Crossfaith (Ken)

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Attivi ormai dal lontano 2007, con tanta determinazione e originalità artistica i Crossfaith sono riusciti a consolidare la loro fama anche al di fuori del confine nipponico. In occasione della data di supporto agli Underoath a Zona Roveri di Bologna, abbiamo incontrato Kenta (voce) e Terufumi (programmazione) per conoscere meglio questi ragazzi di Osaka.

Ciao ragazzi, grazie per l’intervista e benvenuti sul nostro sito! “Xeno” è per il momento (alla data dell’intervista, n.d.r.) il vostro ultimo full lenght album, successivamente avete pubblicato diversi EP, come mai questa scelta?

Ken: Dopo la pubblicazione di “Xeno” ci siamo presi del tempo per rigenerarci e cominciare a scrivere nuovi brani. Comporre un nuovo album è un passaggio molto importante sia per noi che per il pubblico, inoltre volevamo produrre un concept, quindi ci siamo presi tutto il tempo necessario per la stesura. Ciò nonostante nella pausa abbiamo pubblicato nuovi brani nell’EP “New Age Warriors”, riteniamo che l’ EP sia un formato rappresentativo delle nuove generazioni che permette ai nostri fans di rimanere sempre aggiornati sulla nostra musica.

Avete un’intensa attività discografica e live, quando trovate il tempo di comporre?

Ken: Durante il tour abbiamo sempre delle giornate libere, durante le quali cerchiamo sempre di comporre nuovo materiale.

Avete un lato grafico e scenico molto futuristico, persino un vostro tour si chiama “Across The Future”, come descrivereste questo aspetto e cosa vi affascina maggiormente?

Ken: Il nostro stile si discosta dalle classiche rock band soprattutto per l’aspetto del programming e attraverso la musica siamo sempre alla ricerca di nuovi stili. Personalmente mi piace molto il genere sci-fi, produrre un film è come nella musica immaginare e creare una storia da zero e “mixarla” e il dinamismo dell’animazione sci-fi influenza correntemente il nostro stile futuristico.

Siete una delle prime band metalcore ad essere diventate famose anche al di fuori del Giappone. Pensate di aver aperto un po’ le possibilità anche alle altre band giapponesi o comunque di aver attirato l’attenzione del pubblico sulla scena metal del vostro Paese?

Ken: Certo. Per le band giapponesi è molto difficile farsi conoscere all’estero, ci sono diverse barriere, in particolare burocratiche e linguistiche, oltre ai costi di un tour stesso. Ci vuole tanta determinazione per sfondare al di fuori dei confini, ricordo ancora il nostro primo tour in Gran Bretagna da sconosciuti nel 2012 mentre in Giappone avevamo già una fanbase consolidata. Ci sono tante band valide nel nostro Paese, speriamo quindi con la nostra musica di attrarre l’attenzione sulla scena rock-metal giapponese.

Tra qualche settimana uscirà il vostro nuovo album “Ex Machina”, potete svelarci qualche anticipazione?

Ken: Il nuovo album sarà un concept incentrato sul risveglio dell’umanità e della personalità. La tecnologia si è evoluta velocemente portando beneficio alle persone, tuttavia fondamentale è lo scoprire sé stessi nonostante lo sviluppo del progresso. A livello musicale le basi elettroniche verranno affiancate da sonorità più heavy.

Diverse band in Giappone pubblicano brani con mix di testo in giapponese e inglese. Voi ci avete mai pensato?

Ken: Non esattamente. Sin dagli inizi, prima come ascoltatore poi come band, ci siamo sempre approcciati alla musica in lingua inglese. Molte band nostrane tendono a usare testi in giapponese, per noi non ha senso e comunque non si adatta al nostro stile.

A settembre partirà il vostro tour europeo come headliner, avete in serbo delle novità dal vivo?

Ken: Ci stiamo ancora riflettendo, sicuramente sarà l’occasione adatta per presentare al pubblico i brani del nuovo album dal vivo.

Cosa vi aspettate invece dalle date in Italia e qual è il vostro rapporto con i fans italiani?

Ken: Adoro gli italiani, siete un popolo molto vitale ed energico, non vediamo l’ora di esibirci dal vivo questa sera e vedere sul palco anche gli Underoath.

Aneddoto di fine intervista: la vostra reporter d’assalto si è svestita dei panni di professionista per svelare il suo essere una fan accanita dei Crossfaith. Per l’ occasione gli ho portato un regalino, ovvero una bottiglia di vino romagnolo. I nipponici pare abbiano apprezzato il gesto ed è rimasto qualche minuto per immortalare il momento con uno scatto.

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