SUN OF THE SUNS – Entanglement

Titolo: Entanglement
Autore: Sun Of The Suns
Nazione: Italia
Genere: Progressive Death Metal
Anno: 2025
Etichetta: Scarlet Records

Formazione:

Luca Scarlatti – Voce
Marco Righetti -Chitarra solista e ritmica
Ludovico Cioffi – Chitarra ritmica, basso
Francesco Paoli – Batteria (ospite)

 


Tracce:

01. Wanderer Of The Cosmos
02. On The Last Day Of Earth
03. Ephemeral, Ethereal, Eternal
04. If I Could Hold The Sky
05. One With The Sun
06. Wanderer Of The Unknown
07. Please, Blackout My Eyes
08.The Void Where Sound Ends Its Path
09. Entanglement


Voto del redattore HMW: 8,5/10

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Dopo quattro anni, torna il progetto italiano Sun Of The Suns, che confermato da Scarlet Records, pubblica il secondo album dal titolo Entanglement.

I tre cosmonauti romagnoli provenienti dai Carnality si ripropongono al grande pubblico forti del successo del precedente TIIT (trovate qui la nostra recensione) e pronti a condurci in un nuovo viaggio attraverso gli spazi più remoti del cosmo. La nostra nave sarà però tutta sonora, la cui base è strutturata su un solidissimo death metal di matrice progressive. Confermato alla batteria l’ospite Francesco Paoli dei noti Fleshgod Apocalypse, il quartetto riesce ad inserire sapientemente le parti atmosferiche fatte di synth a coadiuvare gli inserti più melodici, ma intimisti che le chitarre di Marco Righetti intrecciano. Ogni canzone ha una sua anima, melodia ed estremo sempre a braccetto, talvolta accompagnati da una tastiera di sottofondo a distanziare il tutto ma sempre senza tralasciare la parte tecnica che sulle ritmiche è sempre presente. Gli innesti atmosferici riescono a mantenere alta l’attenzione creando la tensione per ciò che avviene dopo, esempio ne è la quarta traccia “If I Could Hold The Sky”, in cui il centro è governato da una cellula ritmica quasi alla Meshuggah su cui si innestano accordi dissonanti, fino all’esplosione del ritornello più armonico e malinconico sopra cui Luca Scarlatti urla in growl e scream il male di vivere.

Eccezionale l’ambiente etereo di “One With The Sun”, dove le chitarre di Ludovico Cioffi e Marco Righetti sono perfettamente incastrate sulla batteria e sul basso nel minuto iniziale di puro progressive, per trasformarsi poi in un death metal brutalissimo guidato dalla batteria e dal growl. Il tutto con naturalezza e coerenza costante, fattori da non sottovalutare nel giudizio. Si prenda anche “Please, Blackout My Eyes”, dove strutture pesantissime che rubano in maniera onesta al death ultra tecnico si fondono con un riffing di chitarra di matrice svedese fino allo stilisticamente perfetto ritornello con parti estreme e melodiche fuse insieme, lasciando spazio anche a strutture ritmiche stoppate e complesse.

Eccezion fatta per la traccia nominale, “Entanglement”, il minutaggio delle canzoni è più che normale e veleggia attorno ai cinque, sei minuti circa, quindi ogni traccia ha il suo modo di evolversi senza mai diventare tediosa, qualità compositiva troppo spesso trascurata e che porta a manierismi inutili, che i Sun Of The Suns sanno evitare per arrivare comunque al nocciolo puro del loro messaggio spaziale fatto di death metal.

Un viaggio coerente che deve tutto ad una capacità tecnica invidiabile, ricordiamo che Cioffi ha suonato le non semplici parti di basso, una capacità compositiva incredibile e una visione d’insieme coerente e ben congeniata. Il tutto supportato dalla produzione firmata dalla mano sapiente di Simone Mularoni ai Domination Studio, mentre la copertina ad opera di Erskine Designs ci trasporta con l’immaginario nel mezzo di nebulose e pianeti onirici.

La domanda da porre è sempre la solita: possibile che musicisti di questo livello e che sfornano album di questa qualità e intensità non riescano ad uscire dai nostri stramaledetti confini nazionali per affiancarsi a gruppi ben più blasonati, ma che nulla hanno da invidiare a un progetto come i Sun Of The Suns?

Nel rispondere intanto prendetevi il vostro tempo e ascoltate questo Entanglement, un disco superbo in tutta la sua durata e di una qualità estrema che difficilmente troverete e che conferma i Sun Of The Suns come una realtà italiana di altissimo profilo.

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