Slider by IWEBIX

Bloodshed Walhalla (Drakhen)

Pubblicato il 11/10/2011 da in Interviste | 0 commenti


Visualizzazioni post:350

Intervista Bloodshed Walhalla, Drakhen

E se Quorthon fosse nato… in Basilicata? Nella meravigliosa città di Matera c’è spazio anche per Drakhen, fidato discepolo del maestro scandinavo. I Bloodsheed Walhalla brindano dal corno vichingo e sono battaglieri come solo i veri guerrieri sanno essere. Ecco a voi quello che ci ha raccontato l’unico membro della band: ambizioso e audace, degno portavoce del viking metal!

Ciao Drakhen e benvenuto sulle pagine di EntrateParallele. Comincerei questa intervista chiedendo come sono nati i Bloodshed Walhalla, che mi pare siano impersonati unicamente da te.

Ciao e un ringraziamento a voi della redazione di Entrate Parallele per l’opportunità che mi state dando con questa intervista. I Bloodshed Walhalla nascono da una mia idea parecchi anni fa. Il progetto in principio prevedeva di formare una cover band che avrebbe suonato la musica degli svedesi Bathory. Era un progetto che mi entusiasmava molto, ma che non è mai andato in porto per la mancanza di elementi fisici disposti a suonare quel genere di canzoni. Per forza di cose ho dovuto fare tutto da solo, e con il tempo ho preferito abbandonare il menzionato progetto per dedicare il mio tempo libero alla composizione di brani scritti esclusivamente da me che però avrebbero dovuto suonare come la band di Quorthon ( R.I.P ). Quello fu l’anno della sua morte, e questo per me fu molto difficile da accettare. In quel periodo la mia mente sognava e mi convincevo sempre più che un giorno avrei ereditato la sua genialità. Così nacquero i Bloodshed Walhalla…

Come è avvenuta la scelta del nome della band?

Il nome della band avrebbe dovuto contenere una parola di matrice mitologica e più specificatamente nordica, visto che stiamo parlando di una band che suona viking metal. Subito mi venne in mente il classico Walhalla (non penso serva spiegarvi cos’è). Ma sapete quante band al mondo utilizzano questo monicker? Un’infinità. Così e per farla breve ho semplicemente unito il nome della mia vecchia band Bloodshed (che poi è un altro nome sputtanatissimo) con Walhalla che come come abbiamo detto suonava viking, ad il risultato è stato Bloodshed Walhalla, nome unico al mondo e a mio avviso molto originale che con la miriade di band in circolazione è molto difficile ideare.

Il tuo interesse per i Bathory salta all’occhio subito. Come li hai scoperti e – data la lunga evoluzione della band – quali sono gli album che più ti sono piaciuti?

Ma guarda che suonare come i Bathory è stata proprio una mia volontà. Dopo la morte di Quorthon dovevo, almeno per me, continuare a suonare quella musica che tanto mi aveva fatto innamorare, quindi mi sono detto: “cazzo i dischi dei Bathory me li faccio io vediamo cosa ne esce fuori!”.
Non riuscivo ad entrare nell’ ottica che non avrei ascoltato più quel genere di viking metal crudo e a volte stonato ma di una genialità infinita. Di tutto questo devo ringraziare un carissimo amico che un giorno mi prestò due album chiamati “Hammerheart” e “Twilight Of The Gods” che poi non ho mai restituito. Ho ancora quei 33 giri che custodisco gelosamente, e posso sicuramente dirti che sono i migliori lavori che Quorthon per quanto riguarda il genere viking abbia sfornato.

Intervista Bloodshed Walhalla, Drakhen

Pensi che al giorno d’oggi possano esserci delle band in grado di portare avanti con successo l’eredità lasciata dai Bathory?

