ENFORCER – Nostalgia

Titolo: Nostalgia
Autore: Enforcer
Nazione: Svezia
Genere: Heavy Metal, Hard Rock
Anno: 2023
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Olof Wikstrand – Voce, Chitarre
Jonas Wikstrand – Batteria, Tastiere
Jonathan Nordwall – Chitarre
Garth Condit – Basso


Tracce:

01. Armageddon
02. Unshackle Me
03. Coming Alive
04. Heartbeats
05. Demon
06. Kiss of Death
07. Nostalgia
08. No Tomorrow
09. At the End of the Rainbow
10. Metal Supremacia
11. White Lights in the USA
12. Keep the Flame Alive
13. When the Thunder Roars (Crossfire)


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 7.3/10
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Adesso basta. Che il selettore si sia rotto quando il piccolo schermo a cristalli liquidi mostrava le cifre 1-9-8-3 non è una giustificazione plausibile. Anche le macchine del tempo vanno sottoposte a revisione periodica, giusto? E qualora non fossero più strutturalmente solide, né convenientemente riparabili, andrebbero rottamate. Punto. Del resto, sei viaggi in tre lustri sono più che sufficienti per documentare l’incolmabile divario tra maestri ed epigoni, quindi perché rimarcarne ulteriormente i contorni? Abisso era ed abisso rimane. Amen.

Storicamente inevitabile, la ripresentazione di stilemi e contenuti proposta sotto la sigla NWOTHM può intrattenere con piacevolezza – difficile non farsi irretire dalle note rispettose di Ambush, Skull Fist, Cauldron, Night Demon o Striker, per esempio – a patto che la sincerità dell’omaggio venga espressa con personalità, unica via per evitare che la scrittura si traduca in citazionismo calligrafico: un’impronta melodica peculiare, un ventaglio sonoro meno ruffiano, degli abbinamenti che pur guardando al glorioso passato vogliano avvicinare entità accostate di rado, magari distanti al tempo ma più vicine oggi, poiché il punto d’osservazione ne ha sovrapposto i profili – si pensi alle colorazioni dei Sumerlands o al suono stratificato dei Portrait. Metodiche separate da un filo sottile, sul quale gli Enforcer hanno camminato a lungo, restando in equilibrio almeno tre volte (Into The Night, Diamonds e From Beyond, vale a dire mezza discografia), mentre trangugiavano con ingordigia i pentagrammi di “Killers”, “Kill’Em All” ed “Heavy Metal Maniac

Nostalgia vuol blandire sin dalle premesse, e chiunque abbia fatto visita alla stanza virtuale data in locazione dalla nota agenzia di Donzdorf potrà constatare di persona quanto questa scelta promozionale cavalchi l’onda lunga innalzata da serie TV e devozione hollywoodiana, riaccendendo l’annoso dibattito sul reale valore del pantheon cultural-musicale ottantiano. Da parte nostra, avendo in buona parte vissuto attivamente quel periodo irripetibile, non possiamo che sorridere di fronte ai giri class metal di “Unshackle Me”, alle melodie Dio-sabbathiane di “Hearbeats” (confronto improponibile, il timbro bambinesco di Olof resta un ostacolo all’eccellenza, seppur riflessa), al pomp-pop (Styx+ABBA?) del pezzo che intitola l’album e al costante richiamo, echeggiante tanto nei titoli in scaletta quanto nell’atmosfera d’ogni singolo brano, ai fasti di quel magico decennio (“Demon”, “Kiss Of Death”, “At The End Of The Rainbow”, “Crossfire”).

Maggiormente coeso rispetto a Zenith, ma non così dissimile per spirito, NostalgiaNostomania, a questo punto, parrebbe quanto mai appropriato – si spinge più addietro nell’abbracciare l’hard-rock e il proto-metal dei settanta; non che fossero avulsi dall’educazione degli svedesi, tuttavia se ne coglie oggi l’interiorizzazione, come se i quattro avessero preferito impostare i “ripassi” dell’ultimo triennio su Thin Lizzy, Jerusalem e Girl, piuttosto che su Cloven Hoof, Diamond Head e Raven.

S’invita dunque ad una fruizione consapevole, consiglio obbligato in caso di revival in purezza; preparazione e motivazione sono tratti onorevoli ma non bastano ad infondere anima nel turbinio delle note. Chi non lo avesse ancora fatto corra ad accaparrarsi “Borrowed Time”, “Time Tells No Lies”, “Court In The Act” o “Wings Of Tomorrow” e se ne nutra quotidianamente: s’accorgerà che da qualunque estremità li si contempli, i contorni di quell’abisso appariranno più netti ad ogni ascolto. Buon metal a tutti.

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