IN.SI.DIA.


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IN.SI.DIA. – Ritorno inviolato!

Carissimi navigatori e lettori di Heavy Metal Webzine vi annuncio che, dopo tantissimi anni di dura caccia e dopo essere rimasto letteralmente folgorato dall’ascolto del loro nuovo album, sono riuscito finalmente ad avere la chance di poter scambiare due chiacchiere con Manuel degli In.Si.Dia.; e sia per coloro che, come il sottoscritto, li adorano ma anche per coloro che non li hanno mai ascoltati, ecco quello che mi hanno raccontato:

Chi ha scelto i due nomi della band (Inviolacy e Insidia) e perché, ma soprattutto come mai il nome in italiano è scritto in acronimo In.Si.Dia?

Inviolacy fu scelto perché ci piaceva il significato, rappresentava quello che suonavamo in quel periodo: thrash senza compromessi!
Decidemmo poi di cambiare passando a In.si.dia perché volevamo un nome più facile da ricordare. Per quanto riguarda l’acronimo In.Si.Dia. sta per Inviolacy Sinful Dialogue, Non ha un significato particolare, semplicemente volevamo che ci fosse un collegamento con Inviolacy.

Come mai dopo aver pubblicato i primi due album avete deciso di restare lontani dalla scena per tantissimi anni, ma soprattutto come mai nessuno di Voi ha deciso di fare dei progetti paralleli?

Dopo la tournée di “Guarda Dentro Te” iniziammo a trovarci per comporre materiale nuovo, purtroppo andammo in crisi per vari dissidi interni e nel 1997 dopo aver registrato una pre-produzione di cinque pezzi che non soddisfaceva nessuno, decidemmo di scioglierci. Per quanto mi riguarda, successivamente sono entrato a far parte di varie bands, con le quali ho registrato degli album e svolgendo una buona attività dal vivo.

Cosa poi vi ha fatto venire la voglia di ricominciare?

Il nostro attuale agente, Saverio Mollica della Cerberus booking Agency, ci ha proposto di riformarci, dopo un periodo di prova abbiamo deciso di rimetterci in gioco.

Quali sono state, ammesso che ce ne siano state, le difficoltà che avete dovuto affrontare per la reunion?

I primi mesi della reunion sono stati piuttosto complicati, ricominciare a suonare pezzi che da 17 anni non suonavamo più non è stato semplice, senza contare che Fabio si è trovato a svolgere a tempo pieno il ruolo di cantante, oltre al ruolo di bassista. Inoltre abbiamo reclutato Ale come nuovo chitarrista, quindi anche in questo caso è servito del tempo per far sì che tutto funzionasse a dovere.

La vostra scelta di cantare quasi esclusivamente in italiano vi comporta problemi per evitare di scrivere testi che possano risultare banali e/o scontati?

Fabio quando scrive i testi si basa su sue riflessioni personali ed esperienze di vita.

Dopo venti anni avete notato grossi cambiamenti nella scena metal rispetto al lontanissimo 1997?

Sicuramente le band italiane sono cresciute moltissimo sotto tutti gli aspetti, da quello tecnico a quello creativo e le produzioni sono di pari livello a quelle straniere. Di contro penso sia sempre più difficile riuscire a emergere per i nuovi gruppi, per una serie di motivi che vanno dal gran numero di album che escono ai mezzi per poter farsi notare.

Se doveste fare un bilancio della Vostra carriera quali sarebbero i momenti più alti e quelli più bassi?

Ottenere un contratto discografico nel 1993 con una Major è stato sicuramente un sogno divenuto realtà. Per quanto riguarda i momenti più bassi, senza ombra di dubbio, l’ultimo anno di attività degli In.Si.Dia. prima di scioglierci, non facevamo altro che discutere e litigare, ognuno di noi voleva imporre le proprie posizioni…Nulla di più sbagliato.

Di Luce e D’Aria arriva dopo questo lungo periodo di assenza dal precedente disco. Quanto è cambiato oltre al batterista in formazione?

L’arrivo del nuovo batterista è stata una ventata di aria fresca, Paolo oltre a essere tecnicamente bravissimo, è a livello mentale molto aperto, aspetto che in fase compositiva è fondamentale. Credo che “Di luce e d’aria” lo testimoni. In realtà l’album sarebbe dovuto uscire molto prima, ma come per tutti, il COVID ha rallentato di non poco il tutto.

Se volessimo entrare dentro ai significati più reconditi dei testi cosa vorresti estrapolare e far presente ai fan dei messaggi di questo ultimo disco?

Non c’è nessun interesse a pontificare, Fabio scrive, come si è sempre fatto negli In.si.dia,di ciò che vive e percepisce; è un insieme di pensieri, emozioni e riflessioni personali, da condividere.

E il futuro? Avete programmi e progetti per concerti o altre novità?

La nostra agenzia sta lavorando per la programmazione di una serie di concerti che terremo in giro per l’Italia.
Sicuramente poi inizieremo a lavorare a del nuovo materiale.

Allora sia io che vi seguo da anni, ma anche tutti i vostri numerosi fan sparsi sia in Italia che nel resto d’Europa attenderemo con ansia di rivedervi.

 

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