Five Finger Death Punch – F8 (2020)

Titolo: F8
Autore: Five Finger Death Punch
Genere: Groove / Alternative
Anno: 2020
Voto: 7

Visualizzazioni post:842

Come suggerisce il titolo siamo all’ottavo capitolo per i Five Finger Death Punch. La band statunitense in seguito ai ben noti problemi di alcolismo del cantante Ivan Moody, più volte sostituito sul palco in sede live, ha deciso di tirare i remi in barca e cercare di salvare la dignità con un periodo di riabilitazione e sobrietà. Questo disco è stato infatti composto e registrato in un regime privo di sostanze inebrianti. Facile notare un sound più ordinato e radiofonico, dovuto anche alla normalità del successo e al desiderio di essere ascoltati da sempre più pubblico. La formazione di Las Vegas si propone infatti con questo “F8” come una band per le masse e con un range più facile da passare tramite i mass media rispetto ai dischi precedenti più sostenuti. Questo non sempre è un male, naturalmente. Dipende da cosa ci si aspetta. Penso che i FFDP sia sempre stato uno di quei gruppi destinati a fare soldi ed al grande pubblico. Si nota senz’altro una riduzione di velocità e di ritmi serrati, con il cambio di batterista. Charlie Engel è infatti più cadenzato e più groove rispetto al suo predecessore Jeremy Spencer (ora arruolato nella polizia nda). Abbiamo già sentito i primi singoli “Inside Out” e “Living The Dream”, due classici della formazione a stelle e strisce, forse tra i pezzi più convincenti di tutto il platter assieme a “This Is War”. Poi abbiamo pezzi come “Mother May I (Tic Toc)” e “Leave It All Behind” che rispecchiano i brani più orecchiabili e radiofonici, pronti ad essere ascoltati da chi non è abituato alle sonorità pesanti. “Bottom Of The Top” è forse uno dei pezzi più tirati, mentre in perfetta contrapposizione troviamo la ballad “Brighter Side Of Grey”, più che riuscita. Ancora una volta la star della band è Ivan Moody con la sua versatilità vocale, mentre il trademark del sound è dato dalla chitarra di Zoltan Bathory. Il resto dei pezzi sono dei filler piuttosto piacevoli sebbene lontani dai brani più famosi dei dischi precedenti. Non posso dire di essere di fronte ad un capolavoro, ma per una band all’apice del successo direi che sono ancora saldi i criteri di composizione e di trasposizione musicale di una band che sta facendo proseliti tra metallari e rocker di tutto il mondo. Se piacciono così tanto in fondo un motivo ci sarà. Consiglio inoltre di vederli dal vivo per valutarli nella loro miglior situazione. Una vera bomba ad orologeria (Qui la recensione del concerto).

Tracce:

1 – F8
2 – Inside Out
3 – Full Circle
4 –  Living The Dream
5 – A Little Bit Off
6 – Bottom Of The Top
7 –  To Be Alone
8 – Mother May (Tic Toc)
9 –  Darkness Settles In
10 –  This Is War
11 –  Leave It All Behind
12 – Scar Tissue
13 – Brighter Side of Grey
14 –  Making Monsters
15 – Death Punch Therapy
16 –  Inside Out (Radio Edit)

Formazione:

Ivan Moody – voce
Zoltan Bathory – chitarra
Jason Hook – chitarra
Chris Kael – basso
Charlie Engen – batteria

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