Tankard (Frank Thorwarth) IT


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Tankard – Un’altra birra per favore

Sono diciotto i dischi della formazione thrash tedesca che da quarant’anni porta il nome di Tankard. I nostri birrosi amici hanno superato la pandemia e sono tornati con un disco dallo strano titolo di Pavlov’s Dawg. Abbiamo intercettato Frank Thorwarth, bassista del gruppo sin dai primi tempi: ecco qui la nostra chiacchierata sull’ultimo lavoro e sull’evoluzione del loro storico thrash metal.

Ciao Frank, è un piacere parlare con te. Partiamo dal vostro ultimo album. PAVLOV’S DAWG è un titolo dal duplice significato, come al solito, credo. Cosa c’è dietro questo titolo?

Sì, come in ogni album dei Tankard c’è un significato doppio nel titolo. È una storia divertente su di uno scienziato russo chiamato Ivan Pavlov. Era solito fare esperimenti con i cani e abbiamo adattato il testo di questa canzone alla storia. Pavlov solito mostrare del cibo ai cani e notò che iniziavano ad avere sempre più fame. È un esperimento basato sui riflessi incondizionati dei cani e si può paragonare al desiderio di birra. Quindi scherziamo sul fatto che, ogni volta che la vedete o la provate, vi viene sempre più sete. Questa è l’unica canzone con una vera storia divertente sulla birra. Le altre sono tutte molto diverse.

Diciotto album e il vostro stile non è cambiato affatto. Forse solo un po’ nella produzione, ma tutto sommato siete un gruppo molto legato alle proprie radici. Quindi come si può descrivere la vostra evoluzione o la vostra non evoluzione in tutti questi anni e, soprattutto, vogliamo confrontare gli altri lavori con quest’ultimo?

Beh… prima di tutto non pianifichiamo mai un nuovo album o come dovrebbe suonare. Produciamo o creiamo canzoni nel momento in cui abbiamo bisogno di preparare un album. Non c’è un piano generale dietro a tutto ciò. Sicuramente questo album è un’evoluzione e lo si può paragonare ai suoi predecessori. In fondo le influenze sono le stesse che abbiamo avuto negli ultimi anni ed ecco perché suona più o meno come i nostri ultimi lavori.

Ci sono diversi significati nei vostri testi e la gente pensa che parliate sempre e solo di birra, alcol o feste, ma c’è anche molto altro. Cosa puoi dirmi di questi altri brani in cui lasciate messaggi probabilmente importanti per chi li capisce?

Posso fare una breve descrizione di ogni testo della canzone.

Ex-Fluencer” parla della situazione attuale dei social media. Ogni influencer è di solito molto bella ed è circondata da giovani ragazze che cercano di assomigliarle ma questo finisce per non funzionare mai. Bisogna capire che dietro c’è un grande giro di soldi e qualcosa che, legato ai soldi come è, diventa sempre più grande. E non è sempre così facile o bello. Ecco di cosa parla la canzone.

Beerbarians” è anch’essa una storia divertente benché in qualche modo seria. Parla di uno scienziato che ha inventato la birra – quindi di sicuro è molto intelligente: è necessaria un’intelligenza elevata per realizzare un processo chimico che trasformi gli ingredienti in birra. Inoltre questo liquido fa sì che le persone abbiano un comportamento buono e socializzino tra di loro. Di conseguenza, sicuramente avrebbe dovuto trarre qualche vantaggio da questo. Leggete il testo!

Diary” parla di un ragazzo satanico. È parecchio malvagio e, osservando la vita sulla Terra – con guerre, inquinamento e tutti gli altri problemi – ha iniziato a pensare che la vita reale è peggio dell’inferno e ha deciso di diventare cristiano.

Veins Of Terra” tratta un tema serio: l’inquinamento e i problemi che riguardano l’acqua e il riscaldamento globale. Le vene del nostro pianeta sono inquinate e l’inquinamento è un problema enorme. La prossima guerra inizierà sicuramente per l’acqua. I politici continueranno a fare scorte e a fare affari. Tutti gli esseri umani dovrebbero cambiare comportamento fin da ora per essere più sicuri di avere un pianeta dove vivere.

