Trauma

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Quello dei californiani Trauma non è certo un nome nuovo: gli appassionati di lunga data così come i giovani lettori più attenti sanno bene che nella band di San Francisco ha militato Cliff Burton prima di approdare nei Metallica. Sarebbe decisamente un’ingiustizia ricordare i Trauma solo per questo, dato che i Nostri hanno saputo realizzare, al netto di una lunga pausa interrotta nel 2013, tre full length molto validi! L’ultimo arrivato si intitola “As The World Dies” ed è uscito da qualche mese, fornendoci l’occasione per una breve intervista con la band!

Ciao ragazzi!! E’ un onore ospitarvi sulle nostre pagine!!! Innanzitutto vorrei chiedervi come state e vorrei che vi presentaste ai lettori!

Ciao Gianluca e grazie per l’ospitalità! Noi stiamo tutti bene! I Trauma sono Donny Hillier alla voce, Kris Gustofson alla batteria, Steve Robello alla chitarra, Greg Christian al basso e Joe Fraulob all’altra chitarra. Siamo onorati di fare questa intervista!!

A febbraio 2019 avete pubblicato ufficialmente il vostro nuovo album “As The World Dies” con Pure Steel Records. A distanza di qualche mese, quali responsi avete raccolto da fans e critica?

Responsi molto positivi: abbiamo visto molte grandi recensioni da tutto il mondo di “As The World Dies”. Sembra che a molte persone nel mondo del metal l’album sia davvero piaciuto e questo non può che farci piacere!

Come ho scritto nella mia recensione ritengo che, rispetto a “Rapture And Wrath”, le sonorità di “As The World Dies” siano più ruvide e robuste, le atmosfere più oscure ed i rimandi alla NWOBHM ed al metallo degli eighties sono sempre presenti ma meno evidenti. “As The World Dies” suona più al passo con i tempi e carico di un certo groove, alimentato da un chitarrismo dal sapore più attuale. Era questo il vostro obiettivo, ovvero guardare avanti senza scordare le vostre origini?

Sì. “Rapture And Wrath” è un album diverso da questo. Volevamo tornare alla formazione con due chitarre e poi creare canzoni un po’ più complesse ma senza andare troppo oltre, senza esagerare, e possiamo dirvi che il prossimo album sarà molto interessante! Con“As The World Dies” abbiamo voluto creare un album più orientato alle radici rispetto al precedente, l’idea era di avere un approccio diverso ma che fosse anche molto vicino a ciò che poteva realizzare la nuova line-up.

Quale messaggio volete trasmettere con un titolo come “As The World Dies”? Penso che titolo del disco, copertina e testi siano connessi, giusto?

Abbiamo dedicato molto tempo alla creazione di questo album, non solo le canzoni ma l’intero concept per come lo intendevamo. È tutta una questione di punti di vista: tutti nella band abbiamo viaggiato vedendo molti luoghi e dalla nostra prospettiva abbiamo visto e vediamo i grossi danni causati dai governi e dalle grandi aziende. Questo è il tema di “As The World Dies”. Tutti noi dobbiamo sperare che molte cose in questo mondo possano migliorare: meglio essere ottimisti!!

Per “As The World Dies”, la band conta su una line-up di prim’ordine: musicisti come Joe Fraulob e Greg Christian non hanno bisogno di presentazioni. Come si sono avvicinati alla band? Hanno contribuito anche loro alla stesura dei brani?

Sì, Steve sapeva che Joe era libero proprio mentre stavamo valutando un altro chitarrista. Joe è venuto da noi, ha suonato ed è andata molto bene. Poi abbiamo scoperto, attraverso il nostro manager, che Greg Christian avrebbe potuto essere interessato, così lo abbiamo contattato e lui è venuto a suonare: questo è ciò che è successo.
Sia Joe che Greg hanno contribuito in modo importante alla selezione del materiale che è finito nell’album, cosa che abbiamo fatto tutti. Inoltre, Joe è davvero un grande produttore, ha il suo studio personale ed è lui che ha prodotto l’album.

Quanto tempo avete impiegato per scrivere i nuovi brani? Dove e come si sono svolte le varie fasi di lavorazione di “As The World Dies”?

Il processo ha richiesto diversi mesi di lavoro prima di essere completato. Viviamo tutti a 2-3 ore di distanza l’uno dall’altro. Ci mandavamo le canzoni per poi ritrovarci, suonarle insieme e lavorarle finché il risultato non fosse di nostro gradimento. Dopo questo processo, siamo passati alla pre-produzione registrando le tracce e ci siamo presi un po’ di tempo per ascoltarle: quando ci siamo sentiti a nostro agio con le canzoni siamo andati a registrarle. È un lungo processo.. e per “Rapture And Wrath” è stato più o meno lo stesso.

Quali sono i progetti futuri per promuovere il nuovo album? Vi vedremo suonare dal vivo in Europa?

Abbiamo molte cose in cantiere al momento: nel prossimo futuro faremo alcuni annunci, per cui seguiteci! E sì, vogliamo fare un tour in Europa!

E per quanto riguarda nuova musica? “As The World Dies” è uscito da non molto, ma siete già la lavoro sul suo successore?

