STRYPER – Even The Devil Believe

Stryper
Titolo: Even The Devil Believes
Autore: Stryper
Genere: Heavy Metal
Anno: 2020
Voto: 8+

Visualizzazioni post:114

Ancora nel 2020 assistiamo a discriminazioni sulla religione ed in particolar modo a quella cristiana. Non voglio fare l’avvocato difensore dei fratelli Sweet perché non ne hanno bisogno, ma vorrei spezzare una lancia a loro favore, perché essere attaccati da una famosa rivista statunitense solo per i propri ideali religiosi e per i testi, mi sembra ridicolo ed abominevole. Negli USA sembra che si stia tornando indietro nel tempo anziché progredire e ne è un esempio il dilagare del razzismo e l’ignoranza generale promossa purtroppo dalla classe politica attuale.  Il rispetto delle opinioni altrui deve essere primario in ogni campo della società e specialmente nella musica, che è l’unica cosa al mondo che ancora riesce ad unire i popoli di tutto il mondo.

Personalmente, penso che la musica sia musica … e la religione e la politica siano un’altra cosa. Non mi sognerei mai di recensire male il lavoro di un gruppo metal solo perché ateo, satanista o simpatizzante per un determinato movimento politico, ma mi soffermerei sul sound, la tecnica, l’originalità e le emozioni delle note proposte. Nonostante il diavolo, sia considerato in alcuni ambienti un alleato del metal, penso che gli Stryper possano tranquillamente essere definiti nel loro genere, una delle band preferite da Dio. Il quartetto metal cristiano continua a suonare alla grande, veloce e forte nonostante siano passati quasi quarant’anni dal loro debutto discografico. Raggiunto il successo negli anni ’80 sono diventati l’emblema armonico e possente di quel famosissimo decennio musicale. Ancora oggi i loro riff di chitarra sono facilmente identificabili e il singer Michael Sweet non ha perso nulla della sua bellissima voce.

Sebbene siano noti per la loro fede cristiana, la loro formidabile storia nell’heavy metal li ha resi molto più di una semplice band “metal cristiana”. Non sono stati sempre al top, ma dopo un breve periodo di oblìo sono rinati, dimostrando ancora tutto il loro talento e tutte le loro abilità musicali.  Oggi i californiani stanno vivendo una seconda giovinezza, puntando sull’indurimento del loro suono, senza dimenticare le loro radici e con la consapevolezza di pubblicare dei grandi dischi. “No more Hell to pay”, del 2013, ha iniziato questa fase, proseguita da “Fallen” nel 2015 e “God Damn Evil” nel 2018; tutti accolti bene dai fan e dalla critica.

Non so se questo indurimento abbia a che fare con la disgrazia che ha colpito Michael Sweet nel 2009 con la morte di cancro di sua moglie, ma da quel momento è cambiato qualcosa e il dolore si è trasformato in creatività e positività sostenuta dalla grande fede del vocalist. Ho avuto la fortuna di vederli dal vivo nel 2018 al Frontiers Rock Festival di Trezzo sull’Adda (MI) e mi ricordo di aver assistito ad un concerto straordinario e potente, con il battesimo al basso di Perry Richardson (ex Firehouse), dopo l’uscita dalla band dell’ex bassista Timothy Gaines nel 2017. “Even The Devil Believes” è un’opera che forse non apre nuovi orizzonti, o qualcosa di originale, ma questo è proprio uno dei suoi punti di forza.

Il marchio di fabbrica è sempre quello, con la voce grintosa e sbalorditiva di Michael, le chitarre decise e spigolose, canzoni bizzarre con micidiali assoli di chitarra e cori di sottofondo in grado di addolcire le composizioni. La potentissima apri pista “Blood From above” prende il via con alcuni riff e toni altissimi. Pezzo robusto, classico e ben scritto, verniciato da una produzione chiarissima. La solida “Make Love Great Again” mantiene un suono massiccio, ma con più pause, ottimi cori ed un perfetto lavoro sulle chitarre da parte di Michael e Oz. La lirica è un attacco al mediocre Presidente degli Stati Uniti e un invito ad unire e, abbracciare la bontà e la carità.

