Visualizzazioni post:616
Sarà stata l’entrata abbastanza recente (2017) di un giovane e potentissimo batterista, unita a una ritrovata vena compositiva, ma è indubbio che i Raven stiano vivendo una fase più che positiva della loro lunga carriera.
Due anni dopo un ottimo album come “Metal City” la formazione torna a far parlare di sé con una raccolta contenente materiale piuttosto recente. Qui non troverete classici della prima ora come “Break The Chain”, “Live At The Inferno” o “Don’t Need Your Money”, ma materiale risalente agli ultimi due album e alcune bonus track.
Per cui, accanto a pezzi dinamitardi come “Top Of The Mountain” e “The Power”, tratti da Metal City (2020) e “Destroy All Monsters” da ExtermiNation (2015), troviamo due succulente cover quali “Space Station #5” dei Montrose (già coverizzata in passato dai Maiden), riproposta con la solita “leggerezza” che caratterizza la corazzata Raven e “Bad Reputation” dei Thin Lizzy, meno convincente, perché Lynott infondeva al pezzo quel quid in più.
Dal passato della band vengono riproposte due tracce live: la nervosissima “Crash Bang Wallop” (originariamente del 1982) e la meno frequente “Stay Hard”, tratta dall’album omonimo, il primo del famigerato periodo a stelle e strisce, nel quale il gruppo si avvicinò all’hard-rock americano.
Completano questa raccolta la più classica e meno tirata “Necessary Evil” (tratta, così come la cover dei Montrose, da Walk Through Fire del 2009 ) e due inediti, “Malice In Geordieland”, risalente alle session di ExtermiNation e l’ottima “Rock This Town”, registrata nel 2018 e mai pubblicata su album.
Un buon lavoro per fan e completisti, che non fa altro che rimarcare il valore degli alfieri britannici dell’athletic-rock.




Non male questo ritorno dei fratelli Gallagher, certo però che “Definitely Maybe” rimane inarrivabile.