THE BROKENDOLLS – Ross & Casey


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THE BROKENDOLLS – Italiani e furiosi Punkrockers

Ho conosciuto i The Brokendolls in una di quelle serate che non si dimenticano facilmente. Eravamo al Sidro di Savignano Sul Rubicone. Una piccola cittadina romagnola che crede fermamente nell’underground. La serata è stata quella della presentazione del disco degli Small Jackets. Gruppo che abbiamo più volte affrontato su queste pagine (qui intervista e qui recensione dell’ultimo lavoro Just Like This). Non è questa la sede per raccontarvi la conclusione di questa serata; complici alcool e una grande dose di energia e voglia di tornare a vivere le esperienze di concerti ai quali da troppo tempo non eravamo più abituati, si è tornati a casa a giorno fatto e vi posso garantire che io ed alcuni dei presenti abbiamo potuto sentire meno il peso dei quarant’anni e degli obblighi e responsabilità ai quali siamo ormai per forza legati. Magari capiterà l’occasione di raccontarvela a qualche concerto o in qualche editoriale futuro, o magari resterà tra i miei ricordi più belli. Il ringraziamento di una serata tanto riuscita va anche ai The Brokendolls. Il gruppo hard rock / punk veneto ha aperto agli Small Jackets con un concerto adrenalinico, esplosivo e incredibilmente adatto alla situazione. Un’ottima performance che mi ha portato a voler conoscere meglio la formazione e ad ascoltare il vecchio materiale, prima di addentrarmi nella recensione dell’ultimo loro lavoro. Naturalmente, come promesso al gruppo stesso, sono poi tornato all’attacco per un’intervista che cerca di rendere giustizia ai gruppi underground che hanno bisogno e meritano più visibilità. Ecco a voi i The Brokendolls.

Per chi non vi conosce! Chi sono i The Brokendolls? Partiamo da un po’ di storia e svisceriamo in breve il vostro passato

ROSS: Il gruppo è nato quasi per scherzo nel 2007 da un’idea di Nino e Giordy che mi hanno convinto a diventare il loro cantante con una cassa di birra e una bottiglia di Jack Daniels. Prima di allora non avevo mai preso in mano un microfono! Nel giro di poco tempo abbiamo iniziato a fare concerti e abbiamo registrato il nostro primo album “No Ice In My Drink” per la Tornado Ride Records. Un mix di punk rock scandinavo, Motorhead e Nashville Pussy. Nel 2013 dopo aver registrato un secondo album in Svezia (Twofiftynine) ci siamo separati dal nostro chitarrista e abbiamo continuato per un breve periodo come quartetto.
CASEY: In quel periodo complice l’amicizia con Ross e una situazione non molto felice con i Thee S.T.P. ho deciso di entrare a far parte della band. Da li a poco abbiamo registrato “Wolves Among Sheep” e successivamente l’Ep “Carillon Infernale” che ha visto il gruppo indirizzarsi verso un sound più hard rock mantenendo comunque l’impronta punk rock degli esordi.
ROSS: Nel 2017 So è entrato a far parte del gruppo indirizzando i THE BROKENDOLLS verso ciò che potete ascoltare su “Snakechamer”.

Il vostro hard rock pluri contaminato dal punk strizza molto l’occhio a gruppi scandinavi anni 90 – tra tutti emergono i Backyard Babies. Quanto pensi che questo gruppo abbia influenzato il vostro sound e quali altri sono i vostri ascolti e contaminazioni nella vostra musica?