Abbiamo alcune idee in mente, e ci sono diverse tracce che sono vicine all’essere chiuse: presto dovremmo avere qualcosa di nuovo!
Non è ancora il caso di approfondire, ma c’è una nuova musica su cui si sta lentamente lavorando.

Diamo uno sguardo al passato. La band nasce nei primi anni ’80: volete raccontarci la storia dei Trauma?

Staremmo qui per un bel po’ se scavassimo davvero a fondo nella storia della band!! I Trauma si sono formati molti anni fa nella zona della baia di San Francisco e questo avvenne durante un periodo in cui la scena musicale era fiorente. La band aveva registrato molti brani e si era assicurata un contratto con Shrapnel Records: arrivammo così a registrare “Scratch And Scream”. Dopodichè i Trauma riuscire a suonare molti concerti finché i membri della band non decisero di andare ognuno per la propria strada. Nel periodo prima dello scioglimento, la band suonò in molti luoghi importanti come The Stone e The Old Waldorf, ma furono davvero tantissimi, troppi per elencarli. I Trauma suonarono con molti gruppi in quegli anni!

Quali ricordi conservate della Bay Area di quel periodo?

Era il momento migliore per essere un musicista perché se eri abbastanza bravo ed avevi un tuo sound potevi ottenere un contratto discografico per un sacco di soldi, andare in tour e così via.. Non come ora. Il grande business del disco è finito.. ora passa tutto attraverso i social media.
A quei tempi dovevi andare in giro e suonare, farti il culo per farti conoscere, cosa che noi abbiamo fatto e che tutti facevano all’epoca! Gli anni ’80 sono stati un grande momento per fare musica: oggi si muove ancora qualcosa, tuttavia nulla che sia paragonabile a quei giorni. C’era musica a tutto volume 7 notti a settimana e, nella Bay Area, si poteva andare a veder suonare Metallica, Slayer, Laaz Rockit, Exodus, Testament ed una tonnellata di altri gruppi. È stato un periodo fantastico!!

Il vostro debut album “Scratch And Scream” è considerato, dagli appassionati come me, un piccolo gioiello. Come descrivereste “Scratch And Scream” ad un giovane che non lo ha mai ascoltato?

Grazie per le belle parole!!! “Scratch And Scream” è stato un grande disco! Se dovessi descriverlo a qualcuno che non l’ha mai ascoltato prima direi che “Scratch And Scream” contiene classico metal britannico: è stato registrato con registratori a nastro da 2″ in una stanza enorme nella California del Nord. Il materiale di quel disco è stato lavorato per molto, molto tempo. Se siete fan del metal classico il disco potrebbe piacervi!

Poi la band si è sciolta. Una lunga pausa e, nel 2013, siete tornati in pista! Che cosa vi ha dato la spinta per rimettere insieme la band?

Shrapnel Records voleva realizzare una ristampa di “Scratch And Scream”, così Mike Varney ci chiese se c’era la possibilità che potessimo mettere insieme una live band per andare a suonare qualche concerto dal vivo. È così che è ricominciato tutto.

Nel 2015 esce il comeback album “Rapture And Wrath” ed io lo recensii come un buon disco: voi che ne pensate di quell’album? Come lo descrivereste a chi non lo ha mai ascoltato?

Ancora grazie per le tue parole.. a mio parere era un buon album. E’ servito allo scopo, è stato come un indicatore della direzione musicale che avrebbe dovuto prendere il nuovo album. Per quanto riguarda quello che potrei dire su “Rapture And Wrath” a qualcuno che non l’ha mai sentito prima.. beh, ascoltalo e vedi se ti piace!?

Ultima domanda: qual è la situazione per l’heavy metal in America? C’è interesse per i Trauma da parte dei fans della vostra nazione?

Attualmente la musica Heavy Metal negli Stati Uniti sta attraversando un periodo duro… Siamo la terra di mega pop star e quindi… Ci sono sacche di affezionati qua e là, ma non è niente rispetto a quello che c’era in altri tempi. In tutto il Paese hanno chiuso i battenti tonnellate di posti per suonare. Fuori dal nostro Paese la situazione è migliore, ma devo dire che abbiamo suonato in giro negli Stati Uniti ed è andata bene. In questi tempi il miglior consiglio o commento che possiamo dare è quello di avere basse aspettative così che, quando accade qualcosa di veramente buono, si possa essere entusiasti.

Ok ragazzi, siamo arrivati alla fine della nostra breve intervista. Come di consueto, le ultime parole sono vostre, chiudete come meglio credete e da parte mia vi ringrazio di cuore per la disponibilità!

Grazie mille per il vostro interesse nei confronti dei TRAUMA! Siamo impegnati nel creare molta musica e speriamo di vedere le persone che ci supportano dai palchi in giro per il mondo molto presto. Siamo molto ansiosi di poter suonare ovunque ne avremo la possibilità e non vediamo l’ora di parlare e stringere la mano a tutti i fan che amano la band!! Grazie per le vostre domande e a presto.. Best wishes to everyone!!

Facebook: www.facebook.com/TraumaThrash
Etichetta Pure Steel Records – www.puresteel-records.com

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