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Cassidy Paris ritorna con il suo secondo album, Bittersweet, riproponendo un sound moderno che pesca dai mitici anni ’80, dimostrando ancora una volta molta maturità e crescita non solo come interprete, ma anche come cantautrice. Molti si chiederanno se l’artista australiana abbia tutte le carte in regola per sfondare, e in effetti pare proprio di sì, da ciò che si ode da questa nuova opera scritta a due mani con Steve Brown e con Paul Laine (ex Danger Danger, The Defiants).
“Il mio album di debutto, New Sensation, era intriso di anni ’80 con un’atmosfera attuale”, ha spiegato Cassidy. “Con Bittersweet, sto entrando ancora di più in quello che sono come artista: influenzata da icone come Debbie Harry, Pat Benatar, Joan Jett e Lita Ford, ma sempre con il mio tocco personale”.
Un primo antipasto lo si è sentito, nei mesi scorsi, con i singoli “Butterfly” e “Stronger”. Il primo innesca immediatamente un tono vivace e coinvolgente, culminante in un ritornello dannatamente orecchiabile. Praticamente un pezzo pop rock anni ’80 che non dispiace e che porta allegria già dall’ascolto delle prime note. Il secondo, dal suono sofferto e drammatico ma dal grande ritmo, che invece chiude il disco rispecchiando la grande resilienza della musicista, che inserisce questa traccia nella setlist all’ultimo minuto. La sua voce arrabbiata e ribelle guida, insieme a robusti riff chitarristici e ad una martellante sezione ritmica, la riscossa e la rivincita per l’ultimo periodo negativo vissuto a livello artistico. Il suo 2025 è un anno di alti e bassi che lasciano il segno, ma dai quali la singer prende sempre i lati positivi. C’è la notizia del nuovo disco, la bellissima esibizione al Frontiers Rock Festival (alla quale ho assistito ammirandola da vicino) e un tour europeo con gli Harem Scarem. Alla vigilia di un secondo tour nel Regno Unito, tutto però è incredibilmente spazzato via. Il giorno prima del tour, che si sarebbe concluso con il Call Of The Wild Festival, arriva la notizia che i chitarristi Alex e Tom si separano dalla band, portando così la ragazza australiana a posticipare i concerti a data da destinarsi. Questo disco parla quindi degli ultimi anni di Cassidy trasudando forza, rabbia, dolore, ma anche tanto amore. Lo si ode subito in pezzi come “Wannabe”, un possente e armonioso hard rock, dove la pulita e dolce ugola della cantante culmina nel coinvolgente e melodico ritornello o nel cadenzato e robusto “Sucker For Your Love”, in cui la bella Paris inasprisce la propria voce, dando così più durezza ad una graffiante e corale canzone, che cresce d’intensità di minuto in minuto. Idem per l’adrenalinica “Undecided”, altro brano hard rock di stampo ottantiano, caratterizzato da indovinati cori ma dal tocco decisamente moderno. In questo terzetto si colloca pure la dura e ritmata “Nothing Left To Lose”, dai distorti e incalzanti giri di chitarra e dalla voce potente e bilanciata della frontwoman che sembra duettare, in alcune parti, con una voce maschile. Non mancano poi tracce più riflessive e leggere, come la sdolcinata e pacata “Can’t Let Go” e la melodiosa e sentimentale “Is Anybody Out There”, che parte in sordina per poi aumentare di potenza, grazie alla versatile e profonda timbrica vocale della cantante oceaniana. Piace molto pure la radiofonica e super orecchiabile “Finish What We Started”, un vero e proprio mieloso inno pop rock che entra in testa e non ne esce più. Le ciliegine sulla torta sono comunque due: la prima è il rock and blues di “Give Me Your Love”, che stravolge la scaletta del platter, ma che dimostra come la giovane musicista sia di ampie vedute e capace di interpretare generi diversi. La seconda, “Can’t Let Go”, è invece una vera e propria ballata romantica, delicata e malinconica, che mette in luce i sentimenti e le speranze di Cassidy, che per l’occasione canta con una tonalità più bassa e passionale. In conclusione, a parte qualche brano nella parte finale che funge da riempitivo, Bittersweet è un album riuscito, che piace al primo ascolto sia per la grinta e la melodia dei brani che per la buona e trascinante voce della matura e brava Cassidy Paris che, pur sconfinando a volte (in verità poche volte) nel pop, mantiene sempre un sound hard rock attuale e deciso, mostrando quell’atteggiamento rocchettaro che l’ha sempre contraddistinta nella sua crescita professionale. Sebbene si possa certamente percepire la mano di Paul Laine nella raccolta, si può sentire Cassidy brillare di luce propria.