Grazie ad Internet ho ascoltato molte band che suonano viking o folk in genere ma nessuna di queste suona fedelmente come i Bathory. Ma è giusto così perchè ogni band dovrebbe avere una identità propria. Ma io suono da solo e faccio quello che voglio della mia band. Questo potrebbe piacere a qualcuno o irritare qualcun altro ma se devo essere sincero finora la critica ha risposto positivamente, ai fans piacciono le mie idee ed io sono molto contento di come stanno andando le cose. Quindi per non essere molto presuntuoso spero che un domani quella famosa eredità possa essere lasciata esclusivamente ai Bloodshed Walhalla.

Sempre a proposito di Quorthon, che cosa ne pensi del progetto “Twilight Of The Gods”, che ha riunito illustri membri per proporre le cover dei Bathory (tra l’altro sono passati anche in Italia lo scorso autunno)?

Conosco la band, ho sentito e visto parecchio su di loro, mi piacciono molto le loro interpretazioni… é stato un vero peccato non averli potuti vedere e magari conoscerli dal vivo.

I tuoi Bloodshed Walhalla avranno mai la possibilità di esibirsi dal vivo? Ti piacerebbe?

Certo che mi piacerebbe suonare dal vivo. Con le band con cui ho suonato prima dei Bloodshed Walhalla ho sempre cavalcato il palco, fare concerti è molto importante, ed è l’espressione massima per un musicista. Per i Bloodsheed Walhalla questo però sarà un po’ complicato, dato che questa è una one man band , ma nel futuro non si può mai sapere…

Tu vieni da Matera. Com’è la situazione dell’heavy metal nella tua zona? Mi pare tra l’altro che sempre in Basilicata sia di casa l’Agglutination Metal Fest, festival di grande richiamo per il Sud Italia.

Beh la mia è una splendida città sotto molti punti di vista ma se vogliamo parlare del suo panorama musicale e più specificatamente di heavy metal… non ci siamo proprio. Come del resto per tutto il Sud Italia è così, si sa che le band più affermate si fermano a Firenze e raramente si affacciano a Roma, Napoli o Bari. La Basilicata, fortunatamente, può vantarsi dell’Agglutination Festival, che a mio avviso è una manifestazione eccellente e spero che gli organizzatori in futuro non abbandonino l’iniziativa, date le difficoltà economiche che anche quest’anno ci sono state. Con una mia ex band ci sono salito su quel palco, era la prima edizione, allora suonavano gli Overkill come headliner. Fu una tragedia totale che ora non sto qui a raccontare, posso solo dirti che per le band come la mia mancavano gli amplificatori e addirittura i microfoni per la batteria.

Intervista Bloodshed Walhalla, Drakhen

Come sei arrivato al contatto e all’accordo con la tua etichetta attuale, la Fog Foundation?

Giuseppe della Fog Foundation è un bravissimo ragazzo, molto disponibile e appassionato di musica heavy metal. Quando uscì il demo di “Legend Of A Viking” lui stava promuovendo una compilation di band emergenti e chiese alla mia di aderire a questo progetto. Da allora è nato un feeling molto importante, lui va pazzo per i Bloodsheed Walhalla e spero che potremo collaborare ancora insieme per molto tempo.

Essendo i Bloodshed Walhalla una one man band, quali sono state (se ci sono state) le principali difficoltà di composizione, registrazione e incisione?

Parlando escusivamente di difficoltà e trascurando il lato positivo, posso dirti che per quanto riguarda la composizione e la stesura dei brani problemi non ne ho mai avuti, perché questo è molto semplice e rientra nel lato positivo di una one man band . Le idee da incidere sono state solo ed escusivamente le mie. Per quanto riguarda registrazione ed incisione, beh qui un po’ di problemi ci sono stati specialmente nel caso dei Bloodshed Walhalla dove ho dovuto fare tutto da solo, non ti dico le notti passate in bianco e poi senza aiuto di fonici od esperti del settore musicale, tutto è ricaduto sulle mie scarse possibilità e conoscenze del suono e delle tecniche di registrazione. Ma posso sicuramente dirti che questo tipo di lavoro mi ha divertito molto e nello stesso tempo impegnato positivamente . E poi dai… i risultati non sono così tanto male, anzi …

Quali sono le cose che vorresti leggere o sentirti dire a proposito di “Legends Of A Viking”?

