POWERHILL – Cep


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Ho avuto il piacere di raggiungere tramite mail il fondatore e chitarrista degli svizzeri Powerhill, gruppo che mi ha particolarmente impressionato e del quale ho molto apprezzato l’ultima uscita (l’EP Bunnies & Eggs), per porgli qualche domanda.

Raccontaci quando e come sono nati Powerhill.
Come descritto nelle nostre varie biografie, Powerhill è un’entità musicale creata da un musicista svizzero (Cep) con due grandi passioni: le mucche e l’heavy metal.
La saga dei Powerhill iniziò nel 2000 in un piccolo, oscuro e sporco angolo di una fredda stalla situata in un piccolo paese nel sud della Svizzera. L’idea di un progetto contadinesco-rurale fu pressoché immediata. Essendo Cep in parte cresciuto in campagna ed adorandola, legare la pura passione del metallo – linfa di vita, tra le altre cose – con la vita rurale fu relativamente semplice.

Prima della pubblicazione di Bunnies & Eggs ci fu un lungo periodo di pausa. Come mai?
Purtroppo questo lungo periodo (ben dieci anni) fu dovuto al fatto che trovare musicisti validi e con la giusta attitudine, specialmente per un progetto così particolare, non è assolutamente facile. Anzi, alle nostre latitudini è pressoché impossibile. Durò così tanto anche perché nel frattempo [è Cep a parlare – NdR] mi dedicai alla mia terza passione: viaggiare.

Proponete un genere che definite “farm metal”. Me lo puoi spiegare?
Letteralmente, “metal da fattoria”. Ossia metal proposto e suonato nella medesima.

Quali sono le tue principali ispirazioni?
Musicalmente parlando, sono cresciuto a pane ed heavy metal sin dalla giovane età, quindi posso dire che tutto ciò che è vi correlato mi ha ispirato.
Ma i due generi musicali principali che mi hanno tenuto in vita in questi decenni sono stati l’hard rock (in tutte le sue molte sfaccettature: hair metal, glam, AOR, sleaze rock e così via…) e il vero e puro thrash metal (ehhh… difficile da credere, vero?). Essendo io il compositore principale, le mie varie influenze si fanno sentire ma poi, arrangiando le canzoni col resto del gruppo, ogni ulteriore sfumatura fa la propria parte.  Potrei citare molti gruppi influenti, diversi dei quali quasi sconosciuti, ma ascoltando le nostre canzoni si possono trovare tante e diverse sonorità. Se volete che vi sveli alcuni dei miei idoli dell’epoca, su tutti citerei Savatage, W.A.S.P., XYZ, Steelheart, Skid Row e Dokken. Per quanto riguarda invece le mie principali influenze chitarristiche, direi Criss Oliva, George Lynch, Warren DeMartini, Alex Skolnick, Eddie Van Halen, Richie Kotzen e Randy Rhoads.

Di cosa parlano le cinque canzoni contenute in Bunnies & Eggs?
In Bunnies & Eggs spieghiamo all’ascoltatore come si festeggia la Pasqua e come la festeggiamo noi in fattoria. In “We Step Aside” parliamo del nostro raccolto andato perduto, del duro lavoro nei campi e di come ci sentiamo in colpa per non averlo svolto al meglio.
Il tema di “Covid-20 (Pandemic On The Farm)” invece è particolare e complesso. Il testo e il titolo possono trarre in inganno. Il brano parla di come abbiamo vissuto la pandemia, confinati in fattoria con i nostri soli amati animali. Poi “Covid-20” ovviamente cita la parola “covid” e, siccome ufficialmente da noi l’ondata giunse nel 2020, ci sembrava giusto cambiarne l’anno. Non sono solamente queste le ragioni, come potrete scoprire dal testo: nel 2020 giunse anche il nostro ventennale, del quale la pandemia rovinò prontamente i festeggiamenti. Da lì l’idea di “Covid-20 (Pandemic On The Farm)”.
“We Want New Emotions” parla delle emozioni che proviamo quando suoniamo dal vivo e di come cerchiamo di trasmettere il nostro entusiasmo al pubblico. Ma soprattutto cerchiamo di condividere la nostra passione per le mucche con tutti gli ascoltatori.
Infine “You’re Hated…”, un brano molto particolare in quanto dedicato, se così si può dire, al comportamento specifico di una persona. Qualsiasi ascoltatore potrà immedesimarsi nel testo e – perché no? – magari dedicarlo poi a chi di dovere.

State preparando della nuova musica? Magari da pubblicare all’interno di un album?
Stiamo già lavorando a nuovo materiale ed abbiamo già altro del fieno in cascina. L’idea attuale è quella di pubblicare ancora uno o due singoli, entro metà dell’anno prossimo, e preparare appunto del materiale per un album.

State facendo dei concerti in questo periodo?
Attualmente stiamo programmando delle date per l’autunno ed inverno prossimi. Speriamo di partecipare a più festival estivi l’anno prossimo. Per ora vogliamo aspettare un po’  prima di aggregarci ad un tour vero e proprio, perché prima vorremmo avere almeno un album intero da promuovere.

Siete mai stati in Italia a suonare dal vivo?
In Italia no, purtroppo. Non prettamente per questioni logistiche, quanto organizzative. Contiamo di passare dalle vostre parti il prima possibile.

Avete una mascotte davvero adorabile. Raccontami qualcosa di “lei”.
Clotilde ci accompagna ad ogni nostro concerto e scruta tutto il pubblico dall’alto. L’idea fu già in origine quella di farne una mucca metallara stilizzata. Diventò subito parte integrante del nostro mondo: una specie di marchio di fabbrica. Insomma, una sorta di omologa di ciò che è Eddie per gli Iron Maiden. Noi la adoriamo e idolatriamo.

Come reputi che sia la scena metal in Svizzera attualmente?
La scena svizzera è molto attiva. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ci sono tantissimi gruppi piuttosto buoni. Abbiamo soprattutto un buon movimento thrash/death, ma anche nel nostro ramo, l’hard rock e dintorni, vi sono proposte molto allettanti. Purtroppo non c’è molto spazio per farsi notare; saremo forse sempre all’ombra dei grandi. Parlando di Svizzera, chiunque pensa subito a Coroner, Krokus, Gotthard ecc, ma vi è molto, molto di più da offrire.

C’è qualche gruppo in particolare che vorresti consigliarci?
Be’, ne avrei tanti da consigliarvi di tenere d’occhio. Nel nostro campo vi citerei gli Smoke ‘N‘ Flame, con cui condivideremo il palco per alcune date in autunno o inverno. Per quanto riguarda i filoni estremi, potrei nominare Requiem, Comaniac, Soulline e Teronation. Nello street rock invece i Sideburn. Presumo che già conosciate poi i gruppi più noti del paese.

Spazio libero: saluti, richieste ed insulti!
Ringraziamo tutta la redazione di Heavymetalwebzine.it dell’intervista e di diffondere in Italia il nostro nome e la nostra musica. Se qualche cacciatore di talenti della Frontiers stesse leggendo, noi siamo qui, eh? A tutto il popolo metallaro italiano, un caloroso saluto dalla nostra fattoria nel paese del formaggio. Seguiteci attentamente sui nostri canali ed ascoltate la nostra musica ovunque sia disponibile.

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