Folkstone (Roberta Rota)

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I Folkstone sono ormai una presenza fissa nel nostro sito ed in particolare Roberta Rota, polistrumentista e tra i membri fondatori della band bergamasca. Il nuovo disco “Diario Di Un Ultimo” è uscito ormai da qualche mese ed è tempo di fare una chiacchierata amichevole!

Ciao Robi! Bentornata sul nostro sito! Eccoci qui, pronti a farti parlare del nuovo album “Diario Di Un Ultimo”. Direi di partire dal titolo, chi sono “gli ultimi” ai quali vi riferite?

Ciao Alessio!! Gli “ultimi” raccontati nelle pagine di questo Diario sono di diverso tipo. Sono coloro le cui grida non vengono ascoltate, sono coloro che vengono odiati perché reputati diversi. Sono anche personaggi la cui voce ha segnato la Storia con la loro cultura e la loro innovazione, che hanno rischiato la vita per portare avanti le proprie idee rivoluzionarie e dovrebbero essere d’esempio ai tempi odierni. Sono artisti denigrati in vita ed acclamati come miti subito dopo la morte. Sono anche quelli che stanno dall’altro lato del fiume, dove non vige la maggioranza che superba e cieca calpesta senza ritegno i più deboli, pensando pure di fare un bel gesto. Insomma gli ultimi per noi sono i disagiati, gli innovatori, coloro che nonostante la fatica della loro posizione riescono a portare avanti la propria vita e le proprie idee senza odio gratuito e paure infondate. 

Come definiresti “Diario Di Un Ultimo”? Lo vedi come un classico album di impronta Folkstone o a tuo parere c’è qualcosa di nuovo? Nel precedente “Ossidiana” molte rece avevano sottolineato uno stile più soft, a tratti cantuatoriale, ti trovavi d’accordo?

Questo disco è una sorta di riassunto di tutti i lavori fatti fino ad oggi. Ha qualcosa dello stile di ogni album che abbiamo fatto in questi anni. Sì, possiamo dire che “Ossidiana” abbia un’impronta più soft perché in quei due anni di lavoro avevamo forse bisogno di ammorbidire lo stile. 

Leggo che poche settimane fa avete annunciato l’abbandono di due membri fondatori dei Folkstone, Teo e Andrea. Questa separazione è avvenuta prima o dopo il processo di registrazione del disco?

E’ avvenuta prima delle registrazioni. Abbiamo lavorato insieme a Teo alla stesura dell’album, ma non alle registrazioni. E’ stato un cambio molto forte e ci teniamo sempre a ringraziare Teo e Andrea per i meravigliosi anni passati insieme… siamo stati uniti in un viaggio pazzesco che ci legherà per sempre. 

Dal punto di vista compositivo vi trovate diversi dai primi tempi ad adesso?

Sicuramente sì. Gli anni passano, si fanno nuove esperienze, nuove scoperte. Quindi si cambia anche nel modo di scrivere, di comporre. 

In passato ci avete deliziato con delle cover. Quando avete registrato “Diario Di Un Ultimo” avete pensato ad inserirne una?

Sì, abbiamo inserito “La Collina” di Guccini. E’ una sorta di rito ormai mettere una cover nel disco, anche perché ci diverte riarrangiare i brani che ci stanno particolarmente a cuore. O meglio… mi diverto a sentire come li riarrangia Mauri, visto che è lui l’artefice. 

Tu Robi, se non sbaglio, ti occupi di tutti i testi della band. Come nasce un testo dei Folkstone? Di pari passo alla musica?

Di solito siamo io e Lore che scriviamo. In quest’ultimo lavoro però ci sono altre due mani che hanno contribuito alla stesura. Lore infatti ha coinvolto il nostro primo chitarrista Angelo Berlendis per metà album circa. Di solito nasce prima la musica, poi la linea vocale ed infine il testo. Questo perché è la musica che suggerisce le parole e la sensazione che si vuole trasmettere. Ci sono anche eccezioni. Il brano “Fossile” ad esempio è nato da Lore, musica e testo in contemporanea. 

Mi dicevi in una vecchia intervista che i Folkstone per voi erano un piacevole hobby, non era possibile vivere di musica. E’ ancora così ? Sentite comunque la pressione dei fan o dei media?

