CREYE – III Weightless

Titolo: III Weightless
Autore: Creye
Nazione: Svezia
Genere: AOR
Anno: 2023
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

August Rauer: voce
Andreas Gullstrand: chitarra solista
Fredrik Joakimsson: chitarra ritmica
Joel Selsfors: tastiera
Gustaf Örsta: basso
Arvid Filipsson: batteria


Tracce:

01. Glorious
02. Air
03. One Step Away
04. The Game
05. Spreading Fire
06. Weightless
07. How Far
08. In The Shadows
09. Stay
10. Dangerous
11. Pieces


Voto del redattore HMW: 7/10

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Gli svedesi Creye dopo aver esordito alla grande nel 2018 con il loro omonimo debutto sono stati considerati, già da subito per la loro classe, i nuovi H.E.A.T del Nord Europa. Formati dal chitarrista Andreas Gullstrand con il desiderio di far rivivere il classico hard rock melodico impreziosito da tocchi AOR, la formazione è poi completata da: August Rauer al microfono, da Fredrik Joakimsson alla seconda chitarra, da Joel Selsfors alla tastiera, da Gustaf Örsta al basso e da Arvid Filipsson dietro le pelli. Anche in questo nuovo lavoro discografico i testi della formazione sono sempre ad alti livelli mettendo i cinque scandinavi in prima linea nella scena rock melodica svedese.

Insomma, sono riusciti nel tempo a confermarsi su alti livelli pur rimanendo piantati su sonorità di matrice ottantiana, ma in quest’ultimo III: Weightless, i vichinghi sembrano perdere quella grande creatività compositiva degli esordi che tanto aveva nascosto la scarsa personalità e originalità del combo giallo blu. Il secondo album del 2021 ha mantenuto le aspettative offrendo sempre un hard rock melodico ispirato agli anni ’80, con una perfetta produzione capace di mettere in risalto tutti gli strumenti della formazione e l’ottimo debutto del cantante August Rauer che è la ciliegina sulla torta della formazione per via di una possente, melodica e sentimentale voce.

Probabilmente, in questa nuova opera, siamo di fronte ad uno spartiacque perché i sei musicisti sembrano evolversi verso qualcosa di diverso ma facendo sempre attenzione alle basi melodiche e in particolare AOR delle loro canzoni. Il nuovo disco ha il vantaggio di partire in quarta con tre pezzi da novanta come: “Glorious”, “Air” e “One Step Away”, dove si sentono i forti e melodiosi riff di Gullstrand, capaci di creare delle atmosfere romantiche e riflessive tipiche del genere AOR. Nella prima, dopo una sostenuta linea chitarristica subentra la determinata e tranquilla ugola di Rauer e i continui sintetizzatori, che temperano la potenza delle chitarre sotto i colpi di un indovinato e orecchiabile ritornello. La bravura dei Creye sta nel momento in cui azzeccano le melodie e il relativo coro perché dopo riescono a cavalcarlo fino allo sfinimento sonoro. La seconda sembra confermare il “buongiorno” del mattino, proseguendo con una massiccia sezione ritmica seguita dalle intermittenti sei corde elettriche di Andreas e Fredrik. Qui la voce è il motore trainante del brano, la cui intensità culmina in un altro super melodicissimo e accattivante ritornello che si stampa da subito in mente ma con in sottofondo dei riff e degli assoli chitarristici sfocianti in un robusto e classico hard rock di stampo nordico.

Nella terza la potenza sonora dei sintetizzatori prende il sopravvento accompagnando la stupenda e melodicissima ugola del cantante, che raggiunge l’apice nel super orecchiabile ritornello del pezzo. L’hard rock dei cinque si sviluppa rapidamente in un puro e veloce AOR, con dei corposi riff e una vibrante e ripetitiva tastiera. Con “The Game” il sound rallenta un po’, ma mantiene un ritmo costante, grazie al tocco melodico della tastiera, completato poi dalle roccheggianti chitarre e dalle pulite corde vocali di August. Quest’uomo colpisce in positivo per le sue versatili tonalità e i suoi borbottii fatti sottovoce e quasi silenziosi che escono divinamente dalla sua bocca altrettanto forti e chiari.

La successiva e vivace “Spreading Fire”, è un melodic rock ottantiano caratterizzato da un mix battente di chitarre elettriche confluenti in un prolungato e tirato assolo, che questa volta bloccano gli onnipresenti synth e la tastiera operistica di Selsfors, protagonista comunque, con i suoi magici tasti, in tutta la set list. In questa fase del platter i nostri non riescono a mantenere l’intensità delle prime tracce proponendo comunque pezzi allegri, come la quasi funky rock, “how far”, impreziosita sempre da una forte melodia di base e da dei prolungati assoli di chitarra che comunque non fanno gridare al miracolo. Le influenze sonore provengono dai mitici Journey ma anche dai connazionali Work Of Art e H.E.A.T., per citarne alcune. Lo stesso dicasi del carino hard rock melodico di “In The Shadows”, una composizione che sfiora il suono metal per via dei suoi pesanti riff e un infiammante assolo di chitarra. Il pianoforte placa gli animi nella ballata “Stay”, dove si nota una certa evoluzione nelle sonorità della formazione nordica. È un lento sulla speranza e sulla resilienza che non devono mai abbandonarci nell’arco della nostra vita. Colpisce, nel bel mezzo del brano una voce femminile che si ode all’improvviso dal nulla portando la canzone ad un clima di sincera commozione. Fantastico!

In III: Weightless questi giovani talenti apportano intelligentemente delle armonie più sfumate rispetto ai propri standard, cercando di allontanarsi dai paragoni costanti e fastidiosi con altri gruppi del genere anche se, per essere quello che vogliono essere, ci vorrà ancora un po’ di tempo e di pazienza. “Dangerous”, mantiene un profilo basso e più leggero ma il melodico ritornello è un’esplosione di energia e contentezza per la ricerca di una strada propria e per certi versi pericolosa. “Pieces” chiude bene l’opera con una carina ed eccitata armonia, sostenuta dalla ruffiana voce di Rauer e da un magnifico e incisivo coro senza tempo.

Se facciamo un paragone tra i primi due lavori in studio e il loro terzo album, noteremo che in quest’ultimo è cominciato un processo di trasformazione che sinceramente non sappiamo dove arriverà. Al momento la maggior parte delle canzoni non sono memorabili e fondamentali per l’AOR mondiale ma respirano tutte di passione e amore per questa meravigliosa musica di cui gli svedesi Creye, al momento, sono dei grandi e validi rappresentanti.

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