AUSTEN STARR – I Am The Enemy

Titolo: I Am The Enemy
Autore: Austen Starr
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2026
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Austen Starr – Voce
Joel Hoekstra – Chitarre
Chris Collier – Basso e Batteria
Steve Ferlazzo – Tastiere
Chloe Lowery – Cori


Tracce:

01. Remain Unseen
02. Medusa
03. I Am The Enemy
04. Read Your Mind
05. Get Out Alive
06. Effigy
07. Running Out Of Time
08. All Alone
09. Not This Life
10. The Light
11. Until I See You Again


Voto del redattore HMW: 7/10

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L’emergente americana Austen Starr debutta con l’album I Am The Enemy in uscita il 13 di questo mese. La raccolta offre un’incisiva mistura di melodic rock contemporaneo con influenze classiche e venature hard rock provenienti da band come i famosi Halestorm. La brava e affascinante cantante è attorniata per l’occasione da importanti artisti come Joel Hoekstra (Whitesnake, Revolution Saints, Iconic, Cher, Trans-Siberian Orchestra) alle chitarre, Chris Collier (Mick Mars, Lita Ford) al basso e alla batteria, Steve Ferlazzo (Hugo’s Voyage) alle tastiere e Chloe Lowery (Trans-Siberian Orchestra) ai cori.

“Sono felicissima di pubblicare finalmente un vero album! Questo progetto è stato frutto di un lungo lavoro, una vita intera in preparazione, per quanto possa sembrare un cliché. È una sensazione davvero incredibile pubblicare musica dopo averne avuto così tanta paura per tutta la mia esistenza”, afferma la giovane Starr.

Una martellante batteria apre le danze insieme ad una infuocata e roboante chitarra elettrica nel primo e scoppiettante brano in scaletta intitolato “Remain Unseen”. La slanciata ugola dell’artista trascina l’ascoltatore sotto i colpi di un battente groove, culminante in un orecchiabile ritornello, che esalta le qualità vocali di questa sorprendente cantante. Con il prosieguo della cadenzata e veloce “Medusa”, l’interessante frontwoman cambia registro abbassando le sue tonalità vocali, dando al pezzo profondità e atmosfera. Ottima la precisissima e potente sezione ritmica, ma soprattutto egregio il lavoro chitarristico di Hoekstra, i cui suadenti e pungenti giri di chitarra sprigionano superbe melodie. L’opera prende slancio man mano che andiamo avanti, come nel caso dell’hit pop rock “I Am The Enemy”, dove la dolce e svenevole voce dell’artista statunitense ammalia già dalla prima nota. L’ultra melodico arrangiamento sale di potenza grazie ai pulsanti riff di chitarra elettrica e all’aggressivo basso che proiettano verso un vivace rock and roll. Austen si destreggia bene anche in pezzi più lenti, come nel caso della ballata “Read Your Mind”, caratterizzata da un arpeggiante chitarra classica, che introduce in una abissale malinconia sonora. Le melodiche corde vocali accompagnano questa triste traccia insieme ai tocchi di un leggero pianoforte e a dei soffici giri di chitarra, che mettono a nudo la sensibilità e il dolore sofferto dalla giovane musicista in una precedente relazione. Dopo questa parentesi si riparte con pezzi grintosi e diretti, catturando da subito l’attenzione, come nella cupa e metal “Get Out Alive”, dove la determinata timbrica vocale della Starr si destreggia tra una fragorosa sezione ritmica ed una dura e orientaleggiante chitarra elettrica, che lancia intermittenti e possenti riff chitarristici attenuati solo dai morbidi tocchi di sottofondo della tastiera. L’energia e la robustezza continuano con la coinvolgente e veloce “Effigy”, guidata dalla solita e rimbombante sezione ritmica. La traccia dà vita a un groove che fa sbattere i piedi e battere i pugni in aria tanta è l’adrenalina e la melodia che emana. Joel si scatena con la sua galoppante e nitida sei corde elettrica, a cui si affianca la svettante e acuta voce della convincente singer americana. Stranamente in “Running Out Of Time” ascoltiamo del puro e ruggente punk, con la Austen che alza le sue pulitissime tonalità vocali in un vortice ritmico in cui l’eccellente Joel emerge con un semplice e melodico ma efficace assolo chitarristico che si fonde nell’esecuzione ribelle degli altri elementi della band. La robusta e ritmata “All Alone” fa la sua parte, ma qui le acutissime corde vocali trascinano verso un rapido e melodicissimo pop rock sorretto dalla onnipresente e stridente chitarra elettrica del maestro Hoekstra. Idem per la successiva “Not This Life”, song hard rock dove l’ugola della ragazza dà alla composizione una linea inquieta e anche leggermente punk. Dopo tanto “casino”, l’affascinante Austen frena proponendo un secondo e meno brillante lento chiamato “The Light”, pezzo dal suono ruffiano, mieloso, funky ma troppo scontato e in certi momenti abbastanza lamentoso. Per fortuna i riff di Joel fluiscono con impeto e armonia creando, insieme alla sottile tastiera di Steve, un suono delicato e riflessivo. Il disco si chiude poi con un‘altra canzone di vigoroso e ritmato hard rock radiofonico dal tocco funky, che rende il tutto più attraente e coinvolgente. Infatti, “Until I See You Again” piace per la sua assillante sezione ritmica, i suoi spigolosi e frizzanti riff chitarristici, ma soprattutto per la voce più battagliera della giovane statunitense. Austen Starr sembra essere destinata a percorrere una strada in discesa per le sue importanti proprietà vocali, soprattutto perché riesce nella sua musica a bilanciare il pop e l’hard rock con ritornelli che si imprimono facilmente nella testa dell’ascoltatore. L’aspetto commerciale è evidente e comunque alquanto mitigato.

“Con l’uscita di questo album di debutto, mi sento come se stessi mettendo la mia vita nelle vostre mani solo per vedere cosa ne farete. È terrificante, esaltante e liberatorio. Grazie di cuore a tutti: alla Frontiers, grazie a Joel Hoekstra, Chris Collier, Steve Ferlazzo e Chloe Lowery, grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto e grazie a tutti coloro che ascoltano la musica. Spero che vi piaccia!”, conclude Austen Starr.

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