Nibiru (Ardat, L.C.Chertan)

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Se diffidate da stereotipi e compromessi, i Nibiru potrebbero essere la band che fa al caso vostro. Tra visioni ancestrali e rituali, li abbiamo raggiunti per parlare del loro ultimo album “Salbrox”.

Ciao ragazzi, benvenuti sul nostro sito! Volevo chiedervi una curiosità: “Salbrox” significa “zolfo” nel linguaggio enochiano, definito per antonomasia “Il linguaggio degli angeli”. Come si inserisce quest’ultimo disco nel vostro progetto?

Ardat: Nibiru è nato con l’idea e la volontà di liberare energie interiori assopite, dimenticate. Partendo da questo concetto, quale modo di esprimerci poteva realmente essere coerente e racchiudere il sepolto ancestrale se non un linguaggio rituale, evocativo, destabilizzante all’ascolto, angosciante e oppressivo che amalgama perfettamente i nostri rituali e le nostre evocazioni in forma di musica, inequivocabilmente volte alla Goetia e al sistema magico di Aleister Crowley piuttosto che a banali icone modaiole che non ci appartengono per ciò che concerne il nostro percorso .

Il vostro sound abbraccia diverse sonorità ed esperienze di non sempre diretta codificazione, pensate che la registrazione live completi ed equilibri in questo senso l’album?

Ardat: Assolutamente, abbiamo sempre registrato live, riteniamo che sia imprescindibile per Nibiru un approccio di questo tipo. Solo in quel contesto si può realmente creare il rituale senza sovrastrutture e calcoli e con una buona dose di improvvisazione, vero percorso evocativo energetico.

L.C.Chertan: Il registrare tutti insieme live in studio è fondamentale per creare e liberare l’energia che si crea quando suoniamo, senza mediazioni, sovraincisioni ecc. E’ importante il cercare di lavorare il meno possibile la materia proprio per lasciarla intatta nella sua forma più diretta e primitiva. Le registrazioni multitraccia non sono per niente adatte ad un progetto come Nibiru, che esige spontaneità, libertà e catarsi totale sia in fase compositiva che in registrazione.

“Salbrox” esplora esperienze ancestrali, psichedeliche, rituali anche contrastanti. Quali tematiche avete voluto approfondire nello specifico rispetto anche ai vostri lavori precedenti?

Ardat: “Salbrox” è un concept e come tale deve essere ascoltato (preferibile a tal proposito la versione CD). Tutti i nostri lavori sono collegati, seguono un percorso di consapevolezza del proprio stato del proprio essere, la volontà di riappropriarsi del proprio IO, non inteso come percorso illuminante nella pace interiore, anzi, l’esatto contrario, rendersi conto di tutto il peggio che percorre la nostra anima senza ipocriti perbenismi, siamo tutti persone schifosamente ipocrite con noi stessi.

Con quale finalità avete inserito sporadiche parti vocali oltretutto in italiano?

Ardat: Mi aiutano a essere più diretto nello sputare rabbia e sentenze al di fuori dei momenti più evocativi e rituali gestiti, come detto, con l’enochiano.
Sporadiche non direi, ripeto che “Salbrox” deve essere ascoltato senza interruzione per quello che è, un concept, e la “storia“ che racconta, parlo a livello di testi, è tutt’altro che effimera.

L.C.Chertan: Sicuramente l’italiano permette di esprimersi al meglio senza dover ricorrere alla traduzione in inglese con il conseguente problema di perdere sfumature importanti nei concetti che si vogliono esprimere. Non credo che le parti da te citate siano sporadiche, ma semplicemente è la quantità necessaria di parole che servono in parti precise del concept per enfatizzare o descrivere quei determinati momenti.

Come descrivereste il video realizzato recentemente del brano “Exarp”?

L.C.Chertan: Quel video è un continuo flusso di visual psichedelici, che rimandano al nostro lato appunto psichedelico e visionario. E’ come se fosse l’inizio del viaggio, l’entrata nella dimensione “Salbrox”. Il prossimo video, che uscirà a breve, sarà la logica continuazione di questo viaggio con immagini molto forti, claustrofobiche e disturbanti.

A vostro avviso come si inserisce una band innovativa come la vostra in un panorama musicale spesso fossilizzato in strutture ormai consolidate?

Ardat: non si inserisce, rimane apprezzata da chi sa ascoltare, vivere la particolarità che sempre ci è stata riconosciuta.
“Strutture ormai consolidate”, dici bene, pochi sanno mettere in gioco la propria mente, non lo fanno in nessun contesto della propria vita, figurati in qualcosa che porterebbe, comunque, a una destabilizzazione del proprio essere, della propria interiorità. Nibiru è e continuerà a essere, per noi tre per primi, il momento della realizzazione di stati di coscienza alternativi. Se ciò sarà troppo complicato da gestire per alcuni non sarà un problema nostro.

L.C.Chertan: Concordo con Ardat, non si inserisce. Si parla di musica estrema, di tematiche estreme ecc., ma quello che vedo io sono solo mille clichè di bassa qualità che non portano a nulla. Chiediamoci perché all’interno della cosiddetta scena musicale “estrema” ormai trovi hipster e personaggi che in teoria non hanno nulla a che fare con tutto questo. Perché è tutto un prodotto pronto e confezionato per avere la parvenza di estremo o underground, ma che in realtà è musica che ormai è socialmente accettata e non destabilizza più niente e nessuno. Musica di plastica con tematiche di plastica fatta per persone di plastica. Noi siamo fieri di non appartenere a tutto questo. Noi non facciamo finta, siamo veri in tutto ciò che diciamo e facciamo, il resto sono cazzate da bar che non ci riguardano.

Per quanto riguarda l’attività dal vivo, quali sono i vostri prossimi appuntamenti? Che cosa dobbiamo aspettarci da un vostro live set?

Ardat: Al momento non abbiamo live in programma, chi ci ascolta live vive la vera essenza di Nibiru, dove nessuno di noi esiste più per ciò che è nella vita di ogni giorno, dove l’ascoltatore viene trasportato in un vortice violento, destabilizzante, illogico.

L.C.Chertan: Come ha detto Ardat al momento l’attività live è ferma, ma contiamo nel prossimo anno di tornare sui palchi. Il nostro live è un rituale dove il pubblico viene coinvolto e travolto da un magma di energia/suono che non lascia scampo e che annulla ogni aspetto cosciente della persona per esaltare la parte sensoriale e indurti in trance, noi compresi.

Ultima domanda: che cosa rappresenta per i Nibiru un “confuso lascito”? (Trattasi di uno stralcio all’interno del brano “Exarp”).

Ardat: fine a sè stesso non significa nulla, la frase da te indicata è parte di un lungo percorso interiore, non può essere scissa dal tutto … impossibile.

Link:
Pagina Facebook: www.facebook.com/nibiruritual/
Etichetta Ritual Productions: www.ritualproductions.net

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