IT’sALIE – Wild Games

Titolo: Wild Games
Autore: IT’sALIE
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock
Anno: 2026
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Giorgia Colleluori – Voce
Leonardo Duranti – Chitarra
Mat Sinner – Basso
Camillo Colleluori – Batteria


Tracce:

01. Waiting For The Rain
02. One Way To Rock
03. Living In The City
04. History Remains
05. Believers Of Leaders
06. Rebels
07. Bring It On
08. Gates Of Faith
09. Wake Up Call
10. Death Road
11. Spirits


Voto del redattore HMW: 6,5/10

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Gli IT’sALIE sono una delle realtà più interessanti del panorama del melodic hard rock italiano e adesso che hanno firmato con la nostrana Frontiers vedono la possibilità di essere conosciuti da un pubblico più ampio. Il terzo disco Wild Games è l’album della maturazione grazie anche alla straordinaria e seducente voce della brava Giorgia Colleluori (Eternal Idol, Sinner e Rock Meets Classic) e alla sua enorme presenza scenica. Al suo fianco troviamo lo straordinario Mat Sinner (Primal Fear, Sinner) al basso e in veste di produttore, il chitarrista Leonardo Duranti e il batterista Camillo Colleluori (Eternal Idol).

Parlando del disco, la band dichiara: “Con questo capitolo, abbiamo voluto stabilire le coordinate stilistiche di un sound Hard & Heavy che parte dal blues e al blues ritorna. La voce di Giorgia, che porta con sé tutta la potenza delle grandi cantanti rock degli anni ’70 (Janis Joplin, Ann Wilson, Aretha Franklin, …), conferisce un colore unico a un sound che unisce Lynch Mob, Black Sabbath (era Dio-Martin) e Southern Rock”.

In effetti, i rocker italiani offrono un mix di ritornelli melodici, devastanti riff e una eccezionale attitudine che si ode già nelle prime due tracce: “Waiting For The Rain” e “One Way To Rock”. Queste due canzoni sono dei veri e propri inni che fondono le radici classiche dell’hard rock con un tocco moderno ma aggiungendo delle venature blues e metal capaci di dare un pizzico di sana ribellione in gran parte della raccolta. Nei due brani emergono i fragorosi riff della chitarra elettrica, una martellante sezione ritmica e dei ritornelli super melodici che si piantano da subito in testa senza uscirne piu’. Giorgia è poi l’asso sulla manica per via della sua potente, passionale ed acutissima ugola che trascina l’ascoltatore in un vortice di entusiasmanti e incontrollabili emozioni. Se la cadenzata “Living In The City” prosegue la sfrontatezza e la durezza del loro grezzo e polveroso suono a tratti molto vicino al glam metal, la successiva e cadenzata “History Remains” rallenta improvvisamente i ritmi sembrando una specie di semi ballata soprattutto nei primi minuti, dove la band lascia che l’anima blues emerga. Per fortuna è un falso allarme perché la timbrica vocale della brava cantante sale di tono e di intensità anche con l’aiuto di roboanti e prolungati assoli chitarristici che nella parte finale, insieme all’armonioso refrain, fanno decollare la song. Degno di nota è anche il singolo “Death Road”, dall’ impetuoso groove guidato da massicci riff di basso e da devastanti giri di chitarra e assoli chitarristici sovrastati solo dalle incazzate e rabbiose corde vocali della scatenata Giorgia. In generale piace lo spirito grezzo, l’energia e l’attitudine di puro rock ‘n’ roll che il quartetto sciorina in tutta la raccolta ma è proprio la giovane cantante che eleva la qualità del platter per via delle sue graffianti corde vocali e una grinta formidabile che ricorda le grandi frontwoman del passato, come per esempio l’egregia Lita Ford, ma con un controllo tecnico modernissimo.

A parte la ritmata e possente “Believers Of Leaders” sostenuta sempre da una battente sezione ritmica e dalla squillante voce della singer italiana, gli altri brani purtroppo non lasciano il segno come ci si aspetterebbe. Solo la metallica e veloce “Bring It On” è un gradito sussulto in cui i musicisti audacemente sconfinano nel metal tellurico di matrice tedesca grazie alle influenze sonore trasmesse da Sinner. È qui che si capisce il lavoro eccellente del chitarrista Leonardo Duranti, capace di tessere trame tecniche senza mai oscurare la melodia principale. Idem nella feroce “Wake Up Cal”, cantata a squarciagola e caratterizzata da possenti riff chitarristici e dove i ritmi si fanno ancora più serrati. Ottima la produzione di Mat Sinner mentre Magnus Karlsson si occupa brillantemente del mix e del mastering creando un magnifico bilanciamento tra la voce potente di Giorgia e la strumentazione. In conclusione, Wild Games è un album onesto, robusto e a tratti molto adrenalinico che delude in qualche brano ma che dimostra comunque come anche in Italia esistano delle ottime band, come gli IT’sALIE, meritevoli di palcoscenici più ampi.

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