Alphakill – Unmitigated Disaster (2012)

Titolo: Unmitigated Disaster
Autore: Alphakill
Genere: Techno Thrash
Anno: 2012
Voto del redattore HMW: 8
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Ci si limitasse a certe circostanze, diciamo così, “avverse”, si rischierebbe di perdere troppe chicche che l’underground internazionale offre a cadenza temporale limitata, pur compensate da altre che, per così dire, ne fanno le veci. Nota autobiografica, dettata dall’impossibilità di reperire il cd di questo quartetto direttamente dalla band, che oltre a rispondere a singhiozzo alle mail, non è di certo legata alla tradizione del “trade”, avendo bellamente ignorato le mie proposte… ma tant’è, non si può pretendere che tutti la pensino allo stesso modo, lungi dal sottoscritto cercare di imporre insistentemente e forzatamente il proprio pensiero.
Non scaricando più musica gratuitamente (e illegalmente), se non offerta dalle band stesse, da parecchi anni, dopo aver compreso sulla propria pelle quanto sia difficile riuscire a non mollare il colpo senza un minimo di supporto da parte di terzi, oltre che evitando preview o quant’altro, l’acquisto ad occhi (e orecchie) chiusi è la norma, quindi l’agguato è sempre dietro l’angolo. Nel caso degli Alphakill, quartetto canadese attivo dal 2010 ed al debutto discografico con questo autoprodotto “Unmitigated Disaster”, uscito nel 2012, la sorpresa è stata grande, avendo la band tutte le caratteristiche per emozionare, anzi, esaltare l’appassionato di quel thrash dal flavour tecnico che ha caratterizzato il cammino, a volte più fortunato ed a volte non, di tante band ormai di culto per centinaia, forse migliaia di metalheads.
Immaginate di tornare indietro nel tempo: no, non c’è bisogno di buttarsi agli inizi degli ’80, basta la seconda metà inoltrata di quella meravigliosa decade metallica ed i primi anni dei ’90, con quelle band che hanno rimodellato la visione cruenta del thrash metal, smussandola ma nel contempo arricchendola di orpelli melodici e tecnici, dando vita a quel sottogenere che oggi indichiamo come techno thrash. Prendete un bel calderone, ed aggiungete in ordine sparso Metallica e Megadeth (“And Justice For All” e “R.I.P.” era), Forbidden, Heathen, Testament, Realm e compagnia cantante: ecco a voi gli Alphakill! Anche la qualità audio scelta dai Nostri, pur depurata dai limiti che nei precedenti decenni erano dovuti alle scarse possibilità di molte band di registrare professionalmente, è decisamente avversa ai suoni plastici che tanto vanno per la maggiore oggi, risultando anche in questo frangente esempio di vecchio stile adeguato ai tempi che corrono (ascoltare per credere: le band fondamentali citate in precedenza devono per certo essere state modello anche sotto questo aspetto per gli Alphakill).
Ovviamente, come nelle migliori favole odierne, non ci si può aspettare un prodotto fresco ed originale, ma tanta personalità, congiunta ad una perizia tecnica decisamente invidiabile. Non sarebbe di grande aiuto un track by track, risulterebbe una vana ricerca dell’accostamento che più si confà al brano di passaggio; vi basti sapere che la ricerca melodica è punto fondamentale dello stile dei Nostri, che la batteria non è relegata a mero accompagnamento, ma fondamentale strumento per confermare la varietà che sta a cuore al quartetto, così come l’approccio vocale del cantante e chitarrista Justin Stear non è quello violento che tanto va di moda fra le giovani band thrash, ma ricercato e melodico anch’esso, che le partiture soliste e le armonizzazioni sono materia nota e ben abusata dalle due sei corde… potrei continuare ancora, ma si spera d’aver pizzicato la curiosità del lettore quanto basta per spronarlo all’ascolto e ad una valutazione in prima persona del progetto.
Una sorpresa davvero gradita, non riesco a trovare termini migliori per descrivere questo “Unmitigated Disaster”; probabilmente la band resterà ancorata ad una dimensione biecamente underground, come nella maggioranza delle vicende metalliche a cui assistiamo in questi ultimi anni, e non faticherei ad immaginare questo cd nel novero dei più ricercati dagli appassionati. Sta di fatto che, in quanto a carne al fuoco, il quartetto ha decisamente abbondato, senza mai limitarsi alla sola forma canzone, ma introducendo più e più riff, mai slegati e sempre ottimi nel contesto del brano; speriamo che le idee si mantengano su questi livelli, il futuro potrebbe riservarci un gradito ritorno discografico, ancora inquadrato in quel “recupero” del verbo thrash che tanto divide l’audience. Supporto agli Alphakill!

Tracklist:
1. Thrash Eternal
2. Let Me Die
3. Corrupted Masses
4. Unmitigated Disaster
5. Threat From Within
6. Rebellion
7. Becoming The Alpha
8. The Age Of The Debt Slaves
9. Skullcrushery

Line-up:
Justin Stear – Chitarra, Voce
Jon Warren – Chitarra
Derrick Kroll – Batteria
Jesse Skoleski – Basso

Facebook: https://www.facebook.com/alphakillthrash

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