3.2 – Third Impression

3.2
Titolo: Third Impression
Autore: 3.2
Genere: Progressive Rock
Anno: 2021
Voto: 7/8

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La band 3 era un gruppo composto dal polistrumentista americano Robert Berry, dal batterista Carl Palmer e dal grande tastierista Keith Emerson purtroppo scomparso di recente. Il piano era quello di formare una band più melodica e orientata alla canzone rispetto agli EL&P, che avrebbe permesso a Emerson, Berry e Palmer di seguire le orme del successo che i britannici Asia e i GTR avevano negli eighties. Dopo aver pubblicato nel 1988 per Geffen Reords “To The Power Of Three”, avviene lo scioglimento del combo mentre gli Emerson, Lake e Palmer ritornano insieme per il disco “Black Moon” del 1992 e quindi la formazione rimane storicamente solo un progetto momentaneo e nulla di più. Robert Berry torna a sorpresa all’inizio di quest’anno con questo nuovo e secondo album dei suoi nuovi 3.2 intitolato “Third Impression”.

In realtà questa è ancora, in un certo senso, la continuazione della band 3, che ha continuato ad esistere per la testardaggine di Berry incoraggiato e aiutato dal presidente della Frontiers Music Serafino Perugino. Nel 2015 Robert convince Keith Emerson al rilascio di un nuovo album con il progetto “3” e lo scambio di idee musicali e la collaborazione tra i due porta al sofferto primo album dei 3.2, “The Rules Have Changed”. Quando è quasi tutto pronto per creare il nuovo disco – idee dei brani e contratto discografico con la nostra label italiana Frontiers Music Srl –  arriva, come un fulmine a ciel sereno, la morte prematura di Emerson per suicidio e il disco rimane un sogno chiuso in un cassetto. All’artista statunitense restano le idee musicali finali di Keith registrate su dei nastri e la voglia di commemorare degnamente l’amico.

Dopo il lutto Robert decide di riprendere il lavoro sul materiale che ha in possesso per dare un degno tributo all’eredità musicale di Keith Emerson dando così finalmente alle stampe questo grande e doloroso platter. Questo nuovo ed ultimo seguito della trilogia non è da meno perché, come nel predecessore, mescola canzoni epiche con momenti più melodici e AOR.  La sfavillante “Top Of The World”, con la doppia chitarra acustica di Berry fa scintille da subito accompagnata da una voce angosciosa per poi trasformarsi in una meravigliosa dimostrazione di destrezza della keyboard che sprigiona armonia e note melodiose.

Il ritmato e rock and roll “What Side You’re On”, rispetto alla prima song dura pochi minuti ma sono tutti secondi molto intensi e caratterizzati da incisivi synth. Il puro AOR fa capolino nella maestosa “Black Of Night” chiudendo un bel trittico iniziale di song che piacciono al primo ascolto e che hanno le fondamenta ben fisse nel prog settantiano e ottantiano.  Ottimo il ritmo e soprattutto la batteria “Killer Of Hope”, con una trascinante e nevrotica tastiera che si ascolta pure in “The Devil Of Liverpool”.

Segnalo la leggerezza e la melodia di “Missing Piece”, cantata divinamente da Robert e con una chitarra elettrica che si mescola perfettamente alle meste note della keyboard. Lo stesso avviene anche nel riflessivo lento “A Bond Of Union”, guidato dalla malinconica ugola di Berry e da un piano che emette note strappa lacrime. Song molto profonda nel testo perché parla della riflessione sul passare del tempo e come sia fondamentale avere la famiglia vicina come alleata nei momenti bui della nostra esistenza.

La chicca dell’opera ma anche la sorpresa è data dall’emozionante jazz-fusion di “Emotional Trigger”: il sound fumoso e un pianoforte sommesso sono i punti di forza del pezzo  addolciti poi dalla freddezza dei sintetizzatori, che rappresentano comunque il lato prog di tutto il lavoro, in modo da non ripudiare il messaggio artistico e sonoro dell’intero disco. Con la pomposa “A Fond Farewell” Robert omaggia direttamente e saluta l’amico Emerson con un ritmo più veloce e allegro perché la morte non è la fine di tutto.

La conclusiva e elaborata “Never” è forse l’ultima esibizione del mitico Emerson che duetta con la sei corde di Berry, sbizzarrendosi con quest’ultimo, in assoli e arazzi di tastiera e confermando tutto il suo grande virtuosismo. Nel disco, l’incontenibile Robert Berry trascura e mette un po’ da parte il rock per buttarsi su potenti melodie costruite su un sound folk, jazz ma sempre guidate da una fortissima base progressiva.  “Third Impression” dimostra forse di essere la fine della musica del magnifico Keith Emerson perché non si sa se sia rimasto ancora del materiale inedito da pubblicare in futuro. Addio Keith, magico e tecnicissimo tastierista ma anche straordinario, umile, sensibile e influente compositore della storia del prog rock!

Tracce:
1. Top Of The World
2. What Side You’re On
3. Black Of Night
4. Killer Of Hope
5. Missing Piece
6. A Bond Of Union
7. The Devil Of Liverpool
8. Emotional Trigger
9. A Fond Farewell
10. Never

Formazione:
Robert Berry, Keith Emerson

http://www.robertberry.com
https://www.facebook.com/Robertberrymusic
http://www.frontiers.it

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