09/11/2019 : Opeth (Milano)

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09/11/2019 : Opeth (Alcatraz, MI)

Ogni anno ognuno di noi, indirettamente o meno, elegge il proprio concerto preferito, quell’evento che lo  coinvolge così profondamente da rimanere impresso a lungo nei propri ricordi. Nel 2019 personalmente rimarranno indelebili le emozioni suscitate dall’assistere al concerto degli Opeth lo scorso 9 novembre all’ Alcatraz di Milano. Fortuna ha voluto il passaggio degli svedesi in un caldo weekend invernale e in orario accessibile, così questi aspetti hanno creato i presupposti per una serata quasi perfetta.

Location al culmine della capienza e un pubblico caloroso hanno accolto alle 18:45, orario di inizio, la band di apertura The Vintage Caravan. Sappiate ragazzi che attualmente il rock’n roll parla islandese: dopo aver calcato i palchi dei più importanti festival europei, il trio di Álftanes ha scaldato il locale milanese con i brani dell’ ultimo album “Gateways” e qualche classico del passato. Melodie blues e progressive, intrecciate ad un’esibizione carica di energia e coinvolgimento da parte di questi giovani musicisti, hanno convinto tutti i presenti compresi coloro che non conoscevano questa promettente band. Inoltre azzeccatissima la scelta come affinità stilistica di questi ultimi come band di apertura degli Opeth.

Setlist:

  1. Reflections
  2. Crazy Horses
  3. Set Your Sights
  4. Innerverse
  5. Babylon
  6. Expand Your Mind
  7. On The Run
  8. Midnight Meditation

Breve cambio palco e sull’Alcatraz cade un’atmosfera intensa e magica come il cielo stellato che anticipa le note di “Svekets Prins” dall’ultimo album “In Cauda Venenum” e dal maxischermo si susseguono immagini della band, elementi della natura e icone legate alla loro discografia ad introdurre ed accompagnare le canzoni. Gli Opeth si confermano sempre paladini di tecnica ma anche di eleganza mescolando gli elementi death del passato alla rinnovata identità progressive e ai lunghi intermezzi melodici. Il pubblico a stento riesce a controllare l’entusiasmo con continui applausi e cori da stadio verso il proprio idolo Mikael, un coinvolgimento al quale Åkerfeldt ha risposto con battute saccenti ma cariche di riconoscenza. Nota dolente invece tutta questa carica del pubblico che risultava un po’ invadente durante i momenti d’atmosfera al punto che qualcuno tra i presenti ha preteso giustamente il silenzio.
Non sono solita controllare preventivamente le scalette quindi sono rimasta piacevolmente colpita dalla presentazione dei nuovi brani nella main version in svedese per poi passare alle perle del passato: “The Leper Affinity”, “Harlequin/Forest”, “Moon Above, Sun Below” e “Hope Leaves” – quest’ ultima incentrata sull’esteso assolo di Fredrik Åkesson – la rivalutata “Sorceress” e il final classic “Deliverance” “suonata per la centunesima volta”- come ha detto scherzosamente Åkerfeldt. Nonostante la setlist convincente ognuno di noi tra i presenti avrebbe voluto ascoltare ulteriori brani ma dopo due ore di spettacolo è giunto il momento di congedarci dagli svedesi con l’auspicio di rivederli presto nel nostro Paese: io non me li lascerò più sfuggire.

Setlist:

Tape: Livets Trädgård

  1. Svekets Prins
  2. The Leper Affinity
  3. Hjärtat Vet Vad Handen Gör
  4. Reverie/Harlequin Forest
  5. Nepenthe
  6. Moon Above, Sun Below
  7. Hope Leaves
  8. The Lotus Eater
  9. Alting Tar Slut

Encore:

  1. Sorceress
  2. Deliverance

The Vintage Caravan:

Opeth:

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