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Il bassista e produttore svedese Victor Brodén, dopo aver messo insieme un ottimo gruppo di musicisti con il moniker Transatlantic Radio, pubblica per Frontiers il debutto Midnight Transmission. Il sound è quello di una band che omaggia i classici e i mitici echi ottantiani dell’AOR tipicamente statunitense ma con un tocco europeo fresco e moderno.
Brodén dichiara: “Il completamento di questo album è una lettera d’amore alla musica che ha plasmato la mia vita, musicalmente e non solo. I ragazzi di questa band hanno preso quella che era un’idea casuale e l’hanno trasformata in qualcosa che andava oltre i miei sogni più sfrenati. Mattias Osbäck è davvero una delle più grandi voci rock di questa generazione, con un tocco ruvido che dà vita alle nostre grandi e travolgenti melodie e conferisce loro carattere”.
Non a caso l’artista scandinavo vive a Los Angeles dagli anni ’90 e con il tempo riesce ad integrarsi perfettamente nella cultura americana circondandosi altresì di strepitosi musicisti, come il cantante Mattias Osbäck una delle migliori voci rock in circolazione, il leggendario chitarrista RJ Ronquillo (noto per il suo lavoro con Ricky Martin, Santana, Stevie Wonder e Stone Sour), il batterista Chris Reeve e il tastierista/produttore Fred Kron. La bravura del quintetto si ode già dall’esuberante apripista: “That’s What You Get (For Falling in Love)”, brano di rock melodico sostenuto da leggeri e intermittenti riff chitarristici, un tocco morbido e psichedelico della keyboards e un micidiale ritornello interpretato brillantemente dal convincente Mattias. Quest’ultimo possiede una rauca e forte timbrica vocale che, insieme ad uno strepitoso coro, dà vita ad una ammaliante e melodica melodia. A sorpresa il combo californiano mischia le carte con la successiva “City Angeles”, cominciando a proporre una sonorità più grezza che sfocia in un hard rock più veloce ma sempre melodicissimo. L’armonia è poi abbellita da efficaci sintetizzatori che accompagnano roboanti giri di chitarra e una perfetta sezione ritmica. Brodén comincia a scoprire le carte in tavola dando spazio ad una maggiore strumentazione fatta di virtuosismi che si incastrano perfettamente nell’ispirazione melodica dei pezzi come nel proseguo di “Wide Awake”. La song è molto più robusta e intensa rispetto a ciò che si è udito fino a questo momento grazie ad una grande linea di basso e ad un meraviglioso refrain che colpisce in positivo già al primo ascolto. Si potrebbe definire una semi ballata dal tocco classico e con una produzione moderna dove ancora una volta spiccano la potente sei corde elettrica e la calda ugola del singer. Insomma, un pezzo molto più duro e pesante, che mescola una varietà di influenze, pur mantenendo un suono coeso e totalmente attuale.
La sensuale e riflessiva “Fever Dream” è il tradizionale e atmosferico lento in cui la tastiera trasuda passionalità e tranquillità. Il cantato sussurrato di Osbäck fornisce al pezzo calore e sentimento avvolgendo l’ascoltatore in un ritmo lento e ipnotizzante. I Transatlantic Radio sembrano una vera e propria band anni ’80 che resiste al tempo e che continua a cospargere di polvere magica tutte le note di questa bellissima raccolta. Le quattro corde di Victor insieme alla batteria di Chris alzano il ritmo per catapultarci nei suoni vintage della vivace “The Good Times”, dove il festaiolo groove sembra ricordare i famosi Def Leppard a dimostrazione che il gruppo propone anche un sound di matrice europea non fossilizzandosi solo sui canoni americani. Lo spirito degli anni ’80 riecheggia ancora nel melodicissimo ritornello che insieme ad ispirati cori si trasforma in un vero e proprio inno che si stampa direttamente in mente. “First To Be The Last”, dalle forti inflessioni pop, segue la stessa scia del brano precedente ma nonostante il suono pulito e incalzante e un‘ottima melodia di base non riesce a far sviluppare un efficace ritornello che sembra frenato dagli incessanti riff chitarristici e dal solito coro che occupa, con la voce principale, un ruolo di primissimo piano.
Con “All For You” invece il quintetto riprende la strada maestra di un raffinato e ruffiano AOR che con semplicità e ispirazione culmina in un orecchiabilissimo ritornello. La traccia lascia spazio anche a fenomenali ed emozionanti assoli chitarristici e tastieristici che esaltano le qualità soliste di Ronquillo e Kron. Nella penultima e cadenzata “Against All The Odds” il suono si indurisce ma senza perdere di vista la raffinatezza e la melodia. La forza del gruppo è proprio quella di saper bilanciare i momenti più pesanti a quelli più ambientali in un equilibrio soddisfacente grazie anche al grande apporto vocale del cantante che con le sue determinate e profonde corde vocali riesce, anche con celestiali cori, a far percepire un grande senso di appagamento spirituale. Nel complesso un grande rock di altissimo livello che ha la sua ciliegina sulla torta nell’ultima e trascinante “Born To Rise”. Anche qui quintali di svenevoli armonie e la bella voce del frontman emanano gioia, personalità e voglia di vivere. Midnight Transmission è un grande debutto in cui questi maturi giovanotti attingono dal passato senza sembrare stereotipati o malinconici. Pur strizzando l’occhio a fondamentali band dell’AOR mondiale, come i Foreigner, i Toto, i Journey e i Def Leppard per citarne solo alcuni, i Transatlantic Radio riescono ad imprimere alle canzoni un loro tocco distintivo e a trasmettere all’ascoltatore tutto il loro infinito amore a questo immortale genere. A quanto pare e per fortuna, la “mezzanotte” è ancora lontana per il rock melodico di classe.



