Gotthard – #13 (2020)

Titolo: #13
Autore: Gotthard
Genere: Hard Rock
Anno: 2020
Voto: 6/7

Visualizzazioni post:283

E’ il primo disco dei Gotthard che recensisco dopo la morte di Steve Lee. Ad essere sincero li ho lasciati perdere da quel 05 ottobre 2010. Ammetto di averci provato con “Firebirth”, ma non mi è scattata quella scintilla, quel brivido lungo la schiena che mi ha sempre suscitato la voce provocante del compianto cantante ticinese. Difficile non cadere nella tentazione di dover paragonare ad oggi i Gotthard dei vecchi tempi con questa che sembra essere la formazione di Nick Maeder. Dico questo perchè non mi sembra semplicemente di ascoltare la band con un nuovo cantante, ma ci troviamo davanti ad un gruppo completamente diverso. Immagino che il processo compositivo sia cambiato drasticamente e che Maeder abbia molta carta bianca per poter inserire un suo imprinting (anche giustamente) e un suo trademark. Tuttavia credo che la band abbia perso molto della sua attitudine hard rock così come la ricordavo e sembra aver acquistato un gusto più soft e decisamente contaminato. Fu la stessa cosa con “Bang!” e con “Silver” che mi sono passati in sordina in questi anni. “#13” (tredicesimo album in studio come suggerisce il titolo) segue ancora la stessa linea dei tre dischi che segnano la nuova vita della band elvetica con pezzi deboli come l’introduttiva “Bad New” o “Missteria” (composta con Francis Rossi degli Status Quo e dal mistico video in cui sensuali ballerine ricordano la suadente Salma Hayek in From Dust Till Dawn nda). Le cover da sempre sono state un punto di forza e in questo caso, per quanto sia stata riproposta molto bene, mi lascia perplesso la scelta di rievocare “S.O.S” degli Abba. Ci sono anche punti di forza in questo disco tra cui “Every Time I Die” e “Better Than Love”, ma niente di così emozionante. Le ballad di questo disco sono “Marry You” e “I Can Say I’m Sorry” e anche in questo caso abbiamo due buoni brani, il primo un pezzo acustico, pulito, e il secondo una classica ballata rock; tuttavia nessuna delle due riesce ancora a tirare fuori quei brividi che ho provato con “And Then Goodbye” o “Heaven” o tante altre ballad della formazione di Lugano. Insomma “#13” può anche essere un ottimo disco se vogliamo, ma per quella che è la mia modesta opinione, i Gotthard di “Homerun” o di “Lipservice” hanno lasciato le scene con “Need To Believe” ed era il 2009. Se volete ascoltare un buon rock blues siete sicuramente a cavallo, ma se avete ancora nostalgia dei Gotthard vi consiglio i Coreleoni, la band del chitarrista Leo Leoni, sicuramente più vicini ed affini alla vecchia formazione ticinese. Steve Lee ci manchi terribilmente.

Tracce:

1 – Bad News
2 – Every Time I Die
3 – Missteria
4 – 10.000 Faces
5 – S.O.S.
6 – Another Last Time
7 – Better Than Love
8 – Save The Date
9 – Marry You
10 – Man On A Mission
11 – No Time To Cry
12 – I Can’t Say I’m Sorry
13 – Rescue Me

Formazione:

Nic Maeder – voce
Leo Leoni – chitarra
Freddy Scherer – chitarra
Marc Lynn – basso
Hena Habegger – batteria
Ernesto Ghezzi – tastiere

www.gotthard.com
www.facebook.com/gotthard
www.nuclear-bast.de

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