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Premessa: negli ultimi anni sono aumentate in modo esagerato le pubblicazioni musicali (in ogni settore). Solo nel genere heavy, che include una miriade di
sottogeneri ed un quantità esagerata di gruppi underground, sono decine di migliaia i demo, gli EP, gli album… Impossibile seguire tutto? Certo, soprattutto se ci si allontana dai gruppi TOP e si scende verso l’oscurità. Ci sono artisti validi che passano in secondo piano e potevamo noi forse dimenticarli? NO!
Da qui la necessità di creare una serie di articoli/pubblicazioni oltre la classica recensione, che prevede ascolti e tempi di realizzazione più lunghi. Una sorta di breve presentazione di artisti ed uscite, come una volta si poteva trovare sulle riviste di settore.
Ricordatevi di ascoltare il nostro Dottore. Benvenuti a Pillole D’Acciaio!!!
THOMAS LASSAR – FROM NOW ON (Burning Minds/Art Of Melody)
Art Of Melody Music e Burning Minds Music Group sono garanzia di qualità, e questa nuova uscita non fa difetto alla mia affermazione: il debutto solista di Thomas Lassar si chiama “From Now On” e promette di essere una delle uscite di punta dell’AOR in questo 2023. Una produzione cristallina enfatizza la voce di Thomas e rende questo platter un piccolo gioiello di AOR scandinavo. Le canzoni scorrono come un fiume e colpiscono nel cuore: fra le varie digressioni c’è anche il tempo di citare gli eighties e Jan Hammer (l’intro di “Back Where I started” sembra uscita da un episodio di Miami Vice). Un disco riuscitissimo, pieno di classe, di ritornelli calzanti e di tanto, tantissimo amore per il genere: se siete amanti dell’AOR questo è un disco da avere nella vostra collezione e da ascoltare e riascoltare con attenzione. Supportate se potete Art Of Melody Music e Burning Minds Music Group, italianissimi ed espertissimi del genere, in modo che ci possano regalare altre perle di questo spessore. (Fabio Rancati)
HEATHEN KINGS – FEALTY TO NONE (Autoprodotto)
Originari della contea di Suffolk dove si formano nel 2020, gli inglesi Heathen Kings iniziano a far circolare il proprio nome l’anno successivo grazie alla pubblicazione di tre singoli ma occorre attendere maggio 2023 perchè veda la luce l’autoprodotto “Fealty To None”, album di debutto disponibile in CD digipack ed in digitale. Nella bio allegata al promo dell’album, il gruppo dichiara di voler conferire nuova linfa al tradizionale heavy metal britannico degli anni ottanta su cui è basato il loro sound: con un’occhiata al passato dei maestri del genere, gli Heathen Kings guardano ai nostri giorni attraverso una produzione dai suoni potenti e puliti, irrobustiscono la loro musica con qualche elemento power metal – prevalentemente americano – ammantano il tutto di atmosfere evocative, più o meno marcate a seconda dei brani, e completa il quadro sonoro di “Fealty To None” la voce di Andy Clarke che, per timbro e stile, spesso ricorda l’illustre Bruce Dickinson. Senza far gridare al miracolo, gli Heathen Kings realizzano un disco decisamente piacevole, composto da brani dal piglio maggiormente NWOBHM come la titletrack, “Flight Of The Intruder” e “I Am The Hammer” , e composizioni più epiche e possenti come “She’s Alive”, “A Song For Denethor” e “Heart of the Mountain Horde”: personalmente, la proposta degli Heathen Kings mi ha molto soddisfatto, il disco è valido, ben suonato e, al netto del salasso a causa dei dazi doganali dalla Gran Bretagna, penso che l’acquisto di “Fealty To None” debba essere preso in considerazione. Per concludere, li vedrei bene in tour con Visigoth, Gatekeeper ed i loro connazionali Usurper! (Luca Avalon)
ROD SACRED – ANOTHER DAY (Metal Zone Italia)
Si parla spesso di NWOBHM e di band che, nonostante il passare degli anni, continuano a suonare e pubblicare dischi. Troppo poco si parla delle nostre band, di storici nomi che non hanno alcuna intenzione di fermarsi: i Rod Sacred si sono formati ad inizio anni ’80 e sono qui con un nuovo disco. Rimando al sito della band per la complicata e movimentata biografia, quello che conta è che Franco Onnis e Tonio Deriu sono ancora qui e dopo l’ennesimo cambio di formazione ci presentano “Another Day”. Otto brani di ottimo Heavy Metal in stile Saxon/Judas Priest, senza esserne troppo debitori in termini di sound. Si parte con la titletrack, una bella mazzata sui denti come la successiva “Freeman” e “No Regress”. Molto bella la ballad “Land Of Pain”, un pezzo radiofonico con ottime linee vocali che esaltano la voce di Tonio ed un lungo assolo da brividi di Manu Pes. Niente male quando invece rallentano con “Try To Understand”, un midtempo che vi farà muovere la testa; sempre sugli stessi tempi “I Miss You” dove però traspare più delicatezza, una semi-ballad alla Scorpions. Un buon disco, che mostra una formazione solida che sa scrivere bella musica: ne abbiamo bisogno, grazie Rod Sacred. (Lele Triton)
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AR’LYXKQ’WR – R’YNN’WR(YX) (Centipede Abyss)
Dalla collaborazione tra artisti nascono spesso cose strane; ecco un disco di “Experimental Blackened Death Metal” realizzato tra USA e UK. Solo dal logo e dal titolo del disco è chiaro che si tratta dell’opera di persone squilibrate, artisti pazzi che creano sonorità al limite del rumore: uno spettacolo, insomma. Questo triumvirato emerge dalle increspature interdimensionali tra i mondi con il nuovo album R’ynn’wr(yx), sei brani violenti ed assurdi. Registrazione grezza e urla disumane e l’impressione di sprofondare nell’oscurità del cosmo. Come da loro indicazione questi tre artisti “consegnano l’ascoltatore a un mondo sonoro inospitale e criptico di toni in espansione e costrittivi; ritmi deformanti e i rimbombi catastrofici di implosioni galattiche, che strappano il suono dall’etere e lacerano l’aria in stridenti portali disarmonici attraverso i quali si riversano terrori astrali”. Un disco da ascoltare a piccole dosi, per gente che non ha paura di scoprire cose assurde; brani come “qXVN[/TX×I’XLcG” o “ZYHC’RR/HL\》” vi inchioderanno alla sedia, una violenza sonora esagerata. Consigliato a chi vuole addentrarsi in suoni e luoghi inesplorati. (Lele Triton)



