Equilibrium (Renè)

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EQUILIBRIUM – OUT FROM THE DARK

Sdoganato il cambio di direzione degli Equilibrium nati come band pagan metal, ci troviamo oggi di fronte ad un genere più oscuro e più pesante. Con “Renegades” arriva il riscatto della band di Starnberg, pronta ad offrire qualcosa di più originale, diverso e ardimentoso. La formazione appena rinnovata viene presentata dal master mind Renè, virtuoso della chitarra e quasi unico compositore del combo bavarese. Tutti i dettagli in questa intervista telefonica avvenuta qualche mese fa.

Abbiamo due nuovi membri in formazione. Skar e Skadi rispettivamente al basso e tastiere. Ce li puoi presentare?

Abbiamo Skadi che è sempre stata dietro alle quinte nella nostra band occupandosi di design e artwork, così come di qualche idea ed influenza per la nostra musica. A piccoli passi abbiamo deciso di integrarla nella band. Per Skar al basso invece ci siamo affidati a Youtube e dopo aver ascoltato le sue doti abbiamo deciso di integrarlo come membro ufficiale del gruppo.

Avete iniziato nel 2001. Tuttavia la line-up si è piano piano rinnovata completamente e sei rimasto l’unico membro ufficiale della prima formazione. Possiamo parlare ancora di band vera e propria o pensi si tratti ormai di un tuo progetto?

Diciamo che scrivo io tutta la musica e a volte Robse si occupa di alcuni testi, ma negli ultimi dischi direi che ho fatto tutto io. A volte Skadi mi aiuta nelle influenze musicali e in qualche testo. Ma ognuno suona la sua parte per cui direi che sono il direttore musicale, ma non la definirei una one man band.

Molte persone conoscono gli Equilibrium come band folk ma il nuovo sound è completamente diverso. Cosa vi ha portati a questa evoluzione?

Per me è stato un cambio del tutto naturale. Abbiamo iniziato come band pagan folk, ma solo all’inizio. Poi abbiamo tentato con musica più sperimentale e con “Armageddon” siamo passati a musica più pesante ed in inglese. Questo è stato il passo successivo. C’è ancora della melodia folk, ma con un’interpretazione totalmente diversa e ho provato a fare cose diverse in ogni disco, muovermi in nuove direzioni mi è venuto spontaneo.

Come hanno reagito i fan al vostro cambiamento da folk a questa versione molto più oscura della band?

Al momento non saprei dirti su questo ultimo disco, ma nel passato ad alcuni è piaciuta, altri non hanno digerito il passaggio. Da una parte abbiamo tanti che chiedono un ritorno alle origini, dall’altra molti nuovi fan contenti dell’evoluzione. Tuttavia scrivo musica per mio piacere come è giusto che faccia un artista. Lo facciamo per noi stessi e siamo molto seri da questo punto di vista. Non è una questione economica, ma arte vera e propria. E nel nuovo disco sarà la stessa cosa, ci saranno nuovi fan che apprezzeranno.

Abbiamo un nuovo disco dal titolo “Renegades”, questa volta completamente scritto in inglese. Come mai questa scelta?

Ci sono due motivi: abbiamo solo un brano in tedesco, mentre per le altre abbiamo scelto l’inglese. I nuovi brani si prestavano di più per la lingua inglese, a parte quella in tedesco naturalmente. L’altra ragione è naturale, far capire i testi a più persone possibili, che altrimenti avrebbero solo potuto ascoltare la musica. Vogliamo essere semplicemente più comprensibili.

Quindi anche i testi sono cambiati? Di cosa ti piace parlare oggi a differenza del passato?

Beh, in passato si parlava più di fantasy, mitologia, cose meno reali, al contrario di oggi dove affrontiamo tematiche più personali, ricordi, paure, verità e anche connessioni al pianeta. Ho voglia di parlare di cose reali e meno finte. Siamo cresciuti e abbiamo diverse priorità espressive mentali.

Cosa puoi dirmi della copertina quindi? E’ ancora opera di Skadi? Cosa rappresenta?

Sì, anche in questo caso è stata lei ad occuparsi dell’artwork. Così come la musica è più pesante, anche nella copertina abbiamo voluto dare una direzione più oscura e pesante. Abbiamo un’immagine ben bilanciata curata da molti significati profondi. Difficile definire tutti i dettagli, alcune cose le vogliamo lasciare intendere a chi guarda ed esplora la nostra arte e la nostra musica.

Ci sono due particolari collaborazioni in “Renegades”. Butcher Sisters in “Path Of Destiny” e Julie Elven in “Hype Train”. Essendo artisti tedeschi non ne sappiamo molto. Puoi dirci qualcosa di più?

Avevamo espresso il desiderio tempo fa di aggiungere qualcosa di rap e quindi abbiamo trovato su Facebook i Butcher Sisters e abbiamo pensato di inserire su “Path Of Destiny” qualcosa di totalmente diverso dal nostro genere. Avendo già esperienze con la musica metal ed essendo anche nostri fan è stato facile. Hanno scritto e registrato in fretta la loro parte e abbiamo avuto subito elementi con cui lavorare al pezzo. Con Julie Elven eravamo alla fine delle registrazioni, ma volevamo ancora aggiungere qualcosa e volevamo una voce finlandese. Molti si sono proposti, ma alla fine la nostra intuizione ci ha portato a lei. Julie registra tracce per giochi di computer e film ed è stata una bella combinazione per noi ed una buona occasione per lei confrontarsi con una band metal.

Avete un tour con molte date per questa estate a partire dall’Italia e il festival Alpen Flair… ma vedo già delle date per gennaio. Vi rivedremo come headliner in Italia?

Non ricordo bene tutti i progetti per le date future, ma sicuramente partiremo a Gennaio per il tour di supporto al disco e capiteremo anche in Italia. Forse Roma? Milano? Per ora in estate proporremo solo uno o due pezzi, al massimo tre dal nuovo disco, ma il vero pacchetto sarà previsto per il tour del prossimo anno.

Quali altre band pensi possono essere considerate simili al vostro genere musicale?

Faccio fatica a dirtelo. Nel processo di composizione del disco non ho ascoltato molte altre band metal, proprio per non farmi influenzare. All’inizio ti avrei detto semplicemente qualunque altra band pagan metal, ma ora abbiamo il nostro stile ed è molto più difficile accostare un gruppo a quello che suoniamo.

Con quali band ti piacerebbe dividere il palco in futuro?

Non saprei. Magari i Coldplay? Qualcosa non di metal? Non mi focalizzo più sul genere come quando avevo 18 anni. Mi piace ascoltare musica minimalista, elettronica… sono aperto a tutto e questo mi aiuta ad un processo più interessante di composizione.

Le ultime parole sono le tue…

Thanks Italy. Grazie del supporto. Per noi è sempre un piacere  venire a suonare in Italia e non solo per il cibo e le persone, ma apprezziamo davvero la vostra cultura e la vostra energia. Presto torneremo per qualche show e ci divertiremo assieme.

Links:
www.equilibrium-metal.net
www.facebook.com/equilibrium
www.nuclearblast.de/equilibrium

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