THE MODERN AGE SLAVERY – 1901 | The First Mother

Titolo: 1901 | The First Mother
Autore: The Modern Age Slavery
Nazione: Italia
Genere: Deathcore Metal
Anno: 2023
Etichetta: Fireflash Records

Formazione:

Giovanni Berselli – voce
Mirco Bennati – Basso
Luca Cocconi – Chitarra
Ludovico Cioffi – Chitarra
Federico Leone – Batteria


Tracce:

01. Pro Patria Mori 03:56
02. KLLD 02:52
03. Irradiate All The Earth 03:25
04. The Hip 03:14
05. Lilibeth 04:19
06. Overture To Silence 03:47
07. OXYgen 03:55
08. Nytric 03:47
09. Victoria’s Death 01:24
10. The Age Of Great Men 04:06
11. Blind  03:11


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:1215

Eravamo fermi al 2017 con i The Modern Age Slavery. Questi sei anni hanno portato il gruppo di Reggio Emilia a compattare la formazione appena messa su per Stygian, con i neo membri Federico Leone alla batteria e il pesarese Ludovico Cioffi (Nightland, Sun Of The Suns, Carnality) alla chitarra. Quest’ultimo si occupa tra l’altro di orchestrazioni ed è un punto di forza ormai imprescindibile per i nostri abili musicisti.

Il death metal dei The Modern Age Slavery è accurato e moderno ma guarda sempre ai grandi del passato. Se da una parte possiamo pensare a gruppi come Vader, Kataklysm e altri grossi del genere gutturale (pratica vocale che Giovanni Berselli ben padroneggia), dall’altra troviamo anche passaggi più moderni, tecnicismi più progressivi, che a tratti possono strizzare l’occhio a sistemi usati dai Jinjer. Tuttavia fare paragoni spesso risulta riduttivo; qui si cerca solamente di dare un’idea di quello che andrete ad ascoltare.

Ritmi sincopati si ritrovano tra una batteria incredibilmente veloce e tecnica, con chitarre che cercano la melodia in riff death metal sfrenati e aggressivi, dove la velocità è tutto benché non una costante. Le orchestrazioni ovviamente hanno stravolto le sonorità del gruppo, ora con atmosfere che vanno dal black metal all’industrial e che aprono lo scenario anche ad un death metal sempre più estremo, selvaggio e variegato.

1901 | The First Mother, nei suoi trentasette minuti, è un elogio alla follia musicale, un tripudio di violenza e cattiveria: concentrati in dieci brani che non hanno un vero e proprio filo conduttore ma tematiche legate a un’idea nata nel 2008 in seno al gruppo. Chiude questo splendido lavoro “Blind” dei Korn, in pieno stile The Modern Age Slavery. Ce n’era bisogno? No, ma è una chicca in più per cui fatene tesoro.

“Irradiate All The Earth”, “OXYgen”, “Victoria’s Death”: questi sono alcuni dei brani che vi faranno appassionare di un gruppo che merita di essere scoperto ancora di più. Elogiati da metalsucks.com come « la band metal più sottovalutata di tutta l’Italia, e forse di tutta l’Europa », beh… era ora che arrivasse anche sulle nostre pagine. Onore al nostro tricolore!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.