BOYS FROM HEAVEN – The Wanderer

Titolo: The Wanderer
Autore: Boys From Heaven
Nazione: Danimarca
Genere: AOR
Anno: 2026
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Chris Catton – Voce
Jonas Klinström Larsen – Sassofono
Mads Noyé – Tastiera
Mads Schaumann – Chitarra e cori
Søren Viig Mathiesen – Batteria


Tracce:

01. I’ll Wait
02. Hotline
03. Hold Your Heart
04. Street Life
05. Say Goodbye
06. How Long
07. Eileen
08. I Will Never Let You Down
09. Time Is On Our Side
10. Till The Bitter End


Voto del redattore HMW: 7,5/10

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I Boys From Heaven, una delle piu’ importanti band AOR danesi, torna con l’attesissimo terzo album in studio, The Wanderer. L’album, che segna il loro debutto ufficiale con la potente etichetta di melodic rock Frontiers Music Srl, è un vero e proprio e nostalgico ritorno al passato abbellito da una precisa e trasparente produzione. Il frontman Chris Catton, per l’occasione, è aiutato alla produzione dal famoso Erik Mårtensson (Eclipse, W.E.T.) e il risultato si sente già dalla prima “I’ll Wait”, brano di puro e cinematografico AOR sostenuto da arazzi e assoli di tastiera che sovrastano i leggeri e sdolcinati riff di chitarra ma non la pulita e incisiva ugola del passionale Catton. Da subito colpisce un sound dominato dai sintetizzatori che accompagnano la chitarra, la sezione ritmica e delle sovrapposizioni vocali di altissimo livello, come nel caso del successivo lento ottantiano: “Hotline”. I suoi suoni raffinati ammaliano grazie a una sei corde elettrica dal sound fusion e anche per via della melodicissima e determinata voce del singer danese.

Chris Catton commenta: “È stato davvero divertente scrivere Hotline. Inizialmente era un brano strumentale che il nostro tastierista Mads Noye ha portato in sala prove; l’unica idea vocale che aveva era la parola hotline nel ritornello. È stato fantastico registrarlo, soprattutto per Mads Schaumann perché, durante la registrazione della batteria, ha avuto l’opportunità di suonare alcuni colpi di tom nell’introduzione, e non credo di aver visto qualcuno così entusiasta da molto tempo. È uno dei pochi brani dell’album con vibrazioni positive (a differenza dei pezzi più tristi e seri), quindi è un bel cambiamento anche per noi.”

Se amate i Toto, Kenny Loggins o degli arrangiamenti eleganti e sofisticati delle scene soft rock californiane degli anni ‘80 allora siete nel posto giusto. Un’altra dimostrazione di questo stile è dato dalla ballata “Hold Your Heart”, dal groove soul in cui i musicisti creano una pacata e romantica atmosfera guidata dalla squillante ma anche armonica voce del frontman danese.  Il pezzo è poi chiuso egregiamente dagli assoli di sassofono di Jonas Klintström Larsen. Invece di essere un espediente posticcio, il sax è profondamente intrecciato agli arrangiamenti aggiungendo una trama soul ricca e sofisticata che definisce il loro sound distintivo. Nella parte centrale le canzoni “Street Life” e “Say Goodbye” sono più brevi delle precedenti ma più efficaci a livello melodico. In particolare la prima propone un suono più cadenzato e funky ed un muro di melodici campionatori che sostengono la pulita e acuta voce di Chris culminante in un bello e orecchiabile ritornello. La seconda mantiene lo stesso ritmo ma emana una grande energia ed una sentimentale atmosfera in cui i cori di sottofondo interagiscono con la timbrica vocale del cantante scandinavo. La dolcezza e la grande abilità musicale della band proseguono nell’energica “How Long”, song più veloce e profonda grazie a un’eccellente esplosione iniziale di riff chitarristici per poi continuare con una battente sezione ritmica. Con “Eileen” i Boys From Heaven si spingono di più verso quel sound power rock anni ’80 dominato dai sintetizzatori e in cui la band mostra una grande sensibilità pop proveniente dalla lontana West Coast e che ricorda uno dei suoi interpreti principali come Lionel Richie. “Time Is On Our Side” si allontana leggermente dalle sonorità precedenti offrendo una chitarra elettrica più tagliente e robusta, una sofferente e drammatica armonia esaltata dalla pazzesca voce del singer e da intrecciati assoli chitarristici e di sax. Nel complesso l’album brilla per arrangiamenti sontuosi, quasi lussuosi, strati vellutati di tastiere e sassofono, armonie cristalline e melodie che rimangono impresse anche se il ritmo molto pacato crea uno stato di monotonia e di assuefazione, come si percepisce all’ascolto del lento e super orecchiabile “Time Is On Our Side”. The Wanderer è comunque caratterizzato da un’incredibile coerenza, tanto che praticamente ogni brano potrebbe essere pubblicato come singolo dato che non ci sono riempitivi di nessun genere. Spicca comunque l’ultima e arpeggiante “Till The Bitter End” una classica e ben strutturata power ballad che con la chitarra acustica ed elettrica di Mads Schaumann cresce di nota in nota avvolgendo, insieme alla convincente e sublime voce di Catton, l’ascoltatore in uno stato d’animo sereno e positivo. Grande e vibrante lavoro d’insieme, eseguito con gusto, precisione ed emozione da dei veri maestri artigiani.

La band dichiara: “Registrare l’album da soli e affidare il missaggio e la masterizzazione a Erik Martensson è stata una combinazione vincente, quindi non avevamo dubbi nel voler fare lo stesso con The Wanderer”.

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