Significativo uno dei versi dove si parla di “una cultura che sta costruendo muri” per creare degli alibi sui disastri economici e sociali delle nostre società moderne. “Let Him In”, suona molto anni ottanta nei suoi riff e contiene aspetti simili al classico suono dei primi Dokken. D’altra parte George Lynch (ex Dokken) ha collaborato con Michael Sweet per un paio di dischi rock usciti nel 2015 e nel 2017 sotto il moniker di Sweet Lynch. Fenomenale l’assolo di chitarra e interessante l’atmosfera retrò che si respira comunque un po’ in tutto il disco. Un riferimento speciale è per “Do To Others”, dove i quattro rockers sprigionano una grande emozione nel ritornello, dimostrando che credono davvero al loro messaggio cristiano: “ non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te”!

La titletrack “Even The Devil Believes” rientra in pieno nel sound classico degli Stryper, con qualche momento martellante ed extra fornito da Rob Sweet , che con il suo modo di suonare la batteria prende più spazio in questa traccia. Con “Divider”, torniamo con energia a un brano robusto, un suono più moderno e piacevole in pieno stile Judas Priest. Interessante il basso di Perry Richardson e il drumming di Robert che picchiano i loro strumenti senza pietà! “This I Pray” è una bellissima ballata, intensa, emozionante e un’altra svolta dal solito sound della band, presentando una inaspettata chitarra acustica e una melodia dallo stile AOR, dal ritmo molto rilassante.

Segnalo “Invitation Only” che si distingue dagli altri brani per l’uso delle tastiere, di Paul McNamara, che ancora una volta aiuta le quattro vespe dando al pezzo un’aria ottantiana ma con un suono attuale. Ritornello memorabile mescolato da armonie zuccherate e affilate chitarre, grazie ad una melodia orecchiabile che si stampa in mente per ore. In conclusione troviamo l’hard rock adrenalinico di “For God & Rock N ‘Roll”, con tanto ritmo e un’attitudine che cattura dal primo all’ultimo secondo. Questa song sarebbe stata perfetta per l’ugola di Ronnie James Dio, ma non c’è da stupirsi di questa influenza sonora perché l’old school è sempre stato presente nelle corde dei nostri eroi.

L’ultima e veloce “Middle Finger Messiah” è puro heavy metal, dove le chitarre e la voce cavalcano sulle spalle di una base ritmica molto autorevole, con un Robert scatenato dietro le pelli. Canzone di protesta, sia dal titolo che dall’atteggiamento del vocalist con una voce molto cattiva ed arrabbiata. Registrato durante la pandemia che stiamo tutti vivendo, l’album è un inno alla speranza, alla fiducia e lascia un barlume di luce in questi tempi bui. Dio salvi gli Stryper e li protegga nel loro cammino artistico e umano!

Quest’ultima fatica discografica nasce in un mondo dominato dall’intolleranza, dalla divisione e da una politica inefficiente e corrotta ma il risultato finale è una scaletta di buonissimi brani che lasciano un forte impatto sugli ascoltatori. Mettendo da parte il loro contenuto lirico, che può anche non essere condiviso, non molte band degli anni ’80 possono dire di essere ancora a così alti livelli. E poi se il diavolo crede in Dio perché noi metalheads non dovremmo avere fede negli spirituali Stryper?

Tracce:
1. Blood From Above
2. Make Love Great Again
3. Let Him In
4. Do Unto Others
5. Even The Devil Believes
6. How To Fly
7. Divider
8. This I Pray
9. Invitation Only
10. For God & Rock ‘N’ Roll
11. Middle Finger Messiah

Formazione:
Michael Sweet – voce, chitarra solista e ritmica
Robert Sweet – batteria
Oz Fox – cori, chitarra solista e ritmica
Perry Richardson – cori e basso
Paul McNamara – tastiera
Voci di sottofondo aggiuntive: Keith Pittman

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