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“Ma sì, tutto sommato, anche se , beh, che dire, cioè… va bene così”. Ecco, se i Carrion Vael mi accerchiassero e mi chiedessero un parere sul disco, risponderei diplomaticamente in questo modo. Non fraintendetemi, l’album non è male, non è un capolavoro, ma non è male. Il “va bene così’” riassume tutto. Non voglio altro da loro, non pretendo altro e quindi avanti fino alla fine.
Slay Utterly è la quinta fatica del gruppo proveniente dall’Indiana. Dal loro esordio nel 2017, i quattro brutti ceffi hanno mantenuto una costante violenza e brutalità distribuita in una costante e, direi, prolifica produzione. Il tutto senza raggiungere chissà che alte vette, ma anche senza scendere comunque sotto una più che dignitosa sufficienza in nessuno dei loro lavori. Sempre ascoltati distrattamente, non mi hanno mai preso particolarmente, il dover recensire un loro lavoro me li ha fatti piacevolmente riscoprire e, devo dire, anche rivalutare.
Un melodic death metal più death che melodic , ma con orchestrazioni sinfoniche che regalano un tocco inaspettato di classe e magia alla loro, di base, feroce, ferocissima proposta.
I testi si occupano “sobriamente” di serial killer in azione, con i loro pensieri in primo piano alternati ai pensieri turbati e alle sensazioni terrorizzate delle vittime designate. L’alternanza vocale di growl e pulito si dimostra efficace e fondamentale nella struttura dei brani, offrendo la giusta rotazione emotiva alle situazioni e ai vari stati d’animo descritti nei pezzi.
Per gli appassionati di storie trucide, già solo per la copertina ne consiglio l’acquisto. Infatti, come esplicitamente mostrato nella “misurata” rappresentazione, ci troviamo di fronte a sangue, sangue e ancora sangue.
Non essendo richiesto un lavoro di fioretto, le loro rumorose sciabolate rendono comunque i dischi una buona trasposizione del loro credo stilistico, che, unite alla loro ricercata “finezza” linguistica, riescono ad ottenere il grande risultato di avere una loro impronta. Inoltre, risultano comunque riconoscibili in mezzo alla moltitudine di gruppi death o pseudo tali che invadono e intasano il mercato metallico.
Si parte con “19(Fucking)78”, con i suoi intrecci complessi e la grande e sorprendente prova clean di Travis, per poi passare alla spagnoleggiante “Truth Of Consequences”. Il suo inizio tranquillo lascia presagire un momento di calma, ma niente di tutto ciò. Improvvisamente la canzone sfocia in cattiveria death senza se e senza ma.
Il malessere malinconico di “1912” ci trasporta nelle atmosfere symphonic e ci mostra il lato più umano della band. “40 Echoes Upon The Parlor” è quella che mi ha convinto maggiormente sempre grazie al buon Travis, che anche in questo caso, ma con il growl, ha dato prova di essere un cantante di ottimo livello.
“Bisection Of 47” mette in evidenza la parte più technical del gruppo. Alex, Trenton, Ryan e Matt si destreggiano abilmente con i loro strumenti riuscendo a mischiare un pizzico di vecchia scuola con i richiami più moderni del death in un pezzo che, forse, rappresenta al meglio il gruppo americano ad oggi.
Slay Utterly si è rivelata un’ esperienza emozionante. A tratti anche divertente e con storie interessanti da approfondire. Hanno centrato il bersaglio, hanno picchiato duro e hanno raggiunto un buon risultato. Forse meglio dire discreto. Ma va bene lo stesso.
Il loro stile, che piaccia o meno, è loro. Quello che mi auguro è che continuino a mantenere questo personale modo d’essere e di suonare. Penso che per una band sia una bella gratificazione sentirsi dire che, quando parte un loro pezzo, anche se non lo si conosce, si riesca subito ad associare il loro nome al brano in questione.
Senza dilungarmi oltre e senza voler fare l’avvocato difensore, finisco dicendo che: “il melodic death con innesti tech e sinfonici dei Carrion Vael sia meritevole di un ascolto a prescindere. La ricerca di un’identità, e di un percorso proprio, paga sempre. I risultati possono essere eccellenti o meno. Non importa. L’importante è il tentativo, la ricerca stessa.
E con questo ho concluso, Vostro Onore”.



