Gunjack – (Mr Messerschmitt)

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Scopriamo casualmente questo trio milanese dal nome Gunjack e la sua attitudine heavy metal assemblata ad una voce che non può che ricordare Lemmy Kilmister. Il tutto ci ha incuriosito ed abbiamo intercettato il vocalist Mr Messerschmitt per capire cosa ci sia dietro questa band fresca di release, recentemente recensita qui.

Ciao ragazzi. Chi o cosa è Gunjack e come nasce, come entità e come progetto?

Ciao Ivan! Allora Gunjack è entrambe le cose. Nasce dalla voglia di tre rockers di riproporre metal, senza auto imposizioni sul genere, senza preconcetti e senza idee create a tavolino. Il rock’n roll più grezzo e spontaneo fa parte del nostro background e il piacere di riproporlo come ingrediente principale è stato determinante. Ma Gunjack è anche il protagonista della nostra piccola “saga”, colui che troverete sempre nei nostri album. Un po’ la mascotte (inquietante, ahahah!) della band.

Il richiamo vocale a Lemmy dei Motorhead è innegabile. Quando avete iniziato era nel progetto sin dall’inizio o è una cosa venuta spontanea?

Intanto grazie della domanda, perchè ci è stata rivolta spesso anche con toni accusatori ahahah! La verità è che è la mia vera voce. L’ho sempre avuta quando cantavo questo genere. La cosa addirittura mi portò a creare anche un altro progetto cover e l’amore per il combo inglese fece il resto. Quando decidemmo di creare i Gunjack non ci ponemmo nessun problema, per quanto sapevamo che saremmo risultati per certe caratteristiche molto più simili ad una band che ad altre.

Invece quali sono le vostre ispirazioni musicali che hanno aiutato a formare il sound dei Gunjack?

Come detto sopra i Motörhead primi fra tutti, ma anche Iron Maiden, Anthrax, Judas Priest… ovviamente parliamo di tutta la vecchia scuola con cui siamo cresciuti. Un’epoca in cui ci sono state band spettacolari e di diverso genere.

La vostra attitudine live è definita Drunk n roll… cosa succede dal vivo ad uno dei vostri concerti?

Ci piace pensare che non ci siano barriere o confini tra chi suona e chi ascolta… il live per noi è una festa, per cui cerchiamo di coinvolgere al massimo le persone che vengono a vederci. Magari brindando con loro con delle grosse birre in mano ahahah! Ma soprattutto il termine vuole sottolineare che per noi il palco non è una passerella di moda, ma un posto dove dar sfogo a tutta la nostra energia e passione. E lo sai… con qualche birra fresca il tutto è ancora più piacevole!

Come ritenete la scena metal italiana, in particolar modo quella localizzata tra Milano e Lombardia, per restare a livello locale?

Crediamo ci siano molte band, molti progetti validi ed interessanti… ma forse per colpa del poco ricambio generazionale, ci sono poche persone che vivono la scena live underground. Le idee non mancano, nonostante oggi sia difficile inventare qualcosa di nuovo e forse alle volte il volerlo fare a tutti i costi può allontanarti dall’obiettivo principale, il divertimento e il “sentire” col cuore. Detto questo ci sono molte band che si fanno un mazzo non indifferente per portare la propria musica ovunque. Ma spesso il riscontro è molto deludente. Comunque non molliamo… e andiamo avanti come treni!

I titoli dei vostri brani sono curiosi, di cosa si parla dunque nei vostri testi?

I nostri testi parlano un po’ di problematiche e temi vari. Sicuramente non siamo per il “politically correct”. Farlo nella musica e specialmente nel metal credo sia sbagliato. In “The Cult Of Triblade” si passa da tematiche inerenti alla guerra, alla religione, a problemi sociopolitici e abbiamo toccato anche il tema del nucleare con “Fukushima”. Per finire ci piace parlare anche di alieni, che tra l’altro avevamo già inserito in “Totally Insane”, il nostro debut album.

“The Cult Of Triblade” è il secondo capitolo di un concept, dunque ce ne puoi parlare, partendo dal precedente e primo capitolo?

Diciamo che da “Totally Insane” è nata la storia del Gunjack. Un essere (droide?) che in qualche modo sembra dar la caccia alla band. Forse per ordine di qualcuno, forse perchè loro non sono solo una band.
In “The Cult Of Triblade” si comincia a delineare che forse l’obiettivo è fermare questa “setta”, appunto il culto del triblade. Forse un gruppo di persone schierate contro dei poteri forti, contro un’organizzazione che come dei marionettisti decide le sorti del mondo. Ma per saperne di più dovrete seguirci in questa storia! Eheheh!

Dove potremo vedervi dal vivo prossimamente?

Per quanto riguarda i live stiamo aggiornando il calendario, ma per ora abbiamo due date certe.
11 Gennaio 2020 – AL TRANI PUB – Belgioioso (PV)
01 Febbraio  2020 – THE OLD JESSE – Saronno (VA)

Quali gruppi italiani ritieni i più interessanti ad oggi e con i quali vorreste dividere il palco? E quelli internazionali con cui vi piacerebbe condividere un tour?

Beh, sarebbe grandioso suonare insieme a Bulldozer, Node, Extrema, Rain e Tarchon Fist per esempio… Per quanto riguarda un ipotetico tour internazionale…dovremmo fare una lista lunga chilometri!!!

Last words.. volete ringraziare qualcuno per l’uscita di questo disco o dire qualcosa di cui non abbiamo parlato?

Vorremmo ringraziare tutti i nostri sostenitori, amici, gente che ci scrive facendoci i complimenti per il lavoro svolto. E’ estremamente appagante dopo tutta la fatica che ci vuole per creare un prodotto da zero. Bisogna crederci a prescindere da tutto, anche da chi gratuitamente forse un po’ per invidia o forse per partito preso, cerca di minimizzare il lavoro fatto. Ragazzi se  vi piace cosa state creando, sbattetevene il cazzo di tutti gli altri! Rock’n roll!!!
Grazie a te Ivan e ad Heavymetalwebzine per questa occasione!

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