Kaleidobolt: disponibile il nuovo album “Karakuchi”


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Il nuovo e più travolgente lavoro dei Kaleidobolt è una vera gioia per anima e corpo. I membri della band sono entusiasti di avere finalmente il loro nuovo album Karakuchi che gira sui giradischi di tutto il mondo.

“L’intero team ha davvero spinto il kara al suo massimo kuchi per questo disco”, commenta il bassista Marco Menestrina mentre cerca ancora di realizzare che l’album è finalmente uscito.

Mettiti comodo, premi play e lascia che Karakuchi faccia sciogliere i tuoi altoparlanti. Questo è rock ipercinetico come non lo hai mai sentito prima.

Per la prima volta i volti dei membri dei Kaleidobolt compaiono sulla copertina di un LP: fusi in un veicolo biomeccanico lanciato come un siluro. L’illustrazione richiama l’estetica di album come Junkyard dei The Birthday Party o Orgasmatron dei Motörheadforse… sotto acido.

L’immagine rappresenta perfettamente l’idea della band di “hyperkinetic rock”. Il loro suono psych-prog febbrile è in costante movimento: scatta, accelera e cambia velocità come se potesse andare fuori controllo e schiantarsi in fiamme da un momento all’altro.

Eppure non si prende troppo sul serio. Come spiega ancora Marco Menestrina:

“L’attitudine dei Kaleidobolt è più un brutto ghigno che una faccia arrabbiata con il pugno alzato.”

Con Karakuchi, quinto album dalla formazione del gruppo nel 2014 a Helsinki, la band torna alla forza essenziale del power trio.

Nei due lavori precedenti — Bitter and (2019) e This One Simple Trick (2022) — avevano sperimentato con overdub, effetti e produzioni molto stratificate.
Ancora una volta prodotto da Niko Lehdontie dei Oranssi Pazuzu, Karakuchi nasce invece da take dal vivo in studio, dopo prove molto serrate.

Il risultato è il disco più diretto, terrestre e autentico della loro carriera: meno sovraccarico, con più spazio per far respirare gli strumenti.

Lo stile esuberante del disco nasce dalle diverse abitudini musicali dei tre membri, che spaziano tra:

  • prog classico

  • city pop giapponese

  • noise rock

  • post-hardcore

  • podcast storici

Un disco su cui tutti concordano come capolavoro assoluto è Red dei King Crimson.

Il titolo Karakuchi deriva dallo slogan della birra giapponese Asahi Super Dry.

Tradotto letteralmente significa “pungente in bocca”.
Secondo la band, descrive perfettamente la loro musica:

“È molto intensa, subito in primo piano, come al primo morso”, spiega Marco Menestrina.
“Poi ti lascia la bocca fresca. Il sapore non rimane troppo a lungo. Ha una chiusura veloce e decisa. In un certo senso, anche la nostra musica è così.”

Karakuchi è quindi i Kaleidobolt più duri, veloci, serrati e super-dry di sempre.
Pungente per le orecchie.

Tracklist

  1. Tinkerbell

  2. Lights On, Nobody Home

  3. Coping

  4. Astro Boy / Ochanomizu

  5. Duuude

  6. Friends of Fire

  7. A Chance of a Lifetime

  8. Turn of Luck

  9. Ochanomizu Returns

Link:

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