CASEY: Innanzitutto mi fa molto piacere che i The Brokendolls siamo accostati ad una band come i Backyard Babies che sia io che Ross amiamo davvero tanto. La cosa non mi stupisce più di tanto perché inconsciamente ogni brano che scrivo in un modo o nell’altro è influenzato dalla band di Dregen & Co. Poi però quando porto il brano in sala prove ci sono alcune componenti che stravolgono il risultato. Vedi ad esempio la voce di Ross, il drumming del nostro batterista e le diverse mie influenze musicali in fase di arrangiamento. Sono cresciuto ascoltando principalmente hard rock e metal estremo (prima del 1997 non avevo mai ascoltato i Ramones o gli Stooges.. Chiedo scusa ahaha) e ovviamente questo mio background tende a farsi sentire qua e là trasformando i The Brokendolls in una sorta di ibrido musicale.
ROSS: Ci piace l’idea di non essere identificati in un unico genere o di non suonare esattamente come un altro gruppo. Anche se la cosa ci crea qualche difficoltà… Ad esempio non è stato semplice trovare un’etichetta disposta a stampare il nostro disco perché siamo troppo punk per chi ascolta metal e troppo metal per chi ascolta punk. Stessa cosa vale per i live.
CASEY: Fortunatamente Mel e la sua Lux Noise Records sono di vedute abbastanza aperte e ci hanno fatto entrare nella loro famiglia.

Ho potuto notare il nome di Lester Greenowski nell’ultimo vostro lavoro. Che ruolo ha giocato Lester nella vostra musica?

CASEY: Lester è un caro amico che sento quasi ogni giorno per la nostra passione comune per i KISS. È un grande compositore e pozzo senza fondo di informazione e aneddoti e sai che da lui c’è sempre qualcosa da imparare. Il ritornello di “No Return” non mi soddisfaceva e sapevo di trovare in Lester un aiuto per migliorarlo. Alla fine la sua versione ci è piaciuta così tanto che abbiamo deciso di tenerla

Come intro di molti vostri brani utilizzate dei piccoli stralci di personaggi particolari come Richard Benson, nell’ultimo c’è una dichiarazione di Alberto Malesani del Genova che non vuole proprio mollare. Da cosa nascono queste intro e che scopo hanno?

ROSS: Siamo un gruppo a cui non piace prendersi troppo sul serio e che cerca a proprio modo di staccarsi da cliche triti e ritriti del rock and roll utilizzando qua e là un po’ di ironia. Guido una Opel Corsa, non mi ci vedo proprio a parlare di motori V8 e “backseat” della mia Cadillac.
CASEY: Quando stavamo cercando un titolo per il precedente EP mi sono ricordato di questo suo “trick” alla chitarra (il carillon infernale) e di come il nome suonasse dannatamente bene per noi. Non tutti peró conoscono Richard e ci è sembrato doveroso aggiungere degli estratti audio di una sua vecchia VHS.
ROSS: Per quanto riguarda Malesani  la cosa nella sua ilarità riesce anche ad essere un pochino più seria. Se non lo sapete è l’ultimo allenatore italiano ad aver portato una squadra italiana a vincere una competizione europea eppure tutti lo ricordano solamente per le sue divertenti conferenze stampa. “You will always walk alone” (il titolo è una storpiatura del famoso inno del Liverpool) è un racconto dolce amaro della sua carriera.

Snakecharmer è il vostro ultimo lavoro. Il titolo si lega in qualche modo alla copertina? Quali altri significati porta?

CASEY: Anche qui il tutto nasce da un video di Cesko Omare (blasfemo personaggio Veneto morto qualche anno fa). Cesko ci teneva a non essere definito un incantatore di serpenti e da qui è nata l’idea del titolo del disco.
ROSS: La copertina è opera di un artista spagnolo (Error Design) con cui avevamo già collaborato per Carillon Infernale. Gli abbiamo detto il titolo e lui ci ha mandato questa grafica che ci è subito piaciuta.

Da titoli come “I Am Right”, “Teaching The Teachers” o “Weer All Crazee Now” di cosa parlano i testi dei The Brokendolls? Le parole sono importanti e legate ad un sound come il vostro urlano forte. Quali sono i vostri messaggi?

