EDGE OF FOREVER – Seminole

Titolo: Seminole
Autore: Edge Of Forever
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Alessandro Del Vecchio – voce e tastiera
Aldo Lonobile – chitarra
Nik Mazzucconi – basso
Marco Di Salvia – batteria

 

 


Tracce:

01. Get Up Your Feet Again
02. On The Other Side Of Pain
03. Made It Through
04. Shift The Paradigm
05. Another Salvation
06. Breath Of Life
07. Wrong Dimension
08. Our Battle Rages On
09. Seminole Pt.1 In The Land Of The Seminole
10. Seminole Pt.2 Mistaken Reality
11. Seminole Pt.3 Rewrite The Story
12. Seminole Pt.4 The End’s Starting To Begin


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 5.2/10
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Gli italiani Edge Of Forever, capitanati dall’instancabile Alessandro Del Vecchio, ritornano sul mercato con un nuovo album intitolato Seminole. Oltre al nostro produttore, cantante e compositore che canta e suona le tastiere, troviamo Aldo Lonobile (Secret Sphere, Archon Angel, Death SS) alle chitarre, Nik Mazzucconi (Labyrinth) al basso e Marco Di Salvia (Hardline) alla batteria. Dopo il penultimo Native Soul del 2019 e dopo aver collaborato, come musicista o come produttore, con tantissimi artisti, il camaleontico Del Vecchio torna al suo gruppo principale rivisitando ancora una volta temi sui nativi americani e, soprattutto, creando un album tematico sulla sua vita e su quella di tutti gli esseri umani. È mantenuta sempre una visione ottimistica e profonda, nonostante la pandemia in corso che sta causando morti e danni economici in molti settori, non ultimo quello artistico.

“Non volevo semplicemente scrivere un altro album, un’altra serie di canzoni. Essere un cantautore prolifico mi rende facile, naturalmente, mettermi giù a scrivere, canalizzare l’ispirazione e tradurre quell’idea in musica e testi. Ma gli Edge Of Forever sono diversi per me. È la mia isola, dove non voglio solo scrivere canzoni che poi canto. Voglio raccontare storie che possano ispirare le persone a raggiungere i propri obiettivi, vivere per i propri sogni, affrontare e combattere le avversità della vita. Native Soul avrebbe potuto facilmente essere un disco da solista, dato che l’ho scritto con un gruppo dilaniato da problemi personali. Poi sono stato fortunato quando Nik, Aldo e Marco sono entrati in scena e ho potuto trasformarlo in un album… forte. Oggi sono orgoglioso di Native Soul. Quando mi sono messo in modalità EOF per Seminole, ho scritto ogni nota per i miei compagni. Volevo che brillassero e avessero un progetto in cui potessero tessere la nostra tela con la loro personalità ed essere sé stessi. Sono stati la spinta principale e l’ispirazione per scrivere queste canzoni. Non posso ringraziarli abbastanza di aver reso queste canzoni ciò che sono diventate ora. Abbiamo spinto tutto oltre i nostri limiti: scrittura, produzione, arrangiamenti, esibizioni, ma soprattutto ciò che abbiamo dato in tutte le canzoni va oltre, oltre a noi stessi, oltre a ciò che era la mia visione quando le ho scritte. Seminole è un album tematico sulla mia vita, la vita di tutti. Racconto la storia attraverso le lenti di un guerriero Seminole e di come da una sconfitta si possa uscire più forti, ancora più resistenti, se solo lo si vuole. Mettetevi comodi ed entrate nella mia storia, nella terra dei Seminole…”, afferma Alessandro Del Vecchio.

Questo super-gruppo mostra tutte le proprie abilità musicali, con buone melodie, grandi giri e assoli di chitarra, per un hard rock ispirato e melodico – a tratti anche robusto da essere quasi metal – e ottimamente prodotto negli Ivorytears Music Works di Somma Lombardo (MI). Le danze vengono aperte dalla potente “Get Up On Your Feet Again”, che a livello vocale risulta armoniosa ed intricata, e presenta un ritornello accattivante. Lo stesso vale per “On The Other Side Of Pain”, dal bell’andamento rock con un bel coro e un lungo e tirato assolo di chitarra (da parte dell’eccellente Lonobile). “Shift The Paradigm” e “Another Salvation” proseguono su questa scia con Di Salvia sopra gli scudi con la sua trascinante batteria, per due pezzi che sembrano usciti da un disco dei cugini Hardline, grazie a un suono alquanto melodico; soprattutto la seconda, con il suo ritornello ruffiano e uno stile tipicamente americano. “Made It Through” sembra invece, inizialmente, un pesce fuor d’acqua rispetto ai primi pezzi, a causa di una chitarra acustica molto leggera e del ritmo blando, ma per fortuna si trasforma rapidamente in un possente pezzo rock dal buon ritmo e dall’atmosfera abbastanza cupa. In un disco del genere, la ballata non può mancare e Alessandro, in “Breath Of Life”, ci blandisce con il suo fedele pianoforte, accompagnato da una sei corde che, insieme al piano stesso, riesce a creare delle atmosfere fantastiche. Il ritornello e l’espressività del cantante sono poi i pezzi pregiati di una canzone commovente e suggestiva.

Il culmine si raggiunge in “Wrong Dimension”, un prolungato brano metal dall’apertura epica – dovuta alle tastiere di Del Vecchio, a una linea di basso strepitosa e a un suono orientaleggiante – anzi, quasi sinfonico grazie ai sintetizzatori.

Gli Edge For Forever sinceramente puntano più sul metal melodico che sul classico hard rock, data anche l’importante influenza musicale di Aldo Lonobile, e questo si nota anche in “Our Battle Rages On”, veloce e pesante.

L’album termina proprio con “Seminole”, scritta da Alessandro e Marco in onore di un guerriero Seminole che si batté contro l’esercito degli Stati Uniti durante le guerre occorse tra il 1817 e il 1858. “Racconto la storia attraverso gli occhi di un guerriero Seminole e parlo di come si può uscire rafforzati da una sconfitta, se lo si desidera”, afferma Alessandro Del Vecchio. Il brano è un hard rock quasi prog ed è diviso in quattro parti che possiedono tutti gli elementi distintivi del gruppo: bel ritornello, ritmo massiccio, sezione ritmica precisissima e assoli al fulmicotone. Comincia la lenta e acustica “In The Land Of The Seminole”, che sale poi d’intensità verso la fine grazie anche alla chitarra elettrica. La seconda parte, “Mistaken Reality”, è più possente ma sempre morbida nel ritornello. La terza, “Rewrite The Story”, è più metal nei suoni, con Aldo che mostra ancora una volta di che pasta è fatto. La quarta parte, “End’s Starting To Begin”, è segnata da tamburi tribali, una sei corde acustica, ottimi cori e sonorità tipicamente western verso la fine.

Il gruppo ha ormai raggiunto una fase di maturità dove tutti i musicisti riescono ad esprimere il meglio di sé, offrendo sempre al loro affezionato pubblico un hard rock melodico e convincente, con un pizzico di metal, che appassiona in tutte le canzoni. Se amate il genere, comprate e ascoltate quest’opera e sarete catapultati nell’irriducibile terra dei Seminole!!!

 

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