Slider by IWEBIX

Wednesday 13

Pubblicato il 9/01/2018 da in Interviste | 0 commenti


Visualizzazioni post:843

In occasione del passaggio in Italia di Wednesday 13, giunto qui per promuovere l’ultimo album “Condolences”, ho avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con lui prima dello show al Legend Club di Milano.
Wednesday si rivela veramente alla mano, umile, chiacchierone e con un certo senso dell’umorismo!
Abbiamo parlato degli ultimi avvenimenti (musicali ma non solo…) e ho potuto anche soddisfare qualche curiosità che avevo da anni… ecco che cosa ci siamo detti!

Parliamo un po’ del nuovo album, che ho molto apprezzato… Potremmo dire che riassume un po’ la tua carriera? Vi trovo sia elementi risalenti alla tua era punk che altri della recente era metal, cosa ne pensi?

Lo penso anch’io, credo che sia il perfetto mix di tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora, poiché ogni disco è un po’ diverso dall’altro. I primi erano più punk, mentre negli ultimi anni il sound è diventato più pesante… ma suona sempre come Wednesday 13. Quindi sì, quando la gente viene da me e mi chiede da quale album dovrebbe iniziare, gli dico di partire dall’ultimo perché racchiude tutto. Non è una cosa che abbiamo programmato, ma è venuta così.

So che gli ultimi album realizzati prima di questo sono stati auto-prodotti con la tua etichetta discografica, poi è arrivata la Nuclear Blast che vi ha preso con sé. Com’è stato passare dall’autoproduzione ad una casa discografica così importante?

Ritengo che fosse qualcosa di cui avevamo bisogno, arrivati a questo punto. Stavamo facendo tutto da soli da anni, con le uscite auto-prodotte o il crowdfunding, e questo ha funzionato per un po’; poi però volevo essere parte di un’etichetta più grande, che potesse metterci di fronte a un pubblico più vasto, e la Nuclear Blast era la nostra prima scelta!
Abbiamo registrato l’album col produttore prima ancora di avere un contratto, e poi l’ho presentato alla label sperando che gli piacesse (fa il gesto a mani giunte di chi chiede “Ti prego!”) e così è stato. Era una scommessa e l’abbiamo vinta!
Personalmente ho prodotto varie cose nel corso degli anni, anche perché non avevo i soldi per ingaggiare qualcuno che lo facesse, ma questa volta… tutt’ora non ho i soldi per farlo (ride) ma siamo riusciti ad avere un produttore . Per me è utile avere un elemento esterno che mi dica se qualcosa suona bene o male, perché essendo nella band ho meno obiettività… quindi è stato fantastico.

Sei un grande fan dell’horror (“Just a little bit”, aggiunge W13 con autoironia), cosa ne pensi dello stato attuale del cinema o delle serie horror? C’è qualcosa che ti piace? Ad esempio “Stranger Things” è molto famosa…

Sì sì, “Stranger Things” è grandiosa, mi ricorda moltissimo me stesso da bambino, quello era proprio il mio periodo… ma per quanto i nuovi film siano belli… non sto dicendo che non ci siano bei film, ma non ho ancora visto niente che mi ricordi quelli storici. Quando voglio guardare un film horror riguardo quelli vecchi ancora e ancora… ho visto dei bei film ma niente che mi abbia colpito come quelli: non c’è un nuovo Jason, non c’è un nuovo Freddy, non c’è un nuovo Micheal Myers.
Ma sono sicuro che tra un po’ salterà fuori qualcosa di bello con nuove idee… per ora rimango fedele ai classici!

Torniamo indietro di parecchi anni, quando avevi avviato i tuoi progetti Thirteen Dead Kids (una linea di abbigliamento e merchandise ndr) e Weirdo A Go-Go (una sorta di show in stile Muppets ndr). Pensavo che dovessero proseguire, invece non è stato così. C’è qualche possibilità che questi progetti vengano ripresi e sviluppati?

Thirteen Dead Kids non credo… nacque perchè non potevo andare in tour per un anno, dovevo aspettare i Murderdolls e volevo fare qualcosa di diverso dalla musica, così iniziai a disegnare per occupare il tempo.
Però poi realizzai che non volevo stare a casa a disegnare personaggi per cartoni animati, volevo andare in tour e suonare!
Weirdo A Go-Go è nato da un’idea buffa che ho avuto. Roman, il nostro chitarrista, fa le voci di tutti i pupazzi. È una cosa che abbiamo fatto perché ho sempre amato i programmi di quel tipo, i vecchi classici come i Muppets, spettacoli che hanno un senso dell’umorismo non troppo serio. Se faremo ancora Weirdo A Go-Go non faremo dei dvd ma pubblicheremo qualcosa di veloce online, prendendoci il nostro tempo… ne è uscito qualcosa di simpatico, abbiamo parecchi fan e ho ancora tutti i pupazzi a casa!

Parliamo della tua carriera… sono quasi 20 anni di attività (“I’m old!”, scherza): quando hai cominciato, coi Frankenstein Drag Queens, avresti mai immaginato di arrivare a questo punto?

Assolutamente no! Ovviamente lo desideravo, era ciò che volevo fare, ma in questi casi non lo sai mai. Però ero anche molto determinato, non avrei accettato un “no” come risposta. Voglio dire, quando ho cominciato coi Frankenstein D.Q. la gente mi diceva tutto il tempo “Questa roba è stupida, tu sembri stupido, nessuno ascolterà mai questa musica” (imita una voce da buzzurro) e io rispondevo “Sì è vero, è stupido, ma è stupido in modo divertente”. Poi quando sono arrivati i Murderdolls abbiamo raggiunto un’audience più ampia e tutti cantavano “I Love To Say Fuck” e io ero tipo “Sì, finalmente!” (socchiude gli occhi e si frega le mani con fare soddisfatto). Quindi è stato bello arrivare qui, vivevo davvero nel bel mezzo del nulla, non c’erano altre band come la nostra e il mio obiettivo era quello di essere la persona più strana della mia città e fare le cose più strane che si potessero immaginare. Coi Murderdolls ho potuto passare al livello successivo, nel 2002 ho lasciato l’impiego che avevo e questo è diventato il mio lavoro a tempo pieno.

Riguardo il tour cosa mi dici? Come sta andando?

Questo tour? È magnifico… quello di stasera è il 41esimo show, è stato un tour lungo. Ci stiamo divertendo ma allo stesso tempo è l’ultima settimana e siamo tutti un po’ in modalità automa, ma è stato fantastico.
Amo suonare in Europa, incontrare i fan; ogni volta che vengo qui ritrovo i vecchi fan e ne conosco di nuovi, è molto bello.

Perfetto! Concludiamo con una domanda personale: com’è essere nonno? Sei molto giovane per esserlo con i tuoi 41 anni…

È strano. Forse non proprio strano, anche se sono troppo giovane per essere nonno. È come avere di nuovo un figlio ma vivendo solo gli aspetti più divertenti per poi restituirlo alla mamma, ahah! Mi mancano un po’ i tempi in cui mia figlia era piccola e festeggiavamo il Natale, o Halloween… quindi non vedo l’ora di vivere nuovamente quei momenti con mia nipote!

È il momento di salutarsi, e dopo i ringraziamenti di rito Wednesday promette che stasera ci regaleranno il loro miglior show! Come potete leggere dal live report su queste stesse pagine, la promessa è stata mantenuta!

Wednesday 13 con la nostra Martina D’Errico

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *