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I Von Groove si fanno un nome nel 1992 con il bell’omonimo album d’esordio, prodotto da Richie Zito e con la partecipazione di Deen Castronovo (in seguito nei Journey) alla batteria, ma purtroppo nel momento sbagliato quando la tempesta grunge spazza definitivamente l’AOR e l’hard rock melodico dalle scene internazionali. Nei decenni successivi alla sua pubblicazione, il disco diventa una pietra miliare del rock melodico e mai superato dagli apprezzabili e successivi dischi dei canadesi. Dopo venticinque anni di silenzio esce a sorpresa Born To Rock proprio dei resuscitati Von Groove ripescati come al solito dall’attenta Frontiers Music. Michael Shotton alla batteria e alla voce, Mathew Gerrard al basso e M’laden alla chitarra riprendono in mano i loro strumenti partendo da dove avevano lasciato proponendo sempre un possente e melodico hard rock ma anche elegante e ruffiano.
Dall’iniziale e roboante titletrack si capisce che i nostri sono tornati con lo stesso spirito e la stessa creatività degli anni ‘90. Il pezzo spavaldamente presenta un sound scoppiettante e adrenalinico grazie alla tellurica chitarra elettrica e ad una veloce e battente sezione ritmica. Il ritornello è tanto dirompente e ben guidato dalla perfetta ugola di Michael che porta ad essere cantato a squarciagola, ma la chicca è quella di accennare e inserire durante il pezzo le note della famosa “Once Is Not Enough”. Un bel ritmo di batteria e basso introducono poi la cinematografica “Fearless”, brano di puro e brillante rock melodico in cui la roca e determinata voce trascina la melodia e gli arrangiamenti atmosferici del pezzo. Ottimo l’apporto chitarristico di M’laden capace di sviluppare degli sdolcinati riff e dei prolungati assoli. I Nord Americani sorprendono invece con “Champion” in cui pescano la forza e l’energia dal metal con una martellante sezione ritmica e dei serrati ed intermittenti giri di chitarra elettrica.
Le incalzanti e robuste “Adrenaline” e “Angela” mostrano il lato più duro dei canadesi ma anche la ricerca costante di una efficace armonia che sfoci sempre in un orecchiabile ritornello. Qui la parte da leone la fanno il potente basso e i tirati riff della sei corde sfocianti in fumanti assoli di chitarra elettrica. In “Angela”, rispetto alla prima, i musicisti rallentano il ritmo creando così un brano più lento e sincopato, ma molto emotivo. Quello che colpisce immediatamente e in modo positivo è come i Von Groove riadattino benissimo il loro suono ai giorni nostri senza rimanere ancorati ad un passato che purtroppo non ritornerà più. Questo è evidente nella ribelle e vivace “Undefeated”, canzone dagli epici riff chitarristici e dai moderni arrangiamenti culminanti sempre in ritornello che spacca e che si memorizza facilmente in testa. Idem per la corale e mielosa “Do It All Again”, dove però si nota una forte influenza ottantiana relativa ai britannici Def Leppard. In verità in tutto il disco le influenze di formazioni importanti per il genere è evidente, ma il terzetto possiede tanta personalità mostrando anche un certo stile che colma in parte questa naturale pecca. Il doppio ruolo di Shotton alla batteria e alla voce da una forte spinta al suono delle canzoni rendendole grintose e coinvolgenti, come nel caso della cadenzata e aggressiva “Heart Of Forgiveness”, brano di puro hard rock melodico dalle forti venature AOR. Si nota comunque come Michael, Mathew e M’laden siano rimasti magnificamente in pista con le loro collaborazioni artistiche di questi ultimi anni aumentando enormemente la loro esperienza e la propria tecnica individuale. Il solido e radiofonico groove sviluppato dal basso stile funky e dalla robusta chitarra elettrica proseguono imperterriti e in modo coinvolgente nella ruggente “Dreams”, song ricca di ritmi incisivi e di ottimi cori di sottofondo. A sorpresa la chiusura e’ affidata a due ballate tipicamente AOR. L’arpeggiante “Waiting For The Sky To Fall”, fa venire i brividi grazie ad una grandissima e passionale voce, a tratti anche troppo lamentosa, attorniata da un tocco orchestrale e sontuoso, mentre l’ultima “Always Endlessly” e’ accompagnata da un veloce e soave pianoforte ma soprattutto dalla pulitissima e sentimentale voce di Michael culminante in un super orecchiabile e romantico ritornello. Si puo’ chiudere con due commoventi e zuccherosi lenti? A quanto pare si se si tratta di grandi e fantastiche canzoni e queste sinceramente lo sono.
I Von Groove concludono quindi con un trionfale tuffo nel passato di cui ancora attingono con forza e gratitudine perché quando si ama qualcosa lo si porta per sempre con se. Born To Rock in definitiva concilia bene il presente con il tempo che fu.




…bel sito guys!!!!….un grazie a ragazzi che si sbattono ancora per questi generi ormai alieni al mainstream…qui un grande ritorno dei Von Groove….veri signori della melodia hard canadese!…album bilanciato tra tradizione e modernismo…complimenti a Shotton…Mladen e Gerard!!!…TOP!