ROSS: Dietro ai nostri testi non c’è un vero e proprio messaggio. Siamo 5 ragazzi di provincia che hanno davvero poco da insegnare. Preferiamo raccontare le nostre esperienze di vita e ciò che vediamo attorno a noi senza voler influenzare chi ci ascolta.
I AM RIGHT  è una sorta di “I was wrong” dei Social Distortion (da qui il titolo) ma mentre Mike Ness sembra riuscire a distaccarsi totalmente dal suo passato nel nostro brano questo continua a perseguitarci.
TEACHING THE TEACHERS nonostante sia stata scritta prima della pandemia tratta di complotti e fake news. Ormai non serve più alcuna competenza, basta informarsi on line e si è subito pronti ad “insegnare ai professori”
WEER ALL CRAZEE NOW è una canzone che Casey e IlMetius avevano scritto per i THEE S.T.P. ma che non avevano avuto l’opportunità di far uscire. Musicalmente calza a pennello con il nostro sound e ce ne siamo appropriati senza ritegno.
Il testo non è quindi opera mia ma il sunto è che l’adolescenza è un mestiere duro.. e ci si può diventare matti.

Siete tornati anche voi alla stampa in vinile. C’è un ritorno alla musica fisica dunque? Voi che siete in giro dal 2009 come vedete la vendita nell’underground? Cosa che dovrebbe essere una spinta forte a far andare avanti artisti come voi..

ROSS: In me l’amore per il vinile cè sempre stato ma fino a qualche anno fa era il CD a farla da padrone. Per un gruppo piccolo come il nostro stampare un vinile significava ritrovarseli tutti invenduti sotto al letto ahahah
Negli ultimi anni cè invece stata una inversione di tendenza e i CD quasi non si vendono più. A molti è tornata o è nata la voglia di ascoltare la musica sullo stereo di casa con calma e di possedere un qualcosa di fisico. Quanto bello è il vinile?!
CASEY: Le vendite per un gruppo underground come il nostro sono davvero irrisorie ma servono assieme ai concerti ad autofinanziarci. Ci sono band underground che comunque vendono un discreto numero di copie… qualcosa in meglio si sta muovendo.
ROSS: Una maggiore visibilità sarebbe davvero utile.. quindi se state leggendo questa intervista e organizzate eventi, festival etc. noi siamo disponibili! Eh eh eh

Chi vi ha visto dal vivo può capire meglio l’energia e la forza che mettete sul palco. Io ho avuto questa occasione di recente al Sidro di Savignano di spalla agli Small Jackets. Cosa puoi dirmi di quella serata? Ma siete sempre stati così energici dall’inizio oppure il tempo vi ha dato modo di capire meglio come gestire un palco? Qual è il vostro segreto?

ROSS: E’ stata una serata particolare per noi. Il primo concerto “normale” da Gennaio 2019! Ci era già capitato di suonare prima di quella sera ma in situazioni strane con pubblico seduto o ingresso limitato. E’ stato come tornare indietro nel tempo, a quando un concerto in un piccolo club era all’ordine del giorno.
CASEY: Prima di entrare nella band mi è capitato di vedere i THE BROKENDOLLS dal vivo e posso dirti che Ross si è dato una bella calmata ahaha Dieci anni fa l’avresti visto ubriaco in mutande sul palco a urlare tutta la sua rabbia.
ROSS: Con il tempo si cresce e ci si rende conto che si può incanalare tutta quella energia in modo diverso aumentando comunque la qualità dello show. Rimaniamo un gruppo molto energico ma meno sgangherato!

Parlami ancora di Snakecharmer. Come è nato e come state gestendo la promozione, i concerti e tutto ciò che riguarda una buona gestione di un disco, specialmente nell’underground dove è importante farvi notare.

CASEY: Avevamo iniziato a scrivere brani per un ipotetico nuovo disco già nel 2018 e a fine 2019 con una decina di canzoni pronte abbiamo prenotato lo studio per Febbraio dell’anno successivo. Essendo famosi per le scelte sbagliate poco dopo ci siamo accorti che la maggior parte dei brani non ci rappresentava e siamo quasi ripartiti da zero. Il disco ha una durata di poco più di 20 minuti proprio perché ci siamo ritrovati a fare il tutto in fretta e furia!
ROSS: La settimana successiva alle registrazioni della batteria il Covid si è abbattuto su tutti noi e la registrazione del
disco tra lockdown e restrizioni si è protratta per più di un anno. Sicuramente il fatto di prolungare così tanto il tutto ci ha permesso di dedicare più tempo agli arrangiamenti e alle mie parti di voce. Senza il Covid il risultato finale sarebbe stato sicuramente diverso.
CASEY: Snakecharmer è un disco a cui sono già molto legato perché oltre ad aver scritto il 90% dei pezzi ho curato tutto quello che gli sta attorno. Dalle registrazioni assieme a Bruno Altieri e Maurizio “Icio” Baggio, alla scelta di copertina e artwork del vinile, dalle idee per i video alla scelta del merch. Ovviamente tutto con il consenso di Ross e Nino.
Assieme all’etichetta e alla nostra agenzia (Rock My Life) stiamo cercando di promuovere il disco nella maniera migliore! Speriamo di riuscire ad ampliare ulteriormente il nostro pubblico!

Cosa vi aspettate dal futuro e cosa dobbiamo aspettarci noi?

ROSS: Per il futuro speriamo intanto di rientrare con le spese ah ah ah! Scherzo! Speriamo di suonare il più possibile in giro per l’Italia! Abbiamo già diverse date fissate e contiamo in un autunno senza troppe problematiche! Incrociamo le dita!
CASEY: Stiamo già lavorando a nuovi brani e magari riusciremo a registrare un nuovo album già il prossimo anno.

Quanto è importante andare d’accordo in una formazione e quanto siete amici voi fuori dalla musica?

Ross:Io, Nino e Giordy siamo amici da una vita. Casey e So sono arrivati successivamente ma è come se ci conoscessimo da sempre. Non abitiamo tutti nella stessa città ma ci capita spesso di passare del tempo assieme al di fuori del gruppo.
Casey: Qualche volta si discute o si finisce per non essere d’accordo su alcune scelte ma con qualche piccolo compromesso alla fine si trova sempre una soluzione. So di essere spesso un pochino dittatoriale e severo ma sempre e solo perché la band possa migliorare. Credo che i ragazzi l’abbiano capito e chiudano spesso un occhio! O anche tutti e due!

Ancora una domanda. Ma state già suonando all’estero? Come siete percepiti dal mercato straniero? Certo questi anni di pandemia non hanno aiutato..

Ross: Ci è capitato di suonare un po’ di volte all’estero, Germania, Austria, Francia e Repubblica Ceca  sempre in piccole situazioni ma con un buon riscontro da parte del pubblico. Sarebbe bello poter suonare più spesso oltre confine magari di spalla a qualche gruppo più conosciuto.
CASEY: la nostra etichetta è Svizzera e gli ospiti dell’album sono tutti stranieri! Beverly Crime e Slick sono tedeschi mentre Stevo Cannonball è austriaco!
ROSS: siamo di fatto una band internazionale! Eh eh eh

Sentiti libero di chiudere l’intervista ringraziando chi ritieni opportuno e salutando chi volete..

CASEY: Adesso che le restrizioni sono alle spalle è il momento di tornare a frequentare i pochi locali ormai rimasti e supportare le band underground! Sarebbe bello non fossero solo i grandi nomi o le vecchie glorie a trovare un buon riscontro da parte del pubblico. C’è una scena underground fiorente sia in Italia che all’estero che ha solo bisogno di essere scoperta e apprezzata.
Small Jackets, Los Fuocos, Supersonic Deuces, Speedstroke, Mr.Woland, Lester Greenowski, The Sade, The Dahmers, Bitch Queens, Hot Breath, Lucifer Star Machine, Reverend Backflash, Berlin Blackouts, Blast Bomb.. Sono alcune delle band che mi sento di consigliare ai vostri lettori!
ROSS: siate sempre voi stessi, supportate la scena e ricordatevi che non è il vostro look a farvi diventare dei rocker.. è quello che avete dentro che conta!

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