Memento“: si tratta solo di ricordi e di ciò che è ci rimasto impresso nella memoria.

Metal Cash Machine” è una canzone sulla vendita del merchandise. Come tutti gli altri gruppi, anche noi vendiamo qualcosa che ci riguarda; è un po’ ironica e scherziamo su quando la gente voglia tutto ciò che riguarda un gruppo. Lo sappiamo bene, visto che anche noi siamo collezionisti.

Dark Self Intruder“: di questa non ricordo proprio il testo!

Lockdown Forever” parla della situazione del covid e della quarantena, durante la quale abbiamo iniziato ad annoiarci dopo il primo mese e abbiamo iniziato a chiederci cosa avremmo fatto noi o cosa avrebbe fatto la gente in quella situazione. Cose come giocare, mangiare, guardare la televisione e fare yoga o cantare al karaoke. Anche questo testo è ironico, perché in questa situazione il ragazzo della storia alla fine è felice e vorrebbe che la reclusione durasse per sempre.

The Day I Die” è una delle mie preferite. Quella che vorrei fosse suonata al mio funerale. Parla di una persona che si rende conto di avere un solo giorno da vivere. Mi sono spesso trovato a pensarci. Ho pagato i miei debiti? È tutto risolto? Ho fatto tutto quello che dovevo? Quindi questa canzone affronta il tema di come ci si sente e di cosa si farà quando si morirà molto presto.

Vi ho visti suonare a Parma lo scorso maggio in Italia… finalmente dopo un lungo periodo. Com’è stato per voi tornare sul palco e suonare di nuovo vicino ai tempi normali?

È stato davvero fantastico, davvero molto bello. All’inizio della situazione del coronavirus, nel 2020, era tutto a posto e abbiamo potuto riposarci. Dal momento che suoniamo e viaggiamo in giro per il mondo da un sacco di tempo, avevamo bisogno di una pausa. Poi all’improvviso abbiamo avuto molto tempo libero e ne siamo stati felici. Non ci siamo resi conto sarebbe potuta durare a lungo e quindi ha iniziato a diventare molto noioso e ci mancavano i tour, i viaggi e i concerti. Eravamo un po’ tesi è stato uno spasso salire sul palco e suonare di nuovo dopo tanto tempo. Dopo il primo concerto ricordo che era come essere di nuovo liberi. Abbiamo viaggiato di nuovo e abbiamo ripreso la nostra vita normale!

Più di due anni senza concerti dal vivo possono essere tanti. Voi avete il vostro lavoro, quindi probabilmente è stato peggio per quei gruppi che vivono solo di concerti e album o per i tecnici e le persone che lavorano solo con la musica e i tour. Come avete vissuto questa pandemia con i Tankard?

Se abbiamo venduto più album in questo periodo, non lo so. Ma alla fine il guadagno è stato minore, per via dei concerti che non abbiamo fatto. Tuttavia non viviamo solo di musica e abbiamo i nostri lavori, quindi siamo riusciti ad arrivare alla fine del mese e questo è stato un bene per noi. Le altre persone che lavorano per noi, come i tecnici e i fonici, hanno avuto vita più dura. Per loro è stato difficile e hanno sofferto molto. Così come per i gruppi che vivono solo di musica e tour. Speriamo che una cosa del genere non succeda mai più. Il governo sta ancora parlando di cosa succederà in autunno e noi tremiamo alla sola idea che possa accadere di nuovo.

Ho visto che avete pubblicato un cofanetto di vinili, come hanno fatto gli Overkill e gli Skid Row quindi: cosa mi può dire delle copie fisiche? Avete intenzione di vendere di nuovo come in passato o è solo una moda passeggera secondo voi?

