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Grave Digger (Chris Boltendahl)

Pubblicato il 14/02/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Oltre trentacinque anni di musica metal, diciotto album in studio e più di cinquanta uscite includendo anche i live, le raccolte e i singoli. Approdano sul nostro sito i GRAVE DIGGER, una delle band più famose e rispettate dell’heavy metal tedesco. Il cantante Chris Boltendahl si è prestato ben volentieri alla raffica di domande del nostro Ivan Gaudenzi..

Ciao Chris, benvenuto. Iniziamo pure a parlare del titolo del nuovo album (qui la nostra recensione). Chi è “curato” dal metal e come mai questo titolo?

Ciao a voi! Eheh, è una storia buffa. Eravamo a Mosca in un grande festival in un’area piuttosto vicina ad un’ospedale e dopo 10 ore di musica metal abbiamo pensato che queste povere persone avrebbero preferito morire dal rumore. Ma poi abbiamo pensato… e se invece fossero guariti? E’ così che è nata l’idea del titolo.

Ma il nesso tra il titolo e la copertina è la religione?

No… non volevo associare questo messaggio a qualcosa di religioso. E’ più legato ad altre tematiche come per esempio l’estrema lotta con i genitori per ascoltare una musica che è pazza, ma in qualche modo può guarire e aiutare davvero le persone a sfogare la loro rabbia. In fondo i metallari molto spesso sono persone tranquille e la musica – qualunque essa sia – aiuta ad uscire da tanti problemi e quindi anche a guarire.

Certi titoli mi hanno tratto in inganno. “Hallelujah” o “Ten Commandments Of Metal” e “Kill Ritual” mi sembravano argomenti religiosi, invece…

In realtà è una casualità. La stessa “Ten Commandments Of Metal” in realtà è associata a regole che dovresti seguire per essere un bravo metallaro. Cose come non suonare senza distorsione o dividere la birra con gli amici, ascoltare la musica metal più forte che puoi, qualcosa come un rituale. Una sorta di messaggio positivo con ottimi propositi, ma niente di religioso tutto sommato.

Riconosci il vostro sound come un classico e solido heavy metal tedesco o pensi più che sia un processo di evoluzione di quanto avete fatto in questi anni con i Grave Digger?

Direi che non abbiamo mai avuto alcuna evoluzione. I Grave Digger hanno sempre avuto quel sound che avranno sempre. Moriremo così con il nostro heavy metal classico e senza tempo sperando di poterlo portare avanti ancora per i prossimi 10 anni con le stesse atmosfere. Ci sono tanti gruppi come noi, forse i Priest, gli Ac/Dc. Gruppi che funzionano così come sono.

Siete già stati in tour con i Blind Guardian e anche quest’estate tornerete on the road con loro. Devi avere una forte amicizia con Hansi Kursch…

I Blind Guardian sono amici da una vita. Abbiamo un grande rispetto per loro e il tour del 2015 negli Stati Uniti è stata una grande opportunità e un grande successo e vale la pena di riproporre la formula.

Oltre a questa data italiana al Battlefield Metal Festival vi rivedremo di ritorno per un tour vero e proprio in Europa e dunque in Italia?

Per ora abbiamo in programma solo quel festival per l’Italia, ma stiamo pianificando di tornare in autunno. Forse in passato abbiamo avuto più occasioni di venire dalle vostre parti ma provvederemo quanto prima a rimediare.

Quali sono state le esperienze più positive e quelle peggiori in Italia, per quanto puoi ricordare?

Penso che siano sempre più le esperienze entusiasmanti che quelle negative. Abbiamo buoni ricordi dei concerti in Italia. Bella gente, bei posti, sempre show entusiasmanti e non posso avere brutti ricordi.

Siete cresciuti con un sound heavy metal che come dicevi prima vi trascinate dietro da una vita, ma quali sono le band che vi hanno influenzato maggiormente e quali i gruppi che ascolti che forse non ci aspetteremmo?

Ascolto moltissima musica. Non ho limiti o confini per generi e vado dall’heavy metal più classico di Ozzy, Sabbath e Priest fino al sound di Tom Waits o al jazz.

Quale pezzo dei Grave Digger pensi che rappresenti la band oggi e cosa ti piace suonare di più dal vivo?

Suonare dal vivo è una delle cose più belle per una band e forse non so scegliere il brano esatto, perchè dipende dall’energia che può dare il pubblico, la location, la voglia del momento che ti porta ad un entusiasmo superiore. Non fraintendermi, adoro scrivere ed incidere musica, ma l’energia che c’è su un palco è molto più emozionante.

Nel 1988 vi siete sciolti dai Grave Digger per formare gli Hawaii ma questo gruppo non hai mai davvero preso piede. Cosa è successo in quegli anni e cosa rimpiangi di quei tempi?

Sono stati tempi difficili. Nel 1987 quando ci siamo sciolti volevamo avere successo negli Usa e diventare famosi. Eravamo giovani e volevamo diventare ricchi. Abbiamo avuto una grossa delusione nella nostra carriera e ci siamo voluti fermare, ma poi decidendo di continuare abbiamo avuto quella spinta che ci ha portati fino ad oggi.

Quanto sono importanti per voi i soldi per il business nella musica metal ed in generale, dunque?

E’ necessario fare soldi perché per noi è un lavoro e abbiamo bisogno di pagare le bollette, gli studio, i tour. Certo non possiamo fare tutto questo solo per i fan. Sarebbe ipocrita però la musica ci spinge a fare sempre meglio per migliorare la nostra situazione. Ogni lavoro va preso con serietà e passione ed è quello che cerchiamo di fare sempre con ogni disco ed ogni tour.

Per molti fans e per la critica spesso i Grave Digger vengono paragonati ai Running Wild. Come lo vedi questo paragone?

Non me ne volere. Penso che siamo due gruppi completamente diversi. Non trovo molte connessioni se non che siamo nati negli anni ’80 entrambi. Grande band, ma penso che siamo due universi paralleli.

Puoi affermare che la Germania è probabilmente la Nazione più aperta all’heavy metal in generale?

Non so. Penso che anche il Belgio e la Spagna abbiano molto da dire. Ci sono diversi festival in Europa oggi che testimoniano che non solo la Germania resiste. Anche la Scandinavia partecipa attivamente alla scena in tutte le sue sfumature.

Quali sono i buoni propositi per il 2017 iniziato da poco e per voi in generale per il futuro?

Vogliamo tenere alto il livello e suonare molto nel 2017 sperando di trasmettere la nostra passione ed entusiasmo ai metal kids che vengono a vederci.

Un’ultima domanda. Oggi tra attentati e situazioni che si sono create nel mondo con atti di terrorismo e di paura, cosa provi quando ti trovi a salire sul palco?

Non possiamo vivere nella paura. A volte ci si pensa, non puoi farci niente, ma bisogna essere aperti di mente ed essere positivi per il futuro sia con la famiglia che con la band. Mi spiace molto per quello che accade nel mondo e non sono indifferente, ma non riesco ad essere negativo. Adoro il mio lavoro e adoro salire sul palco. Non smetterò mai di farlo.

Sito ufficiale: http://www.grave-digger-clan.com
Facebook: https://www.facebook.com/gravediggerofficial
Etichetta Napalm Records – http://shop.napalmrecords.com

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