TRISKELIS – Malicon

Triskelis
Titolo: Malicon
Autore: Triskelis
Genere: Sperimentale, Elettronica, Metal Strumentale
Anno: 2021
Voto: 6

Visualizzazioni post:112

L’esordio di Triskelis, strana e nostrana situazione solista, non è uscito che una manciata di mesi fa che già Sergio Vinci butta fuori una seconda raccolta di inediti. Resti di magazzino o eccesso –eccesso?– di creatività?

Basso elettrico, batteria ora elettronica ora reale, sintetizzatore – anch’esso, almeno in parte, probabilmente programmato: Malicon ribadisce con fermezza e diligenza le inclinazioni dell’album precedente e ne sopporta pregi e difetti – o forse il difetto. Laddove i pregi sono un’inguaribile unicità e la spiccata tendenza ad essere tutt’altro che accattivante (il terzo, sono obbligata a dirlo, è l’assenza di lingua inglese); e il difetto è una buona dose di autoreferenzialità. Però, spingendoci oltre nella scrematura, siamo poi sicuri che si tratti di un difetto? Quanti dischi accanitamente autoreferenziali affollano le nostre discoteche e a quanti altri ancora non abbiamo consentito di farlo proprio in virtù dello stesso principio? Tante volte fa parte del gioco.

E allora a chi importa se “Ruatt” e “Tiev” assomigliano un po’ tanto a questo o quell’episodio di Orior (a proposito, toccando qui troverete qualche riga sull’argomento) e se la sensazione è che ci stiano venendo di nuovo rifilati come opere finite dei brani che sono poco più che basi-guida per una sessione in studio? Forse il piano di Triskelis è, invece, di procedere a piccolissimi passi ed insistere in un percorso il cui significato risiede esclusivamente, come è sacrosanto che sia, nella mente del suo creatore.

Lasciamo quindi che “Gomam” abbia –che so?– un futuro come solida base di una canzone doom metal e che “Amot” trovi magari una pellicola cinematografica da commentare; e constatiamo l’ovvio dichiarando che Malicon, il disco, è praticamente un Orior atto II mentre “Malicon”, il pezzo, oltre ad essere una calzantissima audio-didascalia alla foto di copertina, è, tutto sommato, una novità per lo meno formale – dotato com’è di batteria acustica e basso pulito.

Non un blando sottofondo; non impegnativo né imprescindibile.
Per quelli che non faranno troppo caso a quanto indicato, lassù, nel campo del/i genere/i.

Tracce
01.  Inrot
02.  Gomam
03.  Mosar
04.  Amot
05.  Tiev
06.  Noesi
07.  Malicon
08.  Ruatt

Formazione
Sergio Vinci: basso, programmazione batteria elettronica, sintetizzatore, batteria

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