alla Lars Ulrich di “St. Anger” ma fatto bene. E quando le chitarre partivano con quei soli taglienti, ti attraversavano l’anima.

Questa non era solo una band che suonava metal – era una band che portava l’anima colombiana nel cuore del metal europeo. Ogni pezzo aveva una direzione, un senso, una costruzione drammatica che ti teneva incollato. Per 45 minuti ho visto il sogno di quattro ragazzi di Bogotá diventare realtà. Hanno dimostrato che il metal non ha confini, che la passione supera ogni barriera geografica e che a volte i sogni più impossibili sono quelli che brillano di più.

Syracusæ, la circle pit

La community danese li ha accolti come famiglia, e loro hanno ripagato con pura energia sudamericana. È stata metal diplomazia al suo meglio.

5 stelle meritatissime per i Syracusæ – e un grande abbraccio a tutti i metallari che inseguono i loro sogni, ovunque si trovino nel mondo.

Il Sogno Colombiano ha Conquistato la Danimarca 

 

 

EYES x SYL

Amicizia detonante

Arrivo giusto in tempo per il concerto che non mi sarei mai voluto perdere: il band clash EYES versus SYL.

Introduciamo brevemente: gli EYES di Victor e SYL di Benjamin sono due delle realtà underground più interessanti di questo momento nel panorama alternative hardcore cittadino.

Bello, ma cosa c’è di speciale?
La chimica tra Benjamin e Victor.
Loro sono il nitronio e la glicerina: una scintilla e si scatena una reazione esotermica devastante. E qui siamo sotto il sole cocente, tra le fiamme di Copenhell.

Syl X Eyes, Benjamin X Victor

Durante il concerto di John Cxnnor (qui la nostra recensione ed intervista) ci hanno lasciati senza parole (e nel pogo anche senza fiato).

A Copenhell hanno portato l’intero crew e il loro hardcore senza diluizione alcuna. Due cantanti, due batteristi, due bassisti e quattro chitarristi. È servito il concerto più devastante di Copenhell 2025.

Pochi secondi e il palco, colmo, straborda un hardcore veloce e gridato che si riversa sul pubblico.
Benjamin attacca mentre Victor carica in corsa dal fondo del palco. Due band insieme che picchiano, urlano e schitarrano. 12 amici amici che vogliono fare un sacco di casino. Dimenticatevi le esibizioni imbarazzanti in cui, a turno, una band suona, eventualmente proponendo duetti improvvisati.

Entrambe le formazioni conoscono le tracce dell’altra e l’intero concerto è suonato insieme con stile coesivo. Ogni canzone è riarrangiata e provata per essere eseguita da tutti. Un lavoro di fino, una chimica esplosiva, sinceri e autentici.

Victor, EYES

Un’ora di concerto passa come un attimo senza fine.
Mi ritrovo, a fine esibizione, a fare una checklist dello shock ricevuto: pogo senza sosta, crowdsurfing incessante, wall of death, cantanti nel pit, diving (dalle transenne).
Un’ora di pura pazzia, eppure ne vogliamo ancora.

È stato l’evento speciale forse irripetibile ma da non perdere.

 

 

GloryHammer

Il principe di Fife

Bene, ora di abbassare un po’ l’adrenalina; vado a cantare e a divertirmi in modo sano, facciamo anche qualche foto che arrivano i gioviali GloryHammer. Sempre bravi, sempre ben vestiti, sempre uno show nello show tra le mura del castello di He-Man.

Occhi di bosco, voce da usignolo, ricci capelli e batacchio a sinistra, Michael è il principe azzurro che avremmo voluto essere da bambini, prima di scoprire che eravamo nati goblin.

 

GloryHammer


E quindi, tra i goblin e altri figuri fantastici del pubblico, lo invochiamo con i nostri cori sgangherati e pugni al vento.
Cantiamo e lodiamo il lirico principe, e anche se di razza ignobile siamo felici di essere sudditi nel Regno di Fife.
Incantesimo Epic Metal.

 

 

 

The Cult

Sonic Ceremony

A 16 anni mi sono impossessato della raccolta dei singoli dei The Cult.
Da quel momento il suono dell’eterea chitarra di Billy Duffy non mi ha più abbandonato.
Psichedelici, hard rock, post punk e anche un po’ goth, il mix dei The Cult risuona cristallino in ogni nota. Essere al loro concerto è un regalo insperato.

Ian è una figura mistica anche fuori dal santuario messo in vendita.
Il sacerdote in hakama, ombretto e chignon celebra una setlist onirica, dove progressive e psichedelia si impastano al rock anni ’80.

Il repertorio è pieno di grandi hit che scorrono in sequenza: “Wild Flower”, “Love Removal Machine”, “Fire Woman”, “Lil’ Devil”, solo per citarne alcune.

Una nostalgia piena di bellezza.

 

Exodus

Metal, punto.

Non sono i Metallica, non sono i Megadeth, non sono gli Slayer e non sono gli Anthrax.

Gli Exodus ci dimostrano che è un’ingiustizia non citarli tra i Big 4 del thrash metal.
Lo fanno con un concerto mastodontico, relegato al troppo stretto pomeriggio sul palco di Pandemonium. 

Niente parole, niente effetti speciali né animazione da megaschermo: ce lo gridano in faccia con il miglior thrash metal di questa edizione di Copenhell. Il circle pit ruota impazzito sugli assoli di chitarra di Gary Holt. Tom Hunting ha la classe spezza ossa recentemente vista solo con Phil Anselmo e i suoi Pantera. 

Questo è il Metal: non si commenta, non si descrive, si suda nel pogo.
Dèi dell’Olimpo Metal celebrati in un santuario troppo umile.

Se non credete a noi, chiedete al Direttore che li ha recensiti (LINK) per la loro data italiana… 

 

The Prodigy

Prodigy Warriors

I guerrieri sono schierati, Davide nelle prime file.
Io, accompagnato da reclute nuove all’esperienza Prodigy, prendo posizione a metà del pubblico. Tutto sommato, gli voglio bene ai miei rookies.

Troppo drammatico? Chi è stato a un Live dei Prodigy sa di no. Questo è uno di quei concerti in cui si va veramente duro: i callosi Millennial e GenX ci vanno  pesante. Seppur qui siamo a un festival metal con un pubblico vario, è sempre meglio essere prudenti.

 

Forse i prodigy, ma potrebbe esserlo

 

Si parte con “Voodoo People” e “Omen”, per poi rallentare con alcuni pezzi recenti e abbastanza melodici come “The Day Is My Enemy”.Si passa al tributo a Keith con “Firestarter”, che viene ben arrangiata per evitare di sovrapporre la voce di Maxim alle parti di Keith.

Insomma, siamo stati graziati rispetto all’“Army of the Ants Tour 2023”, dove la tripletta iniziale apriva con “Breathe”, incendiando il pubblico dal primo secondo. Nonostante ciò, è proprio questa traccia che apre l’apice verso fine concerto, lanciando a ruota “Smack My Bitch Up” e “Take Me to the Hospital”, un assaggio della massacrante pazzia dei live dei Prodigy.

Tecnicamente forse non perfetto: il sound setting non è sembrato molto adatto al suono della band, con bassi e decibel moderati a livelli non dannosi per l’organismo umano.
Tuttavia ne siamo usciti con qualche muscolo indolenzito e qualche botta.

“Psychosomatic addict, insane”, ma adatto a tutti.

 

Wiegedood

Distopia belga

Sacrifichiamo Abbath e Lorna Shore per i belgi Wiegedood, sul palco di Gehenna.
Oscuri, luridi e equipaggiati di synth, che a noi piace moltissimo.
Sulla loro pagina si descrivono come “A first-hand look into pure disgust”, e in effetti il suono sludgy e le grida strazianti non mancano.
Ho vissuto nelle Fiandre per alcuni mesi, e comprendo perfettamente il loro bisogno di abbandonarsi a disperati urlacci psicotici.
Vorrei salire sul palco, abbracciarli e sussurrare loro: “Vi capisco, può anche piovere per sempre”.

 

Festival Extra: Nordic Elite Wrestling e il burlesque delle Sweet Sensations

Tanto metal, tanta polvere, ma non rinunciamo al nostro momento cialtrone.
Il Biergarten ci offre il wrestling dal vivo del Nordic Elite Wrestling. Non si prendono troppo sul serio, impastano intermezzi metal nello show e ci mostrano dal vivo tutte le mosse più famose, moonsault compreso.
Alziamo a loro i nostri boccali!

 

Presi bene dalle cialtronate continuiamo con lo show delle Sweet Sensations.  Le ragazze hanno incantato la tenda del Biergarten con il loro burlesque. Noi non ce lo siamo persi, sensuali e rock zittiscono il Biergarten, e anche noi.

Sweet Sensations burlesque

 

LINK agli artisti

Syracusæ (web, Video)

EYES (web, Video)

SYL (web, Video)

The Cult (web, Video)

Exodus (web, Video)

The Prodigy (web, Video)

Wiegedood (web, Video)

 

LINK agli altri giorni

Giorno 1: Fiamme!

Giorno 3: Olimpo Metal

Giorno 4: Sabbia e Sudore

 

Crediti e ringraziamenti

Foto: Stefano_c_o & Davide Bonavida

Scrittura: Stefano_c_o & Davide Bonavida (Syracusæ)

Un ringraziamento speciale ai Syracusæ per averci incontrato

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