VANDOR – The Ember Eye Part 2: The Portal Of Truth

Titolo: The Ember Eye Part 2: The Portal Of Truth
Autore: Vandor
Nazione: Svezia
Genere: Power Metal
Anno: 2026
Etichetta: DragonForged Records

Formazione:

Vide Bjerde – voce, chitarra solista
Alve Bjerde – basso, cori
Jack L. Stroem – chitarra solista, cori voce su “Disease” & “Last One of My Kind”
Viktor Hakan – batteria
Johannes Skyblazer – sintetizzatori


Tracce:

01. Turn To The Light
02. Another Life
03. Why Do I Remember Me?
04. Portal Of Truth
05. Disease
06. The Unhinged Shadow
07. Last One Of My Kind
08. Further From The Light
09. One With The Night
10. Storm In My Heart
11. The Tragicomic Tale Of The Downfall Of The Man That Came To Be The Unhinged Shadow [CD-exclusive Bonus Track]
12. Never Will I Ever [Bonus Track]
13. Portal Of Truth (Euro-Pop Version) [CD-exclusive Bonus Track]


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:247

Era da tempo che un disco power metal non catturava così tanto la mia attenzione: The Ember Eye Part 2: The Portal Of Truth degli svedesi Vandor è il platter che è riuscito nell’impresa, consegnando al mio stereo un disco certamente derivativo, ma carico di passione e voglia di suonare.

Le dieci canzoni presenti nella versione per la stampa ci restituiscono un combo che ovviamente omaggia le origini nordiche del sound power (Hammerfall, Sonata Arctica) riuscendo a risultare potente, divertente e gradevole all’ascolto, pur chiedendo all’ascoltatore di chiudere ben più di un orecchio sulle tantissime citazioni e rimandi presenti nei riff snocciolati durante tutto il platter.

“Turn To The Light” è la classica opener che ti aspetti: fresca potente e tecnica. Ma la parte che ho gradito maggiormente di questo concept album è la bravura della band nel tenere sempre alto l’interesse, evitando la tecnica furba di mettere i pezzi più validi all’inizio per colpire subito l’ascoltatore, vivendo poi di rendita fino alle battute finale. Devo dire i Vandor hanno saputo gestire bene le loro qualità e i loro pezzi migliori (“Disease”, “Last One Of My Kind” e “One With The Night”) distribuendoli durante l’intero disco, riuscendo così a convincere anche il sottoscritto che di solito è molto pignolo.

Non mi resta quindi che rinnovare i complimenti ai Vandor che, in un panorama caotico ed affollato, sono riusciti a tirar fuori dal cilindro un full length che trasuda passione per il genere, competenza tecnica e la giusta capacità di strizzare l’occhio alla ascoltatore…

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