Nightland

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Freschi di release con il nuovo disco Umbra Astra Luna, i pesaresi Nightland sbarcano in Olanda per la prima del nuovo album e noi abbiamo intercettato l’intera band al ritorno per sapere com’è andata. Naturalmente ne abbiamo approfittato anche per una chiacchierata completa e per parlare apertamente di come ci si è arrivati dalla provincia, a suonare all’estero. Noi di heavymetalwebzine crediamo molto nel metal italiano così come nel metal underground e lo spazio concesso a certe band che per noi valgono la pena è molto importante e speriamo che anche voi possiate condividere il nostro entusiasmo e sostenere un genere che ha ancora molto da dire…

Siete appena rientrati dalla release del disco in Olanda… com’è andata e perché l’Olanda?

E’ andata molto bene e siamo soddisfatti della release. Il disco è stato apprezzato molto. Abbiamo scelto questa location perché in Olanda abbiamo una solida fanbase. E’ una Nazione dove abbiamo suonato diverse volte anche nello stesso anno, sia per festival che concerti. Siamo stati contenti di partire da lì e di proporre il disco a chi ci conosce e i Paesi Bassi sono uno Stato che ci ha accolti e visto più volte. Inoltre è stata la nostra prima uscita all’estero in passato e siamo affezionati a quel contesto. 

Partiamo dal 2011 e da chi non vi conosce… Escono “Knights of the Dark Empire” e “In Solemn Rise”… il sound è ancora più folk che death metal… quali erano le vostre intenzioni e aspirazioni?

La fase precedente al 2011 è una fase che veniva dal power metal mentre dal primo EP abbiamo iniziato con lo stile growl. I nostri ascolti provenivano dal power e si sono spostati verso il death e il folk su gruppi come Ensiferum e Children of Bodom. Ci piaceva combinare una musica melodica con cantato scream e growl in una combinazione diversa. Dimmu Borgir. La musica era sicuramente nostra ed originale anche se al tempo avevamo anche le tastiere! Poi abbiamo preso strade diverse con il tastierista e abbiamo scelto di proseguire sulla strada che ci ha portato fino ad oggi!

Obsession è il vostro primo lavoro e ha già goduto di un discreto successo facendo girare il vostro nome. Come si sono mosse le cose?

Stavamo collaborando con Rockshots che all’epoca era un’agenzia, non un etichetta. Ci hanno aiutato a trovare date, pubblicità, promozione nonché ad ottenere molte recensioni ed interviste. Con “Obsession” abbiamo fatto anche date all’estero, il tour con i Fleshgod e si sono smosse un po’ di cose per riuscire a conquistare fan su vari territori; sono stati 2 anni intensi e sono serviti anche ad avere più esperienza!  Ci siamo già mossi al tempo dei demo! Dal 2017 abbiamo firmato con loro come etichetta in occasione del tour 2017 con i Fleshgod.

Oggi tornate con Umbra Astra Luna, senza etichetta e con un sound più cattivo. Come mai questa decisione e questa evoluzione?

Ci siamo messi dei paletti viste le esperienze passate. Abbiamo deciso di puntare alto ad etichette per cui valeva la pena o di tentare di andare avanti per i fatti nostri nonostante avessimo lavorato bene con Rockshots. Molte proposte negli anni lasciavano a desiderare. Il punto a nostro sfavore e che stiamo affrontando è l’uscita del disco senza un servizio stampa e abbiamo bisogno di capire le dinamiche per muoversi e cercare contatti; per fare tutto questo si perde molto tempo. Abbiamo altri lavori e siamo arrivati con l’acqua alla gola con la release per cui ancora non abbiamo molte recensioni. Ci siamo un po’ tagliati le gambe da soli, ma è una scelta nostra e sopravviveremo.

Sbaglio se vi accosto a gruppi come Fleshgod Apocalypse e Dimmu Borgir?

Come batterista ti dico magari!!!! E’ una cosa che è spesso venuta fuori anche se a dirla tutta non è mai così forte come in Italia. La percezione dell’accostamento ai Fleshgod è una sorta di orgoglio italiano. Quando ci sono elementi di richiamo come orchestra e death metal si pensa subito alla bandiera. All’estero con recensioni e interviste viene fuori più raramente. Non si sente così tanto come qui in Italia. Invece mi trovi d’accordo con l’accostamento ai Dimmu chse forse sono più d’ispirazione. Una delle mie band preferite assieme ai Rhapsody. Come accostamenti ci hanno fatto anche i Dark Lunacy. Lo prendo comunque come un complimento nonostante il nostro cantato sia più black, abbiamo velocità diverse e abbiamo puntato tanto sul groove! All’estero uno degli accostamenti è stato ai Dark funeral forse anche per l’impatto che ha avuto la nostra immagine.

