Kyt Walken


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Con il loro successo planetario i Rammstein sono considerati una delle band più famose al mondo. Amati, odiati, controversi, spettacolari, esplosivi, tanti sono gli aggettivi con i quali si può definire questa formazione. A tutti coloro che non li conoscono abbastanza o che desiderano approfondire delle voci o delle curiosità su di essi consigliamo “Du Hast – La Musica Dei Rammstein”, edito dalla Tsunami Edizioni e scritto da Kyt Walken, protagonista di questa chiacchierata!

Ciao Kyt e benvenuta sulle pagine del nostro sito! Grazie per il tempo che ci dedichi!
Cito testualmente “Istintivamente affascinata dalla Repubblica di Weimar, divoratrice di testi sugli Anni di Piombo”. Da dove nasce questa passione per la storia, e in particolare per questi periodi storici, caratterizzati da un’insicurezza per molti insopportabile?

Ciao Dario e grazie a te, alla redazione e a tutti i lettori di HeavyMetalWebzine! La passione per gli Anni di Piombo deriva dalla scelta di sviluppare la mia seconda tesi di laurea sul film “Die Dritte Generation” (La terza Generazione, 1979) del regista tedesco Rainer Werner Fassbinder. Le vicende della Banda Baader-Meinhof, su cui il film è incentrato, per quanto siano un argomento spinoso, mi hanno spinto ad approfondire le mie conoscenze a riguardo; stesso discorso vale per il periodo legato alla Repubblica di Weimar, giustamente considerato, a livello artistico, una delle ere più fervide nella storia dell’umanità. D’altronde sono anche una “divoratrice di testi” legati al Bauhaus, al Kabarett e ai film dell’U.F.A…

Veniamo ai Rammstein. Cosa ti ha colpito di questa band a tal punto da volerne realizzare una biografia?

La perseveranza, la mentalità prettamente “industriale”, i meccanismi interni alla produzione di musica di un certo tipo, nonché cantata in lingua tedesca.

Raccontaci la genesi di questo saggio: le prime idee, il tempo per mettere a punto il tutto, come hai pensato di strutturarla, ecc.ecc.

Volevo, in primis, contestualizzare la nascita della band in un certo ambito spazio/temporale/culturale: le mie prime ricerche sono state svolte proprio in questa direzione, cercando di recuperare il background di ciascuno dei componenti in quella che è stata la Germania Est (e poi, ovviamente, Berlino Est). Il carattere prettamente analitico che ho scelto per l’intera biografia mi ha condotto ad analizzare con scrupolo ogni album, a partire dalle copertine, passando dalle scelte in fase di registrazione, per arrivare poi alla spiegazione dei testi, senza dimenticare di raccontare le evoluzioni dello spettacolo live offerto dai Rammstein. Non per ultimo, ho voluto dedicare un capitolo alle accuse di filonazismo mosse alla band.

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Desideri ringraziare qualcuno in particolare per averti aiutato nella creazione di questa opera?

Sì, certo. Il grande scrittore Epìsch Porzioni, che mi ha dato tantissimi consigli preziosi, senza perdere di vista sia l’intento finale, sia la mia personalità nello scrivere.

Hai avuto modo di conoscere personalmente i Rammstein? Se sì qual è stata la tua impressione?

No, purtroppo non c’è stata occasione. Spero in un futuro..

Sono passati ben quattro anni di quasi totale silenzio dall’ultimo album. Paul Landers ha detto che nel 2014 la band “potrebbe cominciare a pensare a un nuovo album”. Tu che ne pensi? Ci sarà una nuova uscita o “Liebe Ist Für Alle Da” è stato l’ultimo album dei Rammstein?

Credo che i Rammstein siano già al lavoro sul nuovo album; le “trovate commerciali” sono spesso strategie per mantenere su di sé l’attenzione di pubblico e media, e vedo in tutti i componenti (e nel loro manager) degli ottimi strateghi, oltre che musicisti preparati.

Wacken Festival

Veniamo ai tuoi interessi. Hai scritto ben due tesi su Fassbinder. La tua passione per questo grande regista è da ricollegarsi al tuo amore per il periodo storico di cui è figlio, con tutte le tematiche collegate?

Esattamente. Fassbinder è stato un enfant terrible del cinema tedesco, ma lo è stato con coerenza, con sicurezza di intenti e con mano di regista, sceneggiatore e attore sempre sensibile ed esperto, figlio del suo tempo ma con gli occhi puntati al futuro.

Un saggio sui Rammstein, due tesi su Fassbinder. Decisamente sei una persona che scava a fondo nei suoi interessi! Dobbiamo aspettarci altro da te in un prossimo futuro?

Ti ringrazio! C’è in progetto qualche altro testo legato alla Germania..

Un’ultima domanda, visto che sei anche musicista. Come procede la tua attività musicale? Hai una band tua? Riesci a conciliare tutte le tue passioni?

Cerco di mantenere quattro bands, due originali (Menarka e Iridescent Opossum) e due tributi (Hot Chili Girls e Babes Of Suburbia), facendolo con umiltà e voglia di mettermi sempre in gioco, senza dimenticare quali siano le mie radici e il mio percorso artistico.

Questa intervista è finita, ti ringraziamo per la disponibilità e lasciamo a te l’ultima parola. Chiudi come vuoi!

Grazie a tutti voi di nuovo! Mi permetto di citare Majakovskij: “L’arte non è lo specchio della vita, ma un martello per forgiarla”.

Sito ufficiale Tsunami Edizioni: www.tsunamiedizioni.com
Recensione di “Du Hast” qui 

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