HADES DESCENT – The Monolith

Titolo: The Monolith
Autore: Hades Descent
Nazione: Regno Unito
Genere: Symphonic Melodic Death Metal
Anno: 2025
Etichetta: ATLAS Creative

Formazione:

Hades – Chitarra
DM – Voce


Tracce:

01. Tomorrow Is Dead! (feat. Brian Kingsland, Karl Sanders)
02. Through Savage Seas
03. Forged In Darkness (And Fire)
04. Path Of The Seeker
05. The Oncoming Storm
06. Veiled Ambitions
07. Sentinels Of Time: Illium’s Demise
08. The Sea Of Silent Warriors
09. The Monolith (feat. Björn Strid)


Voto del redattore HMW: 6,5/10

Visualizzazioni post:523

Con The Monolith, gli Hades Descent consolidano la propria identità e ambizione, creando un lavoro che prova a farli emergere tra le realtà più interessanti del metal estremo britannico contemporaneo. Dopo l’esordio promettente, il gruppo formato da Hades e DM torna con un album concettuale che intreccia death, black e influenze sinfoniche in una narrazione apocalittica e futurista.

Il concept, incentrato su un viaggiatore proveniente da un futuro distopico deciso a riscrivere il destino dell’umanità, funge da collante tra i brani, trasformando The Monolith in un’esperienza coesa e lineare. L’apertura con “Tomorrow Is Dead!”, impreziosita dalla presenza di Karl Sanders e Brian Kingsland (Nile), è una dichiarazione d’intenti: riff serrati, orchestrazioni imponenti e un senso di catastrofe imminente che cattura immediatamente l’ascoltatore.

La produzione, pulita, massiccia, riesce a valorizzare ogni dettaglio: le sezioni sinfoniche non schiacciano la componente metal, ma la amplificano, conferendo ai brani un respiro quasi orchestrale. In “Forged In Darkness (And Fire)” si percepisce chiaramente l’equilibrio tra ferocia e solennità, mentre “Veiled Ambitions” mostra il lato più melodico e introspettivo della band. Il brano conclusivo, “The Monolith”, vede la partecipazione di Björn Strid (Soilwork) e chiude il disco con una tensione epica, sospesa tra devastazione e speranza.

Rispetto al debutto, gli Hades Descent affinano la scrittura e osano di più nella costruzione delle atmosfere. Non tutto è perfettamente a fuoco — qualche passaggio si dilunga oltre il necessario e alcune tracce centrali mancano di mordente — ma il risultato complessivo resta notevole. The Monolith non è solo un disco ben suonato: è un viaggio concettuale, curato nei dettagli e spinto da una visione precisa.

Con questo lavoro, gli Hades Descent dimostrano di non voler restare confinati nell’underground, ma di aspirare a qualcosa di più ampio, fondendo brutalità e intelligenza compositiva. Per chi ama il metal estremo con ambizioni sinfoniche e narrative, The Monolith è un ascolto quasi obbligato.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.