Io sono una persona molto semplice e non ho grilli per la testa, potrei essere un sognatore, ma se mi metto una cosa in testa alla fine la ottengo. Sulla mia band sto leggendo, e per parecchio tempo vorrei continuare a leggere ancora di tutto, la critica positiva o negativa che sia fa bene perché ti fa maturare e ti fa capire se le cose che stai facendo le stai facendo bene o male.

Leggo che la Fog Foundation identifica la tua proposta musicale come “heavy heroic metal”. Ti senti di rientrare in questa definizione?

Se devo essere sincero questa mi è nuova, ho sempre desiderato suonare heavy metal o più nel dettaglio viking metal, le ho sentite tutte ma questa nuova etichetta ti giuro proprio mai e scusami per l’ignoranza. Comunque trovo questa definizione abbastanza appropriata soprattutto per quello che scrivo nei miei testi.

Intervista Bloodshed Walhalla, Drakhen

Vorrei una tua parola sull’artwork di “Legends Of A Viking”, a mio parere hai scelto un’immagine quasi “preistorica”. Da dove arriva?

La tela che rappresenta il nostro cd è una opera di André Kosslick ed è intitolata “The Giants Build Walhalla”, a mio avviso un grandissimo artista. Lui è stato subito entusiasta e felice di sponsorizzare, diciamo così questo progetto con un suo lavoro. E più che quasi preistorica, scusami se ti contraddico io la definirei abbastanza epica.

Uno degli argomenti di polemica che sorgono ogni tanto tra le band o tra gli ascoltatori riguarda proprio la scelta, da parte degli artisti italiani, di prendere spunto dalla mitologia nordica quando nelle nostre terre abbiamo così tante influenze da altre civiltà immense, come quella greca o romana, senza parlare dei tanti popoli che comunque hanno lasciato i segni del loro passaggio in Italia, come i Longobardi, gli Etruschi (che in Italia sono nati), i Goti, ecc.
Qual è il tuo punto di vista su queste affermazioni, dato che potresti rientrare proprio tra coloro che vengono criticati?

Sinceramente penso che le critiche siano giuste e su questo argomento ho riflettuto parecchio. L’Italia è una grande nazione sotto tutti i punti di vista e per quanto riguarda la sua storia non ha rivali. Solo che a mio avviso bisogna fare una certa distinzione tra storia e mitologia, ma il discorso è molto lungo e non voglio annoiarvi. Per quanto mi riguarda ho preferito questo genere di tematiche, epico-scandinave, solo per pura passione, ma non ti nascondo che in un futuro se avrò la forza di continuare questo progetto si potrà anche affrontare qualche genere di argomento magari più vicino alla nostra cultura.

Veniamo ora al futuro: quali sono i prossimi impegni che ti aspettano con i Bloodshed Walhalla?

I Bloodshed Walhalla sono sempre in attività e otto nuovi brani sono stati registrati nel mio studio personale, ma per scaramanzia non parlerò di questo. Sono sempre in contatto con la Fog Foundation e a breve prenderemo le giuste decisioni. Altri impegni musicali sinceramente non ce ne sono a parte qualche piccola collaborazione con altre band. Io incrocio sempre le dita e vado avanti per la mia strada!

Ok Drakhen, le domande sono terminate. Grazie di cuore per la tua disponibilità e a te l’ultima parola per chiudere!

Grazie di cuore a voi della redazione di “entrate parallele” per questa bellissima intervista e per l’opportunità che avete dato ai Bloodshed Walhalla di farsi conoscere ulteriormente dal panorama italiano ed europeo. Spero di chiacchierare ancora con voi in futuro possibilmente commentando il secondo lavoro della mia band…Grazie e a presto!!

Myspace: www.myspace.com/bloodshedwalhalla
Sito etichetta Fog Foundation: www.fogfoundation.com
Recensione di “Legends Of A Viking” su EP qui

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *