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Kreator (Sami Yli-Sirniö)

Pubblicato il 29/03/2017 da in Interviste | 0 commenti


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Molte categorie nella musica metal hanno vissuto un breve periodo e sono rimaste circoscritte in una decade o in un lustro. Per quanto riguarda il thrash invece possiamo parlare di ottime band che stanno andando avanti da più di 30 anni egregiamente, mostrando ancora buone vendite e con capacità tali da aver influenzato la storia del metal molto più di altri generi. I Kreator fanno parte di queste band e sono il fiore all’occhiello del thrash tedesco da ormai molto tempo. Abbiamo parlato con Sami Yli-Sirniö di questo ultimo disco dal titolo “Gods Of Violence” senza esimerci dal trattare soprattutto il glorioso passato della band tedesca. Una velata ironia e giocosità si nasconde tra le parole del chitarrista finlandese approdato in terra germanica ormai da molti anni.

Ciao Sami e benvenuto sul nostro sito! Chi sono questi Dèi di cui parlate con “Gods Of Violence” e cosa vi ha ispirati per questo titolo?

Ciao ragazzi! L’album è una metafora per il male che vive in ognuno di noi. Non sono ateista e non credo in nessun Dio o altre divinità. Abbiamo un approccio piuttosto violento con la nostra musica, così abbiamo pensato che questo titolo rappresentasse alla perfezione la nostra idea. Nella visione più sarcastica di questo titolo forse siamo proprio noi gli Dèi della Violenza.

Le vostre copertine sono sempre molto crude ed aggressive. Cosa c’è dietro questa nuova creazione?

Il creatore di questo grande lavoro è Jan Meininghaus. La musica ed il titolo lo hanno ispirato per quella che è la nuova copertina per i Kreator. E’ decisamente in linea con la nostra aggressività e il nostro sviluppo musicale. Per questo le ultime copertine sono sempre molto violente.

La vostra line up è inossidabile da ormai molti anni. Come lavorate assieme e come nasce e si sviluppa un brano o un disco dei Kreator?

Il nostro modo di lavorare è sempre diverso. In questo caso, Mille (Petrozza, voce e chitarra, nda) ha lavorato sulle prime idee rifacendosi molto a riff studiati nel 2014 e poi ha chiesto al resto della band di lavorarci. Abbiamo lavorato poi assieme inviando a Mille il nostro materiale e abbiamo cominciato a registrare un po’ di demo prima di andare in Svezia per incontrare il nostro produttore Jens Bogren ed iniziare a creare il disco vero e proprio.

L’album “Violent Revolution” è stato un grande successo per voi. Forse un nuovo inizio per la vostra carriera. Cosa rappresenta per voi e cosa vi ricordate di quei tempi?

Ero appena arrivato e ricordo che fui chiamato per qualche assolo, sistemare alcune parti in pulito ed altri dettagli per quel disco. E’ stato davvero un eccellente lavoro e un’ottima sessione che mi ha dato l’opportunità di entrare in pianta stabile nella band. Per cui ho davvero ottimi ricordi.

Avete inaugurato il nuovo disco con un release party e relativo concerto a Berlino. Cosa mi puoi dire di quel concerto e come siete stati accolti?

Abbiamo fatto un warm-up in stile punk rock senza alcuna produzione, per i nostri fan più agguerriti. I biglietti erano disponibili solo per chi aveva già un biglietto per il tour ed è stata una buona opportunità per provare i nuovi brani di fronte ad una vera audience. La serata è riuscita proprio bene.


Sarete in tour in Europa e naturalmente anche in Italia. Avete mai pensato a nuove ed esotiche destinazioni dove il metal è ancora underground o visto come genere idealisticamente pericoloso?

Speriamo sempre di portare la nostra musica in nuovi luoghi, anche se spesso per motivi logistici non è sempre possibile. Vedremo cosa riusciremo a fare con il nuovo disco. Adoro familiarizzare con nuovi posti e nuove culture, anche se il tempo a disposizione è sempre troppo poco.

Non avete mai avuto occasione di portare il tour dei Big Teutonic 4 in Europa. Non pensi che i tempi potrebbero essere maturi?

Per me lo stesso slogan dei Big Teutonic 4 è sempre stato una specie di scherzo. Tuttavia le band sono veramente valide e non mi dispiacerebbe andare in tour con loro perché sono comunque dei buoni amici. Ora che mi ci fai pensare, nel 2001/2002 abbiamo avuto modo di fare un tour con Sodom e Destruction che si è poi rivelato essere una grande esperienza. Il tour è stato diviso in due e l’avevamo chiamato “Hell comes to Your Town” anche se a noi piaceva di più Hell comes to Your Toilet (sempre per scherzare, nda).

Cosa rappresenta per te essere parte dei Big Teutonic 4 e che tipo di amicizia c’è tra i membri delle band?

Beh. Io sono Finlandese mentre il resto dei ragazzi sono decisamente tedeschi nel vero senso della parola, ma posso garantire che siamo tutti buoni amici. Molti di loro si conoscono veramente da una vita e forse per questo motivo questi gruppi spesso sono visti allo stesso modo. Hanno iniziato assieme alla stessa età e nella stessa area a suonare lo stesso tipo di musica. Negli anni le band hanno consolidato un proprio sound ed hanno preso una propria direzione, pur rimanendo amici. Forse è questo il vero significato e il segreto dei Big Teutonic 4.

Ci sono band che credi che siano sottovalutate dalla critica, ma pensi siano valide e degne di essere considerate o scoperte?

C’è molta musica che vale la pena di ascoltare e band che dovrebbero meritare di più, ma ci sono troppe proposte oggi ed è difficile arrivare a tutto. Tutto è disponibile facilmente per tutti e questa è un’arma a doppio taglio e diventa una cosa positiva e negativa allo stesso tempo.

Questa purtroppo è una prerogativa di internet e del progresso. Spotify e Youtube per la musica sono odiati e amati infatti…

Sono completamente d’accordo. Adoro Spotify da ascoltatore, ma la odio come musicista. Nonostante tutto la mia salute mentale è ancora intatta e non sono prossimo alla schizophrenia!

Molti vecchi fan sono legati ai primi vostri dischi perchè hanno un sound più organico rispetto a quello più moderno di oggi. Nonostante tutto riuscite a non cambiare troppo quelle che sono le vostre sonorità di sempre…

Penso che il nostro ultimo disco suoni comunque molto organico. Ogni nota è suonata da un vero essere umano e anche se molte cose sono state curate e montate, penso che siamo sempre ad un livello legittimo per non definire la nostra musica “moderna”. Adoro l’ingenua energia che scaturisce dai primi dischi dei Kreator. E’ giusto mantenere uno stato mentale da teenager quando registri questo tipo di musica.

Eheheh vero. Altrimenti si invecchia. Anche l’età dei fan avanza, ma sono tutti ancora sotto il palco ai vostri concerti a supportarvi. Questa è una grande vittoria.

Vogliamo ringraziare tutte le persone che ci seguono e ci danno occasione di offrire loro nuova musica. Ci sono molti nuovi adepti che hanno iniziato negli ultimi anni a seguirci ed anche questo è un piacere. Sono tutti benvenuti sotto la bandiera dei Kreator.

Anche i modi di organizzare concerti si stanno evolvendo molto. Oggi tra crociere, campeggi e aree sciistiche sta cambiando tutto. Si parla di futuro o è solo business?

Credo che tutto questo abbia molto a che vedere con il fatto che i metal fan stiano invecchiando e c’è bisogno di innovazione e varietà per non annoiare gli ormai 40enni che necessitano di diversi comfort. Di sicuro fa parte del business ma è anche una buona cosa. Non mi dispiace questo modo di cambiare le cose e proporre spazi per tutti.

Credi dunque che sia possibile fare soldi e buona musica allo stesso tempo?

Eheh spero di sì, non saprei dirtelo. Non sono un grande businessman.

Ok Sami. Grazie per l’intervista e speriamo di vederti presto in azione sul palco.

Grazie a te per l’interesse e grazie a tutti i lettori di Heavymetalwebzine. Ci si vede on tour!

I Kreator suoneranno in Italia sabato 22 luglio 2017 al Colony Open Air (Autodromo di Franciacorta – Castrezzato – BS)

Sito ufficiale: www.kreator-terrorzone.de
Facebook: https://www.facebook.com/kreatorofficial
Etichetta Nuclear Blast – www.nuclearblast.de

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