DD Verni

Pubblicato il 29/10/2018 da in Interviste | 0 commenti


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E’ impossibile non riconoscere il sound metallico del basso di DD Verni. Un suono che ha influenzato, assieme all’acidula voce del singer Bobby Blitz, intere generazioni di thrashers. Arrivato all’età di 57 anni, Verni ha deciso di fare un disco tutto suo. Ha raccolto le idee, lo ha scritto, prodotto e registrato con l’aiuto di poche persone e di molti collaboratori illustri.
Il bassista newyorkese ci ha concesso un po’ del suo tempo per fare due chiacchiere e capire cosa lo abbia portato a scrivere “Barricade”. Un album completamente diverso dai suoi Overkill, con tante sfumature diverse e ricco di sorprese.

Ciao DD. Prima di tutto vorrei sapere da cosa è nata l’esigenza di questo album. Sei già un membro a pieno ritmo negli Overkill e hai già avuto un altro progetto. Come è nata dunque questa tua nuova creatura?

Onestamente per divertimento. Mi diverte molto scrivere e registrare brani, lavorare con diverse persone. Gli Overkill prendono molto tempo nella mia vita, ma non tutto per cui perché no? Molte persone potrebbero confondersi e pensare che lo abbia fatto per altri motivi, ma il motivo è invece esclusivamente quello.

Hai scritto interamente tutto da solo? Come funziona comporre tutto senza aiuti?

Sì, ho scritto tutto io. E’ una sfida scrivere musica e testi, ma mi è piaciuto così. Non mi occupo di testi e melodie negli Overkill per cui questa è stata una buona occasione. In caso di una nuova uscita potrei pensare di farmi aiutare anche da qualcuno, ma sarebbe un’esperienza completamente diversa e nuova per me.

Hai avuto modo comunque di collaborare con svariati artisti su questo disco: Jeff Loomis (ARCH ENEMY), Angus Clark (TRANS SIBERIAN ORCHESTRA), Jeff Waters (ANNIHILATOR), Bruce Franklin (TROUBLE), Mike Romeo (SYMPHONY X), Mike Orlando (ADRENALINE MOB), Steve Leonard (ALMOST QUEEN), e Andre “Virus” Karkos (DOPE). Come sei arrivato a questi artisti e come hanno contribuito?

Ho semplicemente scritto o telefonato ai ragazzi. Molti li conoscevo già, ma alcuni non li avevo mai incontrati prima, mi sono piaciuti i loro lavori e ho chiesto un contributo per questo mio progetto. Praticamente tutti hanno uno studio o possibilità di registrare piccole cose ed è quindi stato facile poi assemblare il magnifico materiale.

Mi pare di capire che il sound sia completamente diverso da quanto siamo abituati a sentire con gli Overkill…

Sì è vero.. è molto diverso dagli Overkill. Spesso molti artisti non riescono a discostarsi molto dalla band madre, ma io ho voluto vederla diversamente. Questo disco ha molti cori sui ritornelli ed è molto più radiofonico e rock n roll come sound.

Dimmi di più sul titolo che hai scelto per il disco. Mi sembra alquanto criptico questo “Barricade”.

Praticamente arriva da mia moglie. Quando lavoro in studio dice sempre “Si è barricato in studio di nuovo”… ed è dove passo molto del mio tempo. E’ anche un modo per isolarmi dall’attacco dei media di oggi. Una costante battaglia che mi permette di stare lontano da tutta quella spazzatura. I social e le notizie sono come la nuova peste nera, dalla quale mi tengo lontano e barricato dentro me stesso.

E cosa mi dici della copertina? E’ tuo quel tatuaggio sulla mano o volevi comunicare qualcosa?

Ha! No non è il mio tatuaggio. Solo uno scatto fotografico. Mi sono sempre piaciuti il tema horror e i teschi. Ho pensato quindi di inserire qualcosa di questo tema nella copertina ed è venuta fuori subito.

Come hai trattato i testi invece? Di cosa ti è piaciuto parlare nelle parole delle tue canzoni?

I testi sono molto divertenti da scrivere, ma non così facili come sembra. Ho cercato di non usare i testi come un posto per sfogarmi sulla mia vita o come una sessione di terapia. Odio queste cose. Quindi più che altro direi che sono osservazioni su diversi temi. Inoltre avrò sempre uno o due brani completamente di mia invenzione. Un po’ come se fosse un libro e quelle storie sono le più belle e divertenti da scrivere!

Quanto tempo hai impiegato per tutto il lavoro?

Ci sono voluti circa sei mesi per mettere tutte le idee assieme e poi alcuni mesi per registare. Ho uno studio di registrazione qui a casa dove posso valutare il mio tempo e capire come e quando nasce l’ispirazione per poter scrivere e comporre.

Pensi che sarà possibile trasporre la tua musica dal vivo, magari con un tour o resterà un solo project in studio?

Mi piacerebbe tantissimo fare qualche show, magari qualche apparizione a dei festival. Sto parlando proprio ora con alcune persone disposte ad aiutarmi per cui spero che possa funzionare e magari riuscire a fare qualche data in Europa. Sarebbe fantastico.

Hai ispirato molti musicisti con il tuo sound così particolare. Hai mai ricevuto particolari complimenti di cui sei orgoglioso e quali sono stati invece i tuoi idoli?

E’ sempre bello sapere che ci sono persone a cui piace il mio sound o il mio stile. Ho sentito parlare del tono del mio basso da molte persone per anni. Sono riuscito ad avere un sound con cui le persone riescono ad identificare chiaramente gli Overkill. Ma non l’ho usato per questo album. Ho voluto provare qualcosa di diverso. I miei idoli con cui sono cresciuto probabilmente sono Geezer Butler e Steve Harris.

Ti senti di ringraziare qualcuno? C’è qualcuno che si merita di essere particolarmente considerato per l’uscita di questo tuo lavoro?

Beh.. mia moglie Lisa è stato il produttore esecutivo per cui è lei che mi ha aiutato con tutte le mie idee e proposte ed è stato divertente. E sono grato anche a tutte le collaborazioni che hanno reso unico questo mio album, così come Chris Harris che ha mixato tutto facendo un ottimo lavoro. Adoro come sia riuscito a far suonare il disco!

Sito ufficiale: www.ddverni.com
Facebook: www.facebook.com/ddverni
Etichetta Mighty Music – www.mightymusic.dk

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