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Antonio Lo Giudice

Pubblicato il 26/01/2018 da in Interviste | 0 commenti


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Non solo musica, ma anche libri. Il nostro portale già da diversi anni ha una sezione dedicata al piacere della lettura e ci piace tenerla aggiornata non solo con le recensioni, ma anche con le interviste agli autori. Antonio Lo Giudice è uno di questi, ci è piaciuto molto – sia come contenuti che come stile – il suo “Da Satana All’Iperuranio – 35 anni di Black Metal” e abbiamo deciso di scambiare qualche chiacchera con lui. A voi la lettura!

Ciao Antonio, benvenuto sulle pagine del nostro sito! Partiamo con il chiederti chi sei e perchè hai scelto di scrivere proprio un libro sul black metal.

Sono un servo del maligno ed eseguo con gioia i compiti che mi affida il mio oscuro signore. Due anni fa, tramite un corvo nero, mi ha recapitato un dispaccio con il quale mi ordinava di diffondere la fiamma oscura ed ordinare un panino porchetta, scamorza e peperoni dal paninaro sporco di Castelfranco Veneto – hai visto mai che, con un po’ di base, mi si attenua la sbronza?! Scherzi a parte, scrivere un libro era uno dei miei sogni e, banalmente, mi sono reso conto che sarei potuto riuscire a realizzarne uno sul black metal perché conoscevo e amavo l’argomento. E’ stata un’epifania: rendersi conto che sei in grado di fare qualcosa che sogni, intendo.

Quando ti sei avvicinato al black metal e quali sono le prime band di questo genere che hai ascoltato?

Al liceo ascoltavo metal classico e thrash, ma l’estremo mi spaventava. Leggevo riviste come “Metal Shock” dove c’erano questi tizi con la faccia pittata di bianco e pensavo fossero una manica di coglioni. Poi, sotto esame di maturità, ero così stressato che ascoltavo a ripetizione la cassetta delle Spice Girls rubata alle mie sorelle (e allentavo la tensione pensando di intrattenermi con la rossa e con la bionda insieme – non saranno state le più belle, ma i miei gusti sono molto nazional-popolari). Lì ho capito che avrei potuto apprezzare qualsiasi forma di perversione musicale, persino la musica dei panda satanici. Negli anni dell’università, vivevo in uno studentato dove un gruppo di degenerati mi ha fatto scoprire i dischi dei Cradle of Filth, Mayhem e Darkthrone. Anche se, francamente, non saprei qual è il primo disco black che ho ascoltato. Forse “Under the Sign of the Black Mark” o “Into the Macabre”.

Il libro di Antonio Lo Giudice

Quali sono i tuoi ascolti attuali?

Fondamentalmente elettronica (in particolar modo, qualsiasi roba prodotta dalla WARP e le colonne sonore dei videogiochi d’antan), anche se vado molto a periodi. Continuo a tenermi aggiornato sul black e, quando sono in macchina con i miei figli, sono costretto ad ascoltare Alestorm, Europe e Gloryhammer…. Mi rendono orgoglioso, quei due marmocchi! Poi, ho una dipendenza grave dal secondo disco delle Babymetal…. ma forse non è il caso di dirlo!

Quanto tempo hai impiegato per scrivere “Da Satana All’Iperuranio”?

Il libro partiva già con una base pronta, cioè l’articolo che avevo scritto per Ondarock 5 anni fa e che conteneva 30 schede. Da quando ho avuto l’ok della casa editrice, ho lavorato per circa 6 mesi alle altre 71.

Ovviamente scegliere 100 band comporta delle esclusioni che sono motivo di discussione e di confronto (ci auguriamo non acceso!). Come mai la scelta di tenere fuori gli Opeth?

Perché lì ho sempre considerati più death (poi prog) che black. Certo, con gruppi geniali come quello ci sta che le definizioni di genere siano, quantomeno, restrittive.

Antonio Lo Giudice

Quali sono (se ci sono) le band e i dischi che hai lasciato fuori con rimpianto?

I Malnatt e i Solstafir. Ma, soprattutto, gli Impaled Northern Moonforest del mai troppo compianto Seth Putnam.

Di solito i libri come questo hanno uno stile enciclopedico, sono rimasto colpito (in positivo) dal tuo linguaggio ironico e da “amicone”, come mai questo approccio?