Avete una formazione piuttosto stabile direi. Quanto è importante per la band? Siete amici anche nella vita?

Abbiamo iniziato prima del 2007, Scrima è entrato nel 2008, Cicoria nel 2012 e Paolini nel 2013. Nel 2017 poi c’è stato lo switch tra chitarra e basso avvenuto per caso, per un esperimento in seguito ad un video di Brendan che suonava la chitarra in un pezzo dei Kreator; Su “Astralize” abbiamo cambiato quasi per gioco, ma poi siamo andati avanti in questa formazione e questo ci è tornato comodo per la parte tecnica curata proprio dallo stesso Brendan nel suo studio di registrazioni a Fano! Per qualcosa di più grosso ci appoggiamo poi ad altri studio locali. Il disco invece è stato mixato e masterizzato presso i Domination studio di Mularoni (DGM). Nella vista siamo amici anche se la pizza Rossini ci divide dato che siamo 2 pesaresi, 1 fanese ed un riminese. (per chi non lo sapesse la pizza Rossini è una pizza molto celebre a Pesaro, farcita con uovo e mayonese, una vera leccornia per i residenti, e molto spesso una blasfemia per i forestieri nda). Ci siamo conosciuti anche prima della band tranne che con Cico che è diventato dei nostri in seguito alla nostra spasmodica ricerca di un batterista (Cicoria Filippo è il riminese della band nda)!

Qual è il contributo di ognuno di voi e quanto riuscite a far collimare le vostre influenze e idee nella band?

Le composizioni sono tutte di Ludovico almeno per quanto riguarda la parte organica. E’ lui che immagina già come dovrà suonare il tutto. Poi vengono proposti più brani alla band e viene fuori il confronto per capire cosa può funzionare e cosa si può fare per avere il sound che ci interessa. Il contributo maggiore è limitato al batterista che giustamente ha più relazione con i filler del drumming e valuta cosa poter aggiungere lavorando in modo personale sulle principali linee guida. E’ bello che abbia la sua dimensione. Bisogna naturalmente provare assieme per vedere come suonerà il tutto. L’idea in principio sarebbe stata far suonare i Rhapsody come i Dimmu Borgir, ma ora le cose sono cambiate…

Ludovico suoni anche con i The Modern Age Slavery… come riesci a conciliare le due band e che relazione c’è tar le due entità?

Le due band sono molto amiche e il nostro primo concerto a Bologna è stato tramite per il mio ingresso nei Modern… Mi è sempre andata molto bene perché negli ultimi 2 anni non abbiamo suonato con i Nightland e sul fronte live non abbiamo avuto problemi. A livello di tempo i Modern suonano molto e chiedono un certo impegno. Per il lavoro in studio invece è molto più tranquillo e sono al 90% sui Nightland! Sono stato rimpiazzato anche momentaneamente in fase live. In genere abbiamo un periodo di prove molto intensivo prima delle date del tour! Con i Modern dato che sono di Reggio Emilia la gestiamo a distanza.

Torniamo al vostro ultimo album… Come mai questo titolo?

Questo titolo perché sono “Umbra Astra e Luna” i 3 protagonisti del concept del disco. Umbra è il contesto in cui vivono i 2 personaggi ovvero le stelle e la luna! Tutto l’album è una storia che si ambienta in questa ombra cosmica dove il protagonista principale è la luce ovvero Astra, le stelle.. si tratta di una grande allegoria dell’aspetto dell’umanità dell’uomo più egocentrico ed egoista, con manie di protagonismo, onnipotente… un uomo fatto Dio.. durante il disco questa luce che domina sull’ombra andrà ad incontrare la propria debolezza, la luna, parte mortale trovando la sua umanità e debolezza e mette a nudo i suoi lati più fragili. Grazie a questo vince i propri demoni interiori e la parte di sé che è più egoista; crea sofferenza riscoprendosi più umano. L’ombra è il contesto, l’ambiente oscuro che trova la propria umanità grazie all’amore, la luna!

C’è un’importante collaborazione con Elektra Amber su due tracce. Poi abbiamo Lorenzo Dachille e Irene Piazzai per un’incisione di violoncello e arpa. Come nascono queste cose estemporanee?