Sì, purtroppo o per fortuna è ancora un hobby. Purtroppo perché sarebbe molto bello poter vivere della propria musica. Per fortuna perché non sentiamo la pressione dei fans o di chiunque altro. Ci prendiamo i tempi che vogliamo e facciamo le cose a modo nostro senza troppi problemi. 

Avete una fan base molto affezionata, vi sarà capitato di sentirvi dire “i vostri brani mi danno la carica”, “mi fanno passare la tristezza”, “mi danno forza” o comunque altre cose belle e positive. Che effetto vi fanno queste parole?

Sì, spesso ci dicono frasi del genere. E’ una sensazione bellissima perché ci fa capire che abbiamo fatto qualcosa di positivo, che viene apprezzato e che riesce a lasciare un segno nella vita delle persone. E’ come ricevere una pacca sulla spalla dal tuo migliore amico che nel frattempo ti dice “Grazie”. 

Hai mai sentito la necessità o la voglia di proporre un disco (o dei brani) da solista o sei appagata da quello che fai con i Folkstone?

Sono appagata da quello che faccio con i Folkstone. Mi sono sempre riuscita ad esprimere ed i miei compagni mi hanno sempre lasciato spazio, quindi non ho mai sentito la necessità di fare un disco da solista. 

C’è qualche rito scaramantico che fai prima di cominciare un concerto? Che so, bere? ;)

No, nessun rito scaramantico. Tuttavia prima di salire sul palco abbiamo da anni l’abitudine di radunarci tutti, mettere le mani al centro e dire tre parole  che abbiamo inventato anni fa. Un po’ tipo il “m***a, m***a, m***a” che si usa a teatro. Sul bere cerco di contenermi prima del concerto, meglio tenersi per il durante e il dopo!

Da diversi anni molte band, più o meno famose, scelgono di andare in tour suonando un intero album del loro passato per celebrare particolari ricorrenze. Potrebbero farlo un giorno anche i Folkstone?

Sì, lo abbiamo fatto lo scorso anno! A marzo/aprile 2018 abbiamo festeggiato i 10 anni dall’uscita di “Folkstone” suonando tutti i brani presenti sul disco. E’ stato divertente rispolverare brani ineseguiti da anni! 

Sappiamo che la risposta a questa domanda è sempre la stessa, ma c’è qualche brano di questo nuovo album che ti piace proprio tanto? Non puoi dire “mi piacciono tutti allo stesso modo” come fanno tutti!!!

Ecco volevo proprio dire quello! Beh posso dire che il singolo “Elicriso” è tra i miei preferiti. Anche il videoclip che abbiamo fatto, nato da un’idea del regista Luca Rapuzzi, esprime bene l’atmosfera ed i concetti espressi nella canzone. Sarà che il testo e la musica suggeriscono immagini, evocano molteplici sensazioni, mi donano vibrazioni positive insomma.  

Siete molto spesso in tour, l’uso dell’italiano vi limita le uscite estere o quando andate il pubblico non ci fa caso, come quando le folk metal band dal linguaggio improponibile (estone, faroese, ecc.) vengono a suonare in Italia?

Ci siamo sempre trovati benissimo anche all’estero. Il pubblico si fa trasportare dalla musica e non bada alle parole. L’italiano poi è comunque molto musicale, quindi penso aiuti nell’approccio con un orecchio straniero. Quante volte durante i concerti o ascoltando le prime volte un disco non si capisce nulla delle parole… però si segue la musica ed il gioco è fatto. Poi si va ad approfondire e si riesce ad apprezzare tutto, dalla musica alle parole e si ha la “visione” completa. 

Ok, l’intervista è finita, è sempre un piacere ospitarti e ti ringraziamo per il tuo tempo. A te l’ultima parola per i saluti finali ai lettori!

Grazie a te che mi dedichi sempre uno spazio. Io e quella banda di disagiati dei Folkstone vi aspettiamo quest’estate… in giro per l’Italia a suon di rock’n’roll!

Sito ufficiale: www.folkstone.it
Facebook: https://it-it.facebook.com/folkstone
Etichetta Folkstone Records

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