Perché i libri a schede, con rare eccezioni come quello sul prog italiano di Mox Cristadoro, tendono ad essere ripetitivi ai limiti dell’annichilente. Dopo un po’ ti passa la voglia di leggerli e li sfogli soltanto per fare “ce l’ho – mi manca”. Volevo rendere la lettura più divertente e per fare questo, non essendo Julian Cope né Simon Reynolds, non mi è rimasto che buttarla in caciara.

Nel tuo libro ci sono tanti dischi di band italiane. C’è un po’ di campanilismo in questo o siamo davvero fighi ed entriamo con merito nella nascita e nell’evoluzione del black metal?

Tra le mie tante turbe psichiche, fortunatamente, non c’è il nazionalismo, quindi, sì, i gruppi italiani che ho inserito li reputo davvero fondamentali per la storia del black metal tout court. Credo si faccia un miglior servizio ai Necrodeath ad apprezzarli perché geniali ed innovatori piuttosto che per un provinciale (e, in fondo, vittimista) “orgoglio italico”. Tanto per fare un esempio su come funzioni il nazionalismo da noi, un musicista mi ha accusato di non sostenere la scena italiana solo perché ho scritto un paio di commenti negativi sui suoi lavori. La “patria” più che un argomento, è una vasellina.

Immortal

Te la senti di dare qualche consiglio su come si scrive un libro?

Intanto, iniziare a farlo.

Nel tuo “Da Satana all’Iperuranio” descrivi con disinvoltura dischi che parlano di satanismo, anticristianesimo, banchetti a base di cadaveri, guerra e pestilenze. Però ho notato che tratti con disprezzo la corrente NSBM. Come mai? Non pensi che anche queste tematiche siano nate come provocazione estrema, come ipotizzato dagli autori di “Come Lupi Tra Le Pecore”?

Fondamentalmente perché a Satana possiamo imputare qualche pentacolo sulle chiese abbandonate e la dipendenza da pornhub, ma non milioni di morti nella vita reale e un odio vigliacco verso le minoranze. Credo che tra essere provocatori ed essere teste di cazzo passi una linea – e neppure tanto sottile. Ciò detto, non mi sono fatto problemi ad inserire gruppi che, oggi o in passato, hanno mostrato simpatie di estrema destra – e figuriamoci, visto l’argomento! Apprezzo l’artista, ma sarò pur libero di disprezzare l’imbecille. Poi, non credo che la NSBM possa essere considerato un genere a sé. E se lo è, prendendo a modello la roba che produce gente come gli Absurd, lo trovo singolarmente brutto.

Il tuo “Da Satana all’Iperuranio” esce per la Crac Edizioni, come è nato questo sodalizio?

Beh, Marco della Crac mi ha dato fiducia e ha creduto nel progetto. Detto tra noi, si è preso una bella inculata, ma ormai il libro è fuori…

Uno dei tre libri sul Black Metal uscito per la Tsunami Edizioni

In questo periodo sono usciti altri libri sul black metal. Hai avuto modo di leggerli? Che cosa pensi possa avere il tuo di diverso?

Ho letto quello della Tsunami. Un’altra prospettiva è sempre interessante e mi ha fatto scoprire dischi che non conoscevo.

Come mai, secondo te, abbiamo assistito ad un’evoluzione tale in un genere che partiva in maniera così chiusa e oltranzista? Come mai altri generi in apparenza più aperti hanno avuto evoluzioni minime?

E’ quello che mi ha sempre affascinato del genere. Nasce in un modo, diventa noto in un altro, ma non si cristallizza e si evolve in mille altre cose in base al contesto storico e geografico. In realtà, il black non è partito in maniera chiusa ed oltranzista. Per dire, i Celtic Frost avevano disintegrato gli steccati tra i generi già negli anni ’80 e, al netto delle dichiarazioni adolescenziali, credo siano ben pochi i gruppi della scena norvegese dei primi anni ’90 a proporre le stesse cose che suonavano 20 anni fa.

Come sempre l’ultima parola è per te, parlaci dei prossimi progetti che hai in mente. Ci saranno altri libri? E naturalmente grazie per il tempo che ci hai dedicato.

De nada! Al momento sto aspettando di incassare le royalties del libro in modo da potermi comprare una villa a Los Angeles dove vivere costantemente ubriaco e depresso come Bojack Horseman. Sui progetti futuri, mia moglie mi ha intimato di scrivere un libro che si venda, quindi sappiate già che la prossima quindicenne zoccola che pubblicherà il diario della sua vita privata sarò io.

Il libro sul sito della casa editrice: http://edizionicrac.blogspot.it/2016/11/

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