Lorenzo ed Irene in realtà compaiono solo come attori nel video, non suonano fisicamente nel disco, ma abbiamo pensato a posteriori di rendere visiva la parte virtuale! Dal vivo viene gestita con le basi naturalmente, mentre su disco sono virtual instrument al pc, come l’arrangiamento orchestrale. Tutto viene sviluppato tramite librerie di suoni e campionamenti orchestrali. Le parti potrebbero essere suonate da un’orchestra vera e propria. Elektra è conosciuta come artista solista attiva sui social ed è una cantante della zona di Ancona. La conosciamo da tanti anni per un progetto acustico che non è mai partito; ha un suo percorso artistico ed ha iniziato ad interfacciarsi più recentemente con il growl! E’ una bella collaborazione e ha soddisfatto le nostre esigenze di fare delle modifiche alla parte vocale pensando proprio ad una voce femminile per dei filler. Ci ha aiutato anche in fase compositiva in “One Million Suns”. La voce pulita, il cantato melodico era quello che volevamo aggiungere al disco e non abbiamo voluto concepirla in maniera più completa ed in growl. Stiamo pensando di come implementarla nel prossimo lavoro, ma dobbiamo trattare la sua presenza e capire come includerla senza ricadere sul banale. In Olanda è pieno di gruppi con la vocalist femminile. Noi abbiamo fatto in modo di poterla proporre in un modo naturale, organico e vogliamo pensare al suo futuro in modo che non sia troppo simile a ciò che ora va un po’ di moda.

Ormai la differenza tra Italia ed estero per il metal non è più una novità, voi come siete visti?

Il discorso è delicato. Si dice spesso che all’estero le cose vadano meglio anche se non è proprio così. Spesso in Italia non sanno quanto non vali perché chi ti conosce da troppo tempo non ti prenderà mai sul serio. Se non diventi famoso subito, non sei recepito. Magari ti hanno visto agli albori e non viene percepita la maturità.. all’estero invece c’è più fiducia soprattutto se ti conoscono da un certo punto della carriera. Dopo il release party in Olanda, vorremo fare qualcosa di più anche in Italia. Dove abbiamo suonato in tour in Europa abbiamo dei fan leali e che ci seguono, ma non riusciamo a tornare autonomamente in quei posti. Olanda e Inghilterra sono i nostri territori fertili. Ci è capitato chi ci ha chiesto soldi in italia per lucrare su una situazione in cui non c’era bisogno.

Ci sono tantissime band oltre a quelle già blasonate che fanno brillare il tricolore.. chi secondo te sarebbe tra quelle pronte per il grande passo o non particolarmente valorizzate?

Ci permettiamo di sottolineare una band locale dal nome Neker di Pesaro, un trio che merita molto e presto uscirà con il disco nuovo. Fanno Southern con una punta di core sludge! Il nuovo disco ha anche una venatura molto doom.

Vedo confermata una data all’Underworld di Londra a Febbraio. Una grande conquista. Come ci siete arrivati? Altri progetti per chi freme di vedervi dal vivo?

E’ la terza volta che ci suoneremo. Abbiamo delle connessioni con la promoter con la quale siamo in contatto. Stavamo lavorando su un minitour in Uk, ma non è andato in porto. Suoneremo comunque il giorno prima in Belgio e stiamo lavorando su una data in Italia in primavera! In Italia abbiamo perso le speranze su condizioni dignitose ma sceglieremo quello che dirà il cuore. (La data è stata in seguito annullata, restano invece confermate le seguenti:)
30.01.2020 The Cave – Amsterdam (NL)
31.01.2020 MCP Apache Music Evenements – Fontaine L’Eveque (BE)
01.02.2020 Manoir Pub – Saint Maurice (CH)

Siamo in chiusura ragazzi. Volete ringraziare qualcuno o dire qualcosa che non è stato detto toccando argomenti ancora non affrontati?

Ringraziamo la pizza Rossini già citata! Venite a Pesaro a provarla! Sul disco nuovo abbiamo detto tutto. Possiamo aggiungere che i due video usciti sono una storia  criptata attinenti al concept del disco e sono collegati tra loro! Nelle grafiche del disco c’è una simbologia che ritorna e a differenza dei lavori precedenti in questo album siamo riusciti a fare un lavoro diverso graficamente e visivamente e concettualmente e siamo molto contenti dato che per una band indipendente siamo riusciti a godere di certe soddisfazioni ed una certa stima. Chi ci conosce ci apprezza! Vorremmo aggiungere sui rumors dell’essere considerati una Christian Metal Band che non lo siamo affatto. Dopo il primo festival in cui abbiamo suonato in Olanda si sono alimentati queste voci. E’ un festival dove tutto sommato suonano band di ogni tipo, anche se non particolarmente sataniche. Tutto è partito su alcuni social. Il caso voleva che “Obsession” avesse una simbologia molto forte (“Alfa e Omega” è un brano che canta dell’ossessione del dogma e voleva essere una critica), quindi siamo stati additati come Christian Metal Band, ma vorremmo scrollarci di dosso questa nostra! Siamo stati accusati ingiustamente di cristianesimo! In realtà la religione è un argomento personale e anche tra di noi non ne parliamo mai. Abbiamo le nostre idee come sulla piadina o sulla pizza!

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