SCHANDMAUL – Sternensegler

Titolo: Sternensegler
Autore: Schandmaul
Nazione: Germania
Genere: Folk Rock
Anno: 2026
Etichetta: Napalm Records

Formazione:

Till Herence – Voce, Chitarra
Thomas Lindner – Pianoforte/Tastiere, Chitarra acustica, Fisarmonica
Martin Duckstein – Chitarre elettriche/acustiche, Cistro, Cistro Piccolo, Liuto, Banjo, Cori
Matthias Richter – Basso, Contrabbasso
Stefan Brunner – Batteria, Percussioni
Saskia Forkert – Violino, Ghironda, Cori
Birgit Muggenthaler-Schmack – Flauti, Ciaramelle, Cornamuse, Fisarmonica, Cori


Tracce:
  1. Nimm alles mit
  2. Sternensegler
  3. Beide Füße in der Luft
  4. Flagge
  5. Nosferatu
  6. Wo Sprache aufhört
  7. In der Hand
  8. An beiden Enden
  9. Lass nicht los
  10. Trag Dich
  11. Zwei Raben (feat. Laura Fella)

Voto del redattore HMW: 8/10

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Quando una colonna del folk-rock medievale si trova a dover cambiare il frontman storico, i sudori freddi sono d’obbligo. Eppure, con questo nuovo Sternensegler, i teutonici Schandmaul firmano un autentico manifesto di maturità, dimostrando come si possa superare una tempesta perfetta a vele spiegate.

Per il sottoscritto è un vero piacere rimettere le mani su un loro disco. Parliamo di una band che mi sono goduto per anni: ricordo ancora come nel lontano 2012 mi ero sparato ben sei ore di auto solo per andare a vedermeli dal vivo in Germania. Poi, come spesso accade nella vita e nel marasma delle uscite discografiche, li ho persi lentamente di vista. Purtroppo il tempo è quello che è, e non sempre si riesce a seguire tutto e tutti come si vorrebbe. Ritrovarli oggi in questa forma è stata una splendida sorpresa.

L’innesto del nuovo cantante Till Herence è semplicemente perfetto: si integra nelle trame sonore con una naturalezza disarmante, senza far rimpiangere il passato, ma portando in dote una freschezza evidente. Musicalmente non ci sono rivoluzioni copernicane o stravolgimenti stilistici, e dal mio punto di vista va benissimo così. Il disco mette in fila una serie di pezzi espressamente studiati per la dimensione live e nati per essere cantati a squarciagola sotto il palco.

La stessa title-track è lì a dimostrarlo, piazzandosi fin da subito come uno degli episodi migliori del lotto grazie a linee melodiche trascinanti e a un moto di puro ottimismo folk. Ma se devo essere onesto fino in fondo, il brano che mi ha colpito di più è “Beide Füße In Der Luft”. Qui la formazione spinge sull’acceleratore tirando fuori uno dei pezzi più aggressivi del disco, dove la strumentazione medievale alza la voce e la sezione ritmica picchia duro, mettendo subito in chiaro la solidità del nuovo cantante sulle tonalità più tirate. Sulla stessa scia si muove anche “An Beiden Enden”, senza dubbio il brano più ritmato e spensierato del pacchetto, costruito con quelle rincorse corali nate apposta per far saltare il pubblico dei festival.

Da medievista e appassionato di musica antica mi trovo spesso a riflettere sulla percezione di queste sonorità. È un dato di fatto che il Mittelalter-Rock sia un genere fortemente radicato nel Centro e Nord Europa, dove riempie i festival ed è un fenomeno di massa. Tuttavia, anche qui in Italia, questa commistione tra strumenti antichi e power-rock ha un seguito solidissimo di fedelissimi che sa apprezzare la qualità (e gli esempi nostrani non ci mancano).

E la qualità qui è indiscutibile. La produzione è di altissimo livello, pulita, potente, capace di far risaltare ogni singola sfumatura di cornamuse, ghironde e chitarre elettriche. Se proprio devo trovare una particolarità nella struttura della scaletta, salta all’occhio la scelta di posizionare ben tre ballad consecutive in chiusura. Non lo vedo affatto come un difetto, quanto come un dato di fatto: un finale morbido, intimo, che culmina nel gioiello “Zwei Raben” (cover dei Weto) insieme a Laura Fella dei Faun.

In conclusione, Sternensegler suona proprio bene. Un album maturo, godibile dall’inizio alla fine, che conferma gli Schandmaul come maestri assoluti nel far convivere sonorità “storiche” con l’energia del rock. Bentornati.

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