For A Thousand Beers è stato pubblicato per il nostro quarantesimo anniversario. L’ha fatto la casa discografica e l’idea ci è piaciuta. Siamo stati coinvolti ed è stato divertente pubblicarlo perché abbiamo dovuto cercare vecchie foto e vecchi spettacoli in DVD e VHS, quindi abbiamo avuto bisogno di vedere un sacco di roba vecchia e abbiamo tirato fuori tutto il materiale della Noise Records! Penso che questa cosa della musica fisica avrà sempre più successo. Ho l’impressione che non sia una moda bensì una nuova tendenza. Ho sentito che hanno ricominciato a pubblicare cassette, non solo i Tankard, e pare che sia tornato ad essere redditizio. La gente ha iniziato ad annoiarsi di scaricare e basta e ha bisogno di nuovo di qualcosa da toccare con mano. Ora ci sono ancora problemi di produzione, perché non sono molte le aziende che producono vinili e materiali per produrli, quindi non è tanto facile oggi! È davvero bello tornare ai dischi fisici.

E che dire della musica liquida? È questo il futuro o non c’è possibilità per i fan del metal di utilizzarla, a parte scoprire nuova musica prima di acquistarla?

Dipende dalla musica e non solo dall’heavy metal. Nel jazz o in altri tipi di musica dove ci sono veri fan, penso che scaricare dalla rete abbia iniziato a essere noioso. Certo, nella musica metal la gente compra di più rispetto ai ragazzi più giovani che usano musica liquida!

È molto difficile trovare giovani ai concerti metal: pensi che stiamo vivendo la fine dell’heavy metal o dici che è ancora vivo?

Io la vedo in modo totalmente diverso. Non so come possa essere in Italia ma, guardando alla situazione in altri paesi e nella stessa Germania, vedo un sacco di giovani e di nuovi gruppi che suonano generi degli anni Ottanta. Ci sono molte persone ai nostri concerti che sono più giovani dei nostri strumenti. Le persone più anziane hanno anche più soldi per andare ai concerti, quindi credo che oggi non sia così facile per i più giovani assistere ai concerti e comprare musica.

E la promozione del nuovo album? Avete già qualche progetto per nuovi concerti dal vivo? Stiamo ancora aspettando che i big four thrashers tedeschi tornino!

Non credo che accadrà mai. Abbiamo suonato a un festival tutti assieme per caso, ma non ci sono piani per un tour comune. Ne abbiamo parlato molto, ma ci sono problemi nel programmare tutto in base agli impegni di ognuno di noi. Non è così facile. Sicuramente suoneremo l’anno prossimo e abbiamo stilato una breve lista di concerti. Abbiamo molti progetti ma questo non include un tour completo di quattro settimane. Usciamo sempre nei fine settimana perché suonare nei giorni infrasettimanali è più difficile, visto che il giorno dopo dobbiamo tutti andare a lavorare, come tutto il pubblico!

Quarant’anni di musica con i Tankard. Quanto e come è cambiata la scena thrash metal in Germania e nel mondo?

Abbiamo avuto bei tempi negli anni ’80 e ’90… abbiamo suonato solo un concerto nel 2000, quando il thrash non era così popolare. Non ci siamo mai ri-formati… perché non ci siamo mai sciolti. Abbiamo suonato anche per poche persone, poi è arrivato il momento e ora è di nuovo buono per il thrash metal poter suonare assieme a giovani gruppi e di nuovo di fronte a tante persone!

Molti video musicali oggi sono video di testi o qualcosa che mostra come suonare uno strumento su una specifica canzone (playthrough) – pensi che l’era del video sia finita?

No. Detto francamente, ho cinquantaquattro anni e forse sono vecchio e non seguo tutte le tendenze, ma abbiamo già fatto tre video e continueremo ad andare avanti. Penso che sia ancora importante fare video musicali. Su Facebook e Instagram e comunque sulle altre piattaforme sociali, il video è il primo contatto col gruppo, ed è gratuito. Ti permette comunque di scoprire il nuovo singolo e ti dà la possibilità di scegliere se andare a comprare l